I gabbiani reali nidificano meno nelle isole dell’Arcipelago Toscano. Si sono traferiti sul continente?

Ma il rarissimo gabbiano corso resta sempre a rischio

[15 maggio 2017]

Nel corso degli ultimi decenni è risultato evidente il notevole incremento della popolazione del Gabbiano reale mediterraneo (Larus chachinnans), apprezzabile sia nei luoghi “canonici” di nidificazione, sia nell’estensione dell’areale frequentato dalle specie, ormai avvistabile in zona continentale anche a decine di km di distanza dalla costa.

La grande disponibilità alimentare generata dalla cattiva gestione del territorio continentale, dovuta ad esempio alla presenza discariche dei rifiuti a cielo aperto, ha reso disponibile al Gabbiano reale nuove ed abbondanti risorse trofiche, anche se non sempre di “alta qualità”.

A suo vantaggio, la specie è diventata eurifaga, è passata cioè da una dieta quasi esclusivamente a base di pesce ad un ben più ampio spettro alimentare, e può vantare “robuste” capacità metaboliche che le permettono di poter utilizzare al massimo cibo di varia natura.

L’incremento della popolazione, può essere anche stato determinato dall’intelligenza dell’animale, dalla sua aggressività nei confronti di altre specie (si sono osservati comportamenti quasi “predatori”, non consueti all’originaria indole), e dalla pressoché totale assenza di timore di un’altra specie altrettanto invadente e diffusa: la nostra.

I risultati di questa vera e propria “esplosione demografica” si sono evidenziati, in primis, nelle località di nidificazione, concentrate in larga misura nei territoti insulari. Isole come Giannutri, soprattutto in prossimità della Costa dei Grottoni e a Punta San Francesco; Gorgona, a Punta Paratella, a Cala Maestra, sulla Costa dei Gabbiani, erano letteralmente invase dalle colonie, ed anche vasti settori costieri delle altre isole subivano la stessa condizione.

Naturalmente questa enorme invasione ha comportato notevoli squilibri ecosistemici, riconducibili in larga misura ad una contrazione, in alcuni casi preoccupante, delle popolazioni di altre specie, soprattutto quelle frequentanti i medesimi luoghi di nidificazione. Il caso più eclatante risulta senza dubbio quello del Gabbiano corso (Larus audouinii = Ichthyaetus audouinii), specie pelagica, endemica del Mediterraneo, che è stato letteralmente “espulso” da gran parte delle falesie insulari.

Alla Gorgona, che rappresentava il sito di nidificazione più a nord in senso assoluto di questo rarissimo uccello, il Gabbiano Corso non nidifica più da anni; a Capraia, luogo di particolare predilezione, da alcuni anni si avvistano solamente pochi esemplari erratici. Situazione preoccupante, anche in considerazione del fatto che il Gabbiano corso è considerata specie in via di estinzione.

Questa primavera, però, è stata caratterizzata da un’evidente contrazione della popolazione nidificante del Gabbiano reale, soprattutto a Giannutri, a Gorgona, a Capraia e, probabilmente, anche negli altri territori insulari. Su Gorgona in particolare, curiosamente, si nota un maggior affollamento della colonia nei pressi del piccolo villaggio che non sulle falesie.

Pur non disponendo di precisi rilevamenti numerici, è assolutamente evidente questa grande rarefazione nei luoghi sino allo scorso anno enormemente affollati. Difficile pensare ad una effettiva riduzione, in termini assoluti, della popolazione del Larus chachinnans; è assai più probabile che, ancora una volta, l’uccello stia rapidamente modificando i propri comportamenti e, proprio in virtù dell’eccessiva pressione, tenda ad espandere il proprio territorio di nidificazione in area continentale.

Del resto, questo fenomeno è già iniziato da tempo, documentato dalla segnalazione di diversi nidi in aree urbane della costa o ad essa immediatamente limitrofe. La citata confidenza con la specie umana, naturalmente favorisce questo evento.

Ora si tratterà di monitorare il fenomeno in corso con adeguati censimenti da parte degli esperti, per verificare se l’attuale situazione, come è presumibile, tenderà a stabilizzarsi. La speranza è che, se ciò sarà, si torni ad un maggiore equilibrio biologico sui nostri territori insulari, a tutto vantaggio della biodiversità, e che, in particolare, si possa garantire il ritorno del Gabbiano corso, con l’auspicabile stabilizzazione della specie.

di Angiolo Naldi, naturalista