Il fossile di un pulcino di 127 milioni di anni fa getta nuova luce sull’evoluzione degli uccelli

Molte delle caratteristiche degli uccelli viventi erano già state sviluppate più di 100 milioni di anni fa

[5 marzo 2018]

Il minuscolo fossile di un uccellino preistorico sta aiutando gli scienziati a capire come le prime specie di avifauna riuscirono a farsi spazio nel mondo  dei dinosauri. Il fossile, che risale all’era mesozoica (250 – 65 milioni di anni fa), appartiene a un pulcino di un gruppo di uccelli preistorici chiamato Enantiornithes – la maggior parte dei quali aveva denti e dita artigliate su ogni ala, ma per il resto assomigliava molto agli uccelli moderni – ed è costituito da uno scheletro quasi completo, l’esemplare è tra i fossili di uccelli mesozoici più piccoli mai scoperti: misurava meno di cinque centimetri,  più piccolo del mignolo di una mano, e pesava solo 10 grammi. Gli scienziati dell’università di  Manchester che hanno partecipato allo studio “A diminutive perinate European Enantiornithes reveals an asynchronous ossification pattern in early birds” pubblicato su Nature Communications  spiegano che «Ciò che rende questo fossile così importante e unico è il fatto che è morto non molto tempo dopo la sua nascita. Questa è una fase critica nella formazione scheletrica di un uccello. Ciò significa che la vita estremamente breve di questo uccello ha dato ai ricercatori una rara possibilità di analizzare la struttura e lo sviluppo osseo delle specie. Studiare e analizzare l’ossificazione – il processo di sviluppo delle ossa – può spiegare molto sulla vita di un cgiovane uccello. Può aiutarli a capire tutto; si poteva volare o se era necessario che rimanesse con i suoi genitori dopo la schiusa oppure se era in grado di sopravvivere da solo.

Il principale autore dello studio, Fabien Knoll, dell’Interdisciplinary centre for ancient life (Ical) della School of Earth and environmental dell’università di  Manchester, spiega che «La diversificazione evolutiva degli uccelli ha portato a una vasta gamma di strategie di sviluppo dei pulcini e a importanti differenze nei loro tassi di crescita. Analizzando lo sviluppo osseo possiamo osservare tutta una serie di tratti evolutivi».

Avendo a che fare con un fossile così piccolo, il team di ricerca britannico, spagnolo, svedese e statunitense la tecnica synchrotron radiation  per visualizzare il minuscolo campione a livello “submicron”, osservando le microstrutture delle ossa fino a dettagli estremi. Knoll sottolinea che «Le nuove tecnologie offrono ai paleontologi capacità senza precedenti per indagare su fossili “provocanti”. Qui abbiamo utilizzato il massimo delle strutture all’avanguardia in tutto il mondo, inclusi tre diversi sincrotroni in Francia, Regno Unito e Stati Uniti».

E’ così che gli scienziati hanno scoperto che quando è morto il pulcino i suo era in gran parte ancora costituito da cartilagine e non si era ancora sviluppato in un osso duro e solido, il che significa che non sarebbe stato in grado di volare e aggiungono che «Gli schemi di ossificazione osservati in questo e negli altri piccolissimi uccelli enantiornitini noti fino ad oggi suggeriscono anche che le strategie di sviluppo di questo particolare gruppo di antichi uccelli potrebbero essere state maggiormente diverse di quanto si pensasse in precedenza.

Tuttavia, il team afferma che «La sua mancanza di sviluppo osseo non significa necessariamente che il pulcino fosse  troppo dipendente dai suoi genitori per la cura e l’alimentazione, una caratteristica nota come “altrizionale”. Le specie moderne come gli inseparabili  sono molto dipendenti dai loro genitori quando nascono. Altri, come i polli, sono altamente indipendenti, che è noto come “precociale”». Anche se in questi tipi di comportamenti tra l’avifauna non ci sono confini netti, ma diverse sfumature e quindi è difficile chiarire le strategie di sviluppo di specie di uccelli ormai scomparse.

Un altro autore dello studio, Luis Chiappe, del Natural history museum di Los Angeles , conclude: «Questa nuova scoperta, insieme ad altre provenienti da tutto il mondo, ci permette di sbirciare nel mondo degli antichi uccelli vissuti durante l’era dei dinosauri. E’ sorprendente rendersi conto di quante delle caratteristiche che vediamo negli uccelli viventi fossero già state sviluppate più di 100 milioni di anni fa».