«Si scelga un Direttore di alto profilo, dotato di competenza ed esperienza»

«Forte preoccupazione» degli ambientalisti sul Parco San Rossore, appello alla Regione

«Tornare velocemente ad una “situazione ordinaria”, in cui ciascun nodo del sistema possa svolgere il proprio ruolo»

[15 settembre 2016]

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Le associazioni ambientaliste assistono con forte preoccupazione a quanto sta accadendo in questi giorni nel Parco. È infatti giunta inaspettata la sostituzione del Direttore, solo a qualche mese di distanza da quella del Presidente avvenuta, per la prima volta nella storia del Parco, al primo mandato. Quello che preoccupa veramente, non sono le nomine in sé,  ma le modalità usate per il rinnovo delle cariche ed il ruolo giocato dalla politica dietro alle scelte che in questi anni hanno riguardato il Parco e l’intero sistema delle aree protette nella nostra regione.

Un esempio tra tutti: la Giunta Regionale da oltre sei mesi non trasmette al Consiglio i bilanci del Parco degli anni 2012 e 2013 formulati dal Commissario ad acta: la mancata approvazione di questi bilanci blocca quelli degli anni successivi con conseguenze gravi sulla capacità d’azione del Parco, sulla possibilità di programmazione e sulla gestione stessa dell’ordinario: per quanto tempo ancora si impedirà all’Ente Parco di gestire e programmare un territorio così importante?

Tutto ciò avviene senza che apparentemente vi sia un disegno, in un clima generalizzato da “LIBERI TUTTI”, dove è pregiudicata qualsiasi possibilità d’interlocuzione a qualsiasi livello e con un cambio della dirigenza repentino che lascerà per diversi mesi il Parco senza una gestione. In questo vuoto di politica e di idee, naturalmente, prendono forza piccoli e grandi interessi particolari, con grave discapito dello scenario complessivo e dell’interesse collettivo. Si rischia di perdere progressivamente la memoria stessa di quella che fu “la grande sfida” del Parco di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli e dei suoi padri fondatori che era quella, lo ricordiamo, di coniugare tutela e sviluppo, in un quadro territoriale armonico, dove le periferie urbane (di Pisa, di Viareggio, di Livorno) avrebbero cambiato radicalmente prospettiva, in quanto non erano più tali ma costituivano le porte di accesso privilegiate per la Conservazione della Natura.

Nell’esprimere queste preoccupazioni, le associazioni sperano pertanto che la Regione Toscana torni a svolgere il ruolo guida che gli è proprio, tornando velocemente ad una “situazione ordinaria”, in cui ciascun nodo del sistema possa svolgere il proprio ruolo e la propria funzione. All’interno di una visione politica condivisa, che sappia guardare al futuro partendo dal grande patrimonio ambientale, culturale e sociale che si è saputo conservare e costruire negli ultimi 40 anni.

Per questo Amici della Terra, CAI, Legambiente, LIPU e WWF ringraziano Andrea Gennai per il lavoro svolto ed auspicano che il nuovo Direttore sia individuato in base all’esperienza maturata in progetti di conservazione e tutela dell’ambiente e del paesaggio, e che la scelta avvenga esclusivamente secondo principi di competenza, lasciando fuori altre logiche e nel più rigoroso rispetto di un disegno politico chiaro e lungimirante.

di Amici della Terra, CAI, Legambiente, LIPU e WWF