Fusti tossici di Gorgona, il ministro Lupi risponde alle interrogazioni di Realacci e M5S

[22 gennaio 2014]

Nell’occasione del secondo anniversario dell’incidente dell’eurocargo Venezia  della Grimaldi Lines al largo dell’isola di Gorgona (17 dicembre 2011) i deputati del Pd Ermete Realacci e Raffaella Mariani avevano presentato un’interpellanza  analoga a quella firmata da Massimo Felice De Rosa e da altri parlamentari del Movimento 5 Stelle. Domani il ministro delle Infrastrutture Lupi risponderà  in Commissione Ambiente alla Camera presieduta da Realacci che sottolinea: «A oltre due anni dall’incidente dell’eurocargo Venezia restano ancora da recuperare dalle acque dell’Arcipelago Toscano 71 dei 198 fusti contenenti sostanze tossiche e pericolose caduti dalla nave della Grimaldi Lines. Per sapere a che punto sia il monitoraggio dell’area in cui occorse l’incidente e quali siano le iniziative in atto per arrivare al completo recupero dei fusti tossici ed escludere definitivamente qualsiasi rischio per la salute dei cittadini e dell’ambiente e come si intenda assicurare alle autorità competenti le risorse necessarie alle operazioni di recupero, lo scorso dicembre ho presentato un’interrogazione sul caso ai ministri dell’Ambiente e della Salute».

Realacci ricorderà a Lupi che «Nell’incidente furono disperse 40 tonnellate di sostanze tossiche sui fondali del Tirreno, a circa 20 miglia dalla costa di Livorno in pieno Santuario internazionale di mammiferi marini Pelagos. Secondo una dinamica che presenta tuttora punti oscuri e incongruenze. Vista l’alta pericolosità delle sostanze, catalizzatori di ossidi di cobalto altamente infiammabili se asciutti, da  anni Legambiente Arcipelago Toscano chiede alle istituzioni un impegno forte per la ricerca e la difficile azione di recupero dei fusti, che potrebbero essersi inabissati fra l’isola di Gorgona e il banco di Santa Lucia. Io stesso mi ero interessato della questione anche nella passata Legislatura, presentando un atto di sindacato ispettivo rimasto senza risposta nonostante i solleciti. E sono tornato di recente a occuparmi del caso chiedendo, inoltre, se e in quale modo la compagnia Grimaldi Lines sia stata chiamata a concorrere al recupero dei fusti e a sostenere i relativi costi, se si intenda accertare l’esatta dinamica dell’incidente e se si intenda determinare il danno ambientale provocato dall’incidente».