Rimasti solo 80/100 esemplari

Galapagos: è una mosca “aliena” il vampiro dei fringuelli di Darwin (PHOTOGALLERY)

[27 settembre 2013]

Charles Darwin definì gli uccelli che oggi conosciamo come “fringuelli di Darwin”, «Il più singolare gruppo»: 14 specie diverse di fringuelli, tutte endemiche delle isole Galapagos, diventate da allora  “un classico esempio di radiazione adattativa”, un “totem dell’evoluzione” o meno aulicamente “muddy-looking little birds”. Secondo un recente rapporto (Landbird Conservation Plan. Strategies for Reversing the Decline of Passerine birds on the Galapagos Islands) di un team di ricercatori della Charles Darwin Foundation (Cdf) e della Dirección del Parque Nacional Galápagos (Dpng) «Almeno 10 delle 19 specie di uccelli endemiche di passeriformi delle Galapagos sono minacciate di estinzione o sono in grave declino». La lista Rossa dell’Iucn mette due fringuelli di Darwin, il fringuello delle mangrovie (Camarhynchus heliobates) e il  fringuello arboricolo di Charles (Camarhynchus pauper) tra le specie in pericolo di estinzione, mentre per molti altri, come il fringuello cantore (Certhidea olivacea) e il fringuello picchio (Camarhynchus pallidus), son stati registrati gravi cali. Le ragioni di tutto questo sono complesse e probabilmente implicano una complessa interazione tra distruzione degli habitat, malattie e  predazione da parte delle specie introdotte dall’uomo, come gatti e ratti, ma si è scoperto che la specie che sembra avere l’impatto più grave sui fringuelli di Darwin è in realtà un piccolo invasore: la mosca parassita Philornis downsi la cui traduzione dal nome in latino è beffarda: amico degli uccelli.

La presenza di questa mosca era stata registrata alle Galapagos fin dagli anni ’60, ma è solo dagli anni ’90 che gli scienziati hanno cominciato ad osservare i suoi impatti negativi sui piccoli uccelli terrestri. Ora la mosca Philornis ha invaso praticamente tutto l’arcipelago ed è un bel guaio, viso che durante il suo stato larvale si alimenta come un vampiro del sangue e nei tessuti dei nidiacei di almeno 17 specie di uccelli endemiche, causando una mortalità molto elevata mortalità tra i pulcini, a volte uccidendo fino al 100% di uccellini in un nido. Charlotte Causton, la ricercatrice della Cdf che sta coordinando la lotta contro la mosca vampiro, spiega: Ci sono studi che dimostrano che la mortalità causata dalla Philornis nel nido è abbastanza alta. Abbiamo queste specie di uccelli che sono in pericolo di estinzione ed un gran numero dei loro pulcini  stanno morendo».

L’impatto della mosca è in aumento, ma la sua biologia è ancora poco conosciuta. Quello che si sa è che la mosca vampiro appartiene alla stessa famiglia della mosca domestica, il suo areale originario va da Trinidad  al Brasile e probabilmente è presente in altri Paesi del Sud America, anche se nessuno ne è abbastanza sicuro.  Gli adulti di Philornis downsi sono innocui, ma le loro larve hanno una breve, ferocissima e macabra vita. Le femmine depongono le loro uova in nidi degli uccelli mentre stanno per nascere i pulcini, un giorno o due dopo le larve, grandi come un chicco di riso, si fanno strada nelle cavità delle narici degli uccellini  mangiandole letteralmente per circa tre giorni, poi, nei successivi stadi larvali, migrano verso il fondo del nido, dove rimangono nascoste durante il giorno,  per riemergere di notte e  nutrirsi di sangue dei pulcini. In molti nidi il carico di parassiti è così alto (in un nido sono state contate  184 larve di Philornis downsi), che i pulcini non possono sopravvivere,  quelli che ci riescono hanno spesso becchi deformati, tassi di crescita ridotti ed anemia, il che diminuisce la loro capacità di cibarsi, sopravvivere e riprodursi. Come spiega George Heimpel, un entomologo dell’università del Minnesota che ha partecipato alla a ricerca, «Di solito il loro becco è tutto incasinato e per i fringuelli di Darwin sappiamo che il becco è una parte importante della loro vita. E’ la forma del becco dei vari fringuelli che permette loro di fare uso di diverse fonti di cibo, che da Darwin in poi ha affascinato gli studenti di evoluzione».

