Gestire il paesaggio per lo sviluppo sostenibile. Le TOUs del Camerun funzionano?

Ma le iniziative locali non possono essere scollegate dalla complessità del mondo globalizzato

[11 novembre 2015]

Camerun

Il Center for International Forestry Research (CIFOR) si è s posto un problema essenziale per I Paesi in via di sviluppo: «Come possiamo gestire la terrà affinché procuri nutrimento, legname, minerali e tutte le altre risorse naturali di cui abbiamo bisogno, preservando allo stesso tempo gli stock di carbonio e la biodiversità?»

Una grande sfida, un rompicapo scoraggiante e la cui complessità aumenta ogni giorno di più, ma alla quale Eugene Loh Chia, un ricercatore del CIFOR ha risposto con quello che ha chiamato «l’approche paysagère», l’approccio paesaggistico «progettato per gestire questi compromessi, ma  complessi essi stessi, con molteplici sfaccettature ed difficili da applicare».

In Camerun, dove lavora Chia, il ministero della foresta e della fauna ha diviso diverse aree del Paese, che vengono utilizzate in molti modi, in quelle che sono state chiamate Unités d’opérations techniques  (Technical Operation Units – TOUs). Per Chia, le TOUs sono un potenziale punto di partenza per avviare il processo per vincere la sfida complessa che rappresenta l’approccio paesaggistico: « Vedremo se posso applicare questo approccio in Camerun seguendo questi principi».  Per questo, insieme al suo collega del CIFOR Richard Kankeu Sufo, ha esaminato la fattibilità di realizzare un vasto approche paysagère, utilizzando le TOUs come base.

«In teoria, sembra molto attraente – dice Chia – E d’altronde anche altri settori hanno espresso il loro interesse ad utilizzare le TOUs come strumenti di gestione. Ma questo richiede molta ricerca» ed è proprio quello che hanno fatto Chia e Sufo che alla fine hanno pubblicato uno studio nel quale esaminano «Come le le 5 TOUs del Camerun potrebbero apportare il loro sostegno agli sforzi per soddisfare i molteplici bisogni su un solo territorio, per esempio, la sicurezza alimentare, la crescita economica e la preservazione della biodiversità».

Chia  spiega che «À una scala più piccola, per esempio a livello di comunità, sarebbe possibile pervenire a soluzioni significative, riunendo insieme delle persone che hanno interessi per quel che succede a livello dei terreni. Per esempio dei piccolo proprietari agricoli seduti allo stesso tavolo con dei difensori dell’ambiente e dei rappresentanti dell’agro-industria». Ma il ricercatore del CIFOR non si nasconde le difficoltà: «Ma non appena tutto questo viene connesso all’immensa economia mondiale, questo diventa complicato è molto difficile. Le esigenze e le aspettative verso gli apporti paesaggistici aumentano: devono fornire cibo, devono servire a stoccare il carbonio, devono preservare la biodiversità».

Chia è convinto che l’ampliamento su più vasta scala dell’approche paysagère porterebbe a uno «spaventoso» aumento della complessità. Inoltre, per allineare il Camerun ai Sustainable Development Goals (SDG) recentemente approvati dall’ONU e per raggiungere l’obiettivo di diventare un Paese emergente entro il 2035, sarà sempre più importante la connessione alle politiche internazionali. Anche  la vulnerabilità al cambiamento climatico e lo stoccaggio del carbonio non sono tra le priorità delle TOUs, che hanno quindi mostrato numerose lacune quando Chia e Sufo le hanno sottoposte ad un attento esame

«Perché un approccio paesaggistico integrato sia  un successo, è essenziale la comunicazione. Dobbiamo discutere con gli stackeholder faccia a faccia, sottolineando le buone pratiche da proporre».

Denis Sonwa, uno scienziato del CIFOR che lavora in Camerun, dove studia il ruolo delle foreste per soddisfare I bisogni socioeconomici ed ecologici dei piccoli proprietari agricoli dell’Africa centrale, è d’accordo con . Chia e Sufo: «Les TOUs possono essere una buona occasione per portare altri settori a costruire una piattaforma di discussione e negoziazione sull’utilizzo e l’allocazione delle terre, le collaborazioni e I compromessi. Il problema principale è che quando abbiamo della attività che si sovrappongono in una stessa regione geografica, si deve davvero assicurarsi di raggruppare i diversi settori e che le discussioni riguardano le collaborazioni ed i compromessi vengano fatte in maniera trasparente».

Chia aggiunge: «Ma per assicurarsi che tutti i gruppi coinvolti partano da una base di uguaglianza e che parlino lo stesso linguaggio, bisogna anche investire sullo sviluppo delle competenze. Spesso le comunità non comprendono queste dinamiche piuttosto complicate. Possono aver sviluppato delle attese irrealistiche riguardanti i tempi necessari per lo svolgimento di un progetto specifico, la natura dei loro contributi  o, ancora, come ne beneficeranno i membri della loro comunità».

Sonwa sottolinea: «Perchè tutti coloro che sono coinvolti abbiano l’occasione di prendere delle decisioni informali,  dobbiamo veramente assicurarci che tutte le parti interessate siano in possesso della stessa informazione». E l’importanza  della comunicazione arriva fino agli stessi ministeri: «La sovrapposizione che caratterizza alcune funzioni ministeriali – scrivono Chia e Sufo – può rendere difficile poter determinare quale autorità sia incaricata» e hanno scoperto che  «Il problema onnipresente dei ministeri che non necessariamente cooperano all’elaborazione delle politiche o delle decisioni è anche presente in Camerun».

Per integrare le TOUs, Sonwa propone «La creazione di uno strumento unico che enunci chiaramente tutti i diversi utilizzi previsti per una data regione. Se vogliono che il Paese si sviluppi devono avere una carta, una mappa, in modo che tutti gli obiettivi siano pianificati in anticipo. Poi, quelli che lavorano per il ministero dell’agricoltura, o della foresta, o dell’ambiente o delle miniere, potranno lavorare in maniera coordinata per evitare i conflitti il più possibile».

Dal lavoro di Chia emerge chiaramente che questa analisi delle TOUs vista attraverso la lente dell’’approccio paesaggistico  non è altro che l’inizio di una ricerca necessaria per attuare una strategia così complessa, in Camerun ed altrove. «In realtà – evidenziano al CIFOR – la comprensione dell’insieme delle varie parti interessate, delle risorse e degli utilizzi della terra è un elemento essenziale per la riuscita della pianificazione a scala di paesaggio. Questo significa anche che non ci sono delle soluzioni in grado di essere simili. E questo vale da paesaggio a paesaggio in un posto come il Camerun o in qualsiasi altro Paese».

Chia conclude: «L’approccio paesaggistico varierà da un Paese all’altro. Ogni Paese deve fare ricerca per comprendere la propria dinamica».