Fratoni: «Con il progetto Sicomar teniamo insieme tutela ambientale e sicurezza in mare»

Il convegno finale a Livorno. Capofila la Regione Toscana. Mettere a punto una governance marina

[20 ottobre 2015]

Sicomar

Secondo l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni , «Tutela ambientale, prevenzione dei rischi e sicurezza della navigazione sono facce di una stessa medaglia e, in quanto temi strettamente correlati, debbono essere affrontati in maniera integrata: questo è il nostro obiettivo e il progetto Sicomar è lo strumento giusto».

Il progetto  Sistema integrato di Controllo Marino (Sicomar), finanziato nell’ambito del Programma di collaborazione transfrontaliero Italia Francia Marittimo è nato da una proposta progettuale promossa dalla Regione Toscana come logica prosecuzione del progetto MOMAR, concluso nel  maggio 2012, e con l’obiettivo di affrontare in maniera integrata il tema della sicurezza in mare e del controllo dell’ambiente marino, su un’area transfrontaliera dal patrimonio di straordinaria ricchezza che ha visto, anche in tempi molto recenti, l’emergere di rilevanti criticità ambientali e che ospita il Santuario dei Cetacei.

La Fratoni è intervenuta seminario finale su Sicomar che termina domani al centro Congressi Pancaldi di Livorno, due giorni alla quale ha partecipato anche la  sottosegretario all’ambiente Silvia Velo. La Fratoni ha sottolineato che «La Regione Toscana si sta impegnando a realizzare un percorso di cooperazione fra le aree transfrontaliere comprese nello spazio marittimo e costiero dell’arco dell’alto Tirreno, consapevole che la cooperazione è strumento essenziale per assicurare la protezione e la valorizzazione delle risorse naturali e allo stesso tempo favorire occupazione e sviluppo sostenibile sulle sponde di regioni unite da uno stesso mare. Grazie a questo nuovo sistema di rilevazione dei dati, saranno forniti servizi innovativi utili per tenere sotto controllo lo stato ambientale del nostro mare e per prevenire ed affrontare eventi accidentali. Il programma, cofinanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale, è stato approvato l’11 giugno scorso dalla Commissione europea ed è già partita una prima fase di attuazione. Siamo certi che Sicomar porterà buoni frutti e che i nuovi bandi forniranno un’importante occasione per ampliare e migliorare la rete di monitoraggio, per rafforzare i rapporti internazionali e condividere protocolli operativi comuni».

Il progetto Sicomar, che vede la Regione Toscana capofila, coinvolge le Regioni  Liguria e Sardegna, la Corsica, l’Università di Cagliari, LAMMA, Arpa Liguria, il Centro interuniversitario di Biologia Marina ed ecologia applicata di Livorno, L’Institut Français de Recherche pour l’Exploitation de la Me e il Centro studi europeo Plural. La finalità generale del progetto è quella di costruire un sistema di controllo marino sostenibile per l’area transfrontaliera che affronti in maniera integrata il tema della sicurezza in mare e della qualità dell’ambiente marino, attraverso la creazione di una rete tecnologica che comprende radar HF, veicoli autonomi (glider) e campionatori automatici (ferrybox) installati su alcune navi in rotta nell’area transfrontaliera. Il progetto Sicomar in particolare si propone di: 1. Aumentare l’efficacia delle azioni di controllo marino e di prevenzione dei rischi ambientali 2. Aumentare la diffusione della cultura della responsabilità ambientale 3. Mettere a punto una governance marina che governi e sviluppi il sistema di monitoraggio transfrontaliero.

I promotori evidenziano che tra i servizi forniti ci sono: «Previsioni meteo-marine sempre più affidabili e anticipate 24 ore, controllo della qualità dell’acqua e della presenza di inquinamento di vario tipo compreso la presenza di rifiuti, indicazioni alle compagnie di navigazione per scegliere le rotte più sicure (in che significa ottimizzazione meteorologica delle rotte ai fini della sicurezza e dei consumi di carburante), indicazioni a tutti coloro che vanno per mare, o al mare, per programmare i loro spostamenti in sicurezza e previsioni dell’evoluzione spaziale di un evento inquinante o individuazione del possibile percorso fatto da un oggetto in un determinato periodo di tempo.