Da quando gli esseri umani hanno raggiunto le remote Galapagos nel XVI secolo,  nessuna specie di uccelli si è estinta nell’Arcipelago, diversamente da quanto è successo nelle Hawaii, ma alcune specie di fringuelli sono scomparse da almeno una delle isole dove erano presenti prima. Per esempio, il fringuello cantore sembra essere scomparso da Floreana. Il fringuello delle mangrovie, che era diffuso a  Fernandina e Isabela, ora vive solo in una piccola area di Isabela, e si ritiene che ne sopravvivano solo  80/100 esemplari.

Francesca Cunninghame, un’ornitologa neozelandese della Cdf  che ha trascorso gli ultimi anni a studiare la popolazione di fringuelli delle mangrovie, ha detto a Yale Environment 360 che «Durante la maggior parte della recente stagione degli amori, che si è svolta da gennaio a maggio, sono stati covati  20 pulcini di fringuelli delle mangrovie. 6 di questi, circa un terzo, sono probabilmente morti prima dell’involo, a causa di parassitismo da Philornis downsi.  Abbiamo trovato 60, 80, fino a un 100 larve nei nidi. E ‘un fardello enorme per un piccolo pulcino». La situazione per il fringuello delle mangrovie è diventata così terribile che, a partire dall’inizio del 2014, la Cdf, in collaborazione con il  Dpng e lo zoo di San Diego,  sta progettando di rimuovere le uova fringuello delle mangrovie dai loro nidi per cercare di aumentare il numero di pulcini sopravvissuti allevandoli in incubatrice.

Nel febbraio 2012 a Puerto Ayora, nelle Galapagos, è stato organizzato un workshop con specialisti e professionisti della conservazione di tutto il mondo con il sostegno di Galapagos Conservancy, Galapagos Conservation Trust, e Durrell Wildlife Conservation Trust, che ha approvato un piano per la protezione immediata ed a lungo termine delle specie di uccelli minacciate  ed un piano dettagliato degli studi necessari per colmare le lacune nella comprensione dell’ecologia della  Philornis  downsi e per sviluppare nuovi metodi per il controllo di tutto l’arcipelago. Nel breve periodo la massima priorità è trovare il modo per proteggere le aree di nidificazione di uccelli in pericolo di estinzione, come il fringuello delle mangrovie, un compito particolarmente impegnativo, dato che i nidi si trovano solitamente nelle fronde più alte delle mangrovie che raggiungono i 25 metri di altezza. Csf e Gnpd non si nascondono che «Una parte integrante dell’attuale sfida è quella di trovare i finanziamenti significativi e duraturi per implementare la ricerca. Senza di essi, non sarà possibile realizzare tutti gli obiettivi dei piani». Ma sono fiduciosi che le risorse si possono trovare perché «Al centro di questo sforzo c’è la necessità di prevenire ogni estinzione di uccelli che si verifica nelle Isole Galapagos, una delle sfide più difficili che gli scienziati ed i manager del parco hanno affrontato negli ultimi anni».

Uno dei possibili metodi di controllo comporta l’introduzione nelle Galapagos di uno dei nemici della mosca vampiro, che potrebbe essere una vespa parassita. Ma l’utilizzo di una specie invasiva per bloccarne un’altra è un approccio rischioso e, prima di rilasciare qualsiasi nuovo insetto nell’arcipelago di Darwin, si deve dimostrare che non pone alcun pericolo per le specie endemiche delle isole. Finora, nelle Galapagos c’è stato solo un tentativo di  bio-controllo: l’introduzione di una coccinella per combattere un insetto infestante.  Un altro possibile approccio sarebbe quello di capire quali composti chimici attirano  la mosca ed utilizzarli per catturare gli insetti vampiri, o “confonderli”.  Secondo Stephen Teale, un entomologo della State University of New York che ha lavorato a questo approccio «Ci sono buone ragioni per credere che le mosche sono attratte da composti rilasciati quando nascono i pulcini, perché le femmine sembrano essere in grado di temporizzare  la loro deposizione delle uova abbastanza precisamente».

Un’altra possibilità, particolarmente intrigante data l’importanza dei  fringuelli  di Darwin nella storia della biologia e dell’evoluzione, è che gli uccelli possano adattarsi alla mosca vampiro. Il fringuello arboricolo insettivoro piccolo (Camarhynchus parvulus), uno dei pochi fringuelli delle Galapagos la cui popolazione sembra essere in aumento, starebbe  imparando a combattere la mosca vampiro adottando nuovi comportamenti: i fringuelli adulti sono stati osservati mentre mangiavano le larve, in modo da ridurre il loro numero e ripulire il nido. «Certamente la pressione selettiva è alta – evidenzia Teale – La domanda è: possono evolvere abbastanza velocemente  una strategia di sopravvivenza?».