Il gatto delle sabbie non è estinto: rispunta negli Emirati arabi uniti dopo 10 anni

Le fototrappole catturano le immagini di due femmine e un maschio

[8 agosto 2016]

Gatto delle sabbie 1

Lo studio “Rediscovering the Arabian sand cat (Felis margarita harrisoni) after a gap of 10 years using camera traps in the Western Region of Abu Dhabi, United Arab Emirates”, poubblicato sull’European Journal of Wildlife Research da un team di ricercatori dell’Environment Agency di Abu Dhabi (Ead), conferma nuovi avvistamenti dello sfuggente gatto delle sabbie arabo (Felis margarita harrisoni) a Baynouna, negli Emirati Arabi Uniti.

I ricercatori di  Abu Dhabi spiegano che «Un totale di 46 fotografie sono state ottenute utilizzando cinque fototrappole, durante 278 notti di trappolamento, tra marzo e dicembre 2015. Sono stati registrati un totale di tre individui, uno dei quali è stato confermato come un maschio. Circa l’80% degli avvistamenti sono stati tra le  0:00 – 06:00 h, e il 39% sono stati registrati durante la fase di luna piena. Questi sono i primi avvistamenti confermati della presenza di gatto della sabbia arabo nella regione occidentale di Abu Dhabi, dopo un avvistamento non confermato riportato nel 2005».

Il gatto delle sabbie arabo è un animale timido e elusivo che frequenta i deserti del nord Africa, dell’Arabia e dell’Asia Centrale, è un cacciatore notturno che di giorno diventa invisibile ed è  perfettamente adattato a vivere nel deserto: non ha bisogno di bere acqua e quel di cui ha bisogno lo ricava dalla predazione di piccoli uccelli, rettili e mammiferi, inoltre è dotato di peli speciali nelle orecchie e sulle zampe per tenere lontana la sabbia.

Nonostante il suo ampio areale si sa ben poco di questo misterioso felino, come spiega su New Scientist John Newby del Conservation Fund Sahara, «Mancano gli scienziati che lavorano sui gatti di sabbia e sono state fatte pochissime ricerche  per valutare il comportamento, la popolazione e lo stato della specie».

La mancanza di documentazione e le difficoltà nell’individuarli significano che non sappiamo nemmeno quale sia la situazione dei gatti delle sabbie che la lista Rossa dell’International union for conservation of nature (Iucn) elecanco come “quasi a risxchio” nell’intero areale di distribuzione della specie e in pericolo di estinzione negli Emirati Arabi Uniti, dove l’Al Ain Zoo è un  hot spot per l’allevamento in cattività di Felis margarita harrisoni per cercare di conservare le specie.

Newby spiega ancora che  «I gatti delle sabbie  sono naturalmente rari e, oltretutto,  si pensa che le loro popolazioni siano in declino a causa della perdita di habitat e la diminuzione di numerose prede».

Negli Emirati Arabi Uniti occidentali si pensava che questi piccoli felini si fossero estinti: erano stati segnalati in natura solo in maniera anedottica e gli ultimi avvistamenti risaliva a 10 anni o più. Ma Shakeel Ahmed, un ricercatore del Terrestrial & marine biodiversity management sector dell’Ead si era stancato di leggere rapporti aneddotici e ha deciso di cercare i gatti insieme al suo team. Nel 20215 gli scienziati emiratini che studiano li animali e le piante dell’area protetta di Baynouna hanno piazzato delle trappole fotografiche con cibo per gatti e, in diversi mesi, sono riusciti a ottenere 12 foto di quelli che il team ha identificato come di tre individui: due femmine e un maschio e spiega che gli «Gli avvistamenti di solito sono avvenuti tardi, nelle notti di luna e, a volte, fredde, suggerendo che i gatti preferiscono temperature medio-basse comprese tra 11 e 28° C. Il loro habitat è quello delle dune di sabbia con scarsa vegetazione».

Il team ha anche piazzato  trappole per piccoli animali e ha catturato gerbilli di Cheeseman (Gerbillus cheesmani) e  topi delle piramidi (Jaculus jaculus). Le fotocamere hanno anche ripreso immagini di coleotteri Prionotheca cornata e di  rettili come gli scinchi (Scincus scincus) e i gechi delle sabbie, che dimostrano che nella regione occidentale degli Emirati Arabi Uniti i gatti delle sabbie hanno abbondanza di cibo disponibile.

Il team dell’Ead spera che  queste nuove informazioni contribuiranno a avviare strategie di conservazione del Felis margarita harrisoni, ad esempio per capire quale sia la parentela tra questa popolazione “riscoperta” di gatto delle sabbie e quelle dei confinanti Oman e Arabia Saudita.

Su New Scientist Newby conclude: «E’ chiaro che ogni  ricerca sul campo sarà  estremamente preziosa per mettere insieme piani di conservazioni per i gatti delle sabbie e del  loro habitat, così come a individuare quelle aree, e la loro estensione, che possono essere trasformate in aree protette per salvaguardare i gatti. Gli scienziati devono  fare ulteriori ricerche su come vivono i gatti delle sabbie, per creare una zona protetta adatta».