Ecco la “Dogaressa” del Canal Grande

La foca monaca spunta anche a Venezia

Arcipelago toscano, Egadi ed Istria le aree più vocate al ritorno delle foche

[19 giugno 2013]

Dopo le segnalazioni di foche monache (Monachus monachus) degli anni passati nell’Arcipelago Toscano, in altre isole minori italiane e la conferma di una femmina stabile alle Egadi, ripetute segnalazioni sembrano confermare che questo mammifero marino sta visitando anche la Laguna di Venezia, anzi le osservazioni registrate riguardano addirittura a zona centrale di Venezia

Emanuele Coppola, responsabile del Gruppo Foca Monaca, che da oltre 25 anni studia e analizza la presenza di questa rara specie del Mediterraneo, in particolare nei mari italiani, spiega che «Dopo una prima segnalazione di presenza di un esemplare di foca monaca nella Laguna di Venezia pervenuta a Giampaolo Pomilio, il delegato Lipu della sezione di Venezia, altre due segnalazioni si sono aggiunte, le quali, per modalità e qualità della descrizione fornita, consentono una discreta sicurezza nel confermare lo straordinario avvenimento».

La foca monaca, prima di entrare nella leggenda od essere dimenticata, non era una presenza insolita nella Laguna Veneta , dove veniva chiamata “Vedello marin” o “Vecchio marin”.

Il Gruppo Foca Monaca  dice che «Purtroppo l’alone di leggenda ha circondato la specie per lunghi anni nel nostro paese, una condizione che ha spesso reso difficile sia lo studio che l’analisi accurata delle sporadiche segnalazioni». Nonostante questo le numerose segnalazioni raccolte dal Gruppo in più di 25 anni di intensa

attività, provenienti da molte località costiere italiane, «Hanno visto soprattutto le persone comuni, i pescatori o dei semplici vacanzieri, dare un contributo determinante alla riscoperta di una specie che gli studiosi avevano liquidato frettolosamente e impropriamente come estinta».

Il Gruppo Foca Monaca, dopo un’accurata analisi di queste segnalazioni, ha avviato una raccolta diretta di dati in alcune località considerate “privilegiate”, anche se certamente non le sole ed esclusive, per la presenza regolare di foche monache e ora dice che le più vocate per ospitare individui di foca monaca sono: «L’Arcipelago toscano, le isole Egadi e le coste meridionali dell’Istria, luoghi dove gli specialisti del Gruppo Foca Monaca hanno per primi segnalato il ritorno di piccoli nuclei familiari di foche monache,composti da maschi adulti, femmine e relativa prole».

E la “Dogaressa” del Canal Grande, come è stata subito battezzata la foca veneziana, probabilmente viene delle coste croate: «Proprio in Istria, a meno di cento miglia nautiche da Venezia, distanza che una foca copre in una semplice escursione giornaliera, si è creata una vera e propria comunità attiva per la specie» sottolinea il Gruppo Foca Monaca che, insieme al Grupa Sredozemna Medvjedica Croato, «Segue da anni in tempo reale la presenza e gli spostamenti di vari esemplari tramite i più sofisticati sistemi di video controllo remoto che utilizzano tecnologia Umts (telefonia mobile) oltre che con osservazioni dirette in cui sono coinvolte le comunità locali e i numerosi turisti che frequentano la zona».

Coppola sottolinea che «In questo quadro si possono meglio comprendere anche le ragioni delle ultime segnalazioni provenienti dalla città lagunare, segnalazioni che certamente sorprendono anche gli esperti del Gruppo Foca Monaca, ma in misura ben diversa da quanto non possa accadere per gran parte dell’opinione pubblica e per quel nucleo accademico e istituzionale che si è sempre dichiarato scettico sull’ipotesi di un generale ritorno della specie in molte delle sue antiche aree di presenza lungo le coste italiane. Speriamo che, anche grazie alla ripetuta pubblicazione di una notizia come questa, l’attenzione dei Veneziani doc e anche di quelli d’adozione, si risvegli e si riesca così ad avere nuove informazioni, meglio se supportate da immagini, indispensabili non solo per certificare inequivocabilmente la presenza dell’animale in laguna, ma anche verificare se l’ipotesi che gli esperti del GFM hanno elaborato dai dati fin qui raccolti, e cioè che si tratti di un giovane esemplare, possa anch’essa essere opportunamente validata».

 

Per ulteriori segnalazioni:

www.lipuvenezia.it o Giampaolo Pomilio tel. 331.7719433

Emanuele Coppola www.focamonaca.it