Giannutri, bracconieri del mare colti in flagrante

[30 settembre 2014]

Il 28 settembre, durante  un servizio mirato alla prevenzione della pesca di frodo all’interno delle aree marine protette dell’Isola di Giannutri, nel Parco Nazionale dell’Arcipalago Toscano,  la pattuglia della  Squadra Nautica del Corpo forestale dello Stato di Monte Argentario (GR), alle dipendenze del Cta-Cfs  di Portoferraio (LI), ha sorpreso  nell’area “1” a tutela integrale, all’altezza de “I Grottoni”,   un’imbarcazione di circa 10 metri  con a bordo tre persone, due delle quali intente a pescare  “a traina” con esche artificiali. La pattuglia, a bordo del mezzo nautico CFS 303, ha immediatamente provveduto al sequestro delle canne da pesca con mulinello ed esca artificiale, ha identificato le  persone a bordo e poi le ha denunciate, intanto ha provveduto a sanzionare i bracconieri per circa 1.700 euro in base alle  sanzioni  amministrative previste e che Legambiente qualche mese fa, in occasione di altri episodi di bracconaggio a Pianosa, chiese di incrementare fortemente perché giudicate troppo basse.

I bracconieri non hanno certo la scusa della scarsa conoscenza dei confini dell’area protetta, non solo la protezione del mare di Giannutri risale addirittura a prima dell’istituzione del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano (1996), ma proprio lo specchio di mare dei “Grottoni” fu teatro della vicenda che vide protagonista l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini, beccato da Legambiente  mentre faceva un’immersione nell’area di tutela integrale accompagnato dalla compagna e scortato dai vigili del fuoco.

Fini ammise subito tutto e pagò l’ammenda, speriamo facciano altrettanto questi bracconieri della domenica.

Il Presidente del Parco nazionale dell’arcipelago Toscano, Giampiero Sammuri, «ringrazia il Comandante del Cta-Cfs di Portoferraio  Iacopo Mori e  la Squadra Nautica di Monte Argentario per la brillante operazione e per l’impegno costante contro la pesca di frodo».