Giglio e Giannutri, le isole toscane stanno davvero diventando più smart?

[20 febbraio 2015]

Per l’Isola del Giglio e quella di Giannutri si concludono in questi giorni due importanti percorsi per lo sviluppo del territorio, a partire da quello con cui oggi la Regione Toscana ha comunicato la chiusura con parere favorevole del procedimento di valutazione di impatto ambientale (Via) relativo al progetto di consolidamento e riqualificazione del porto isolano.

Un progetto che – comunicano dalla Regione – punta a riqualificare gli spazi e i servizi, affinché rispondano a standard di efficienza e sicurezza più elevati, tali da rendere il porto più moderno e funzionale, anche rispetto alle esigenze dell’attuale diportistica. I lavori previsti, tra Punta Gabbianara e Punta dello Smeraldo, interessano la scarpata esterna della diga foranea di sopraflutto, il consolidamento della diga di sottoflutto, la modifica del muro paraonde e la creazione di un piazzale prospiciente i locali dell’Ufficio Locale Marittimo.

Non solo la Regione Toscana ha dato l’approvazione alla Via per la riqualificazione portuale, visto che nei confronti dello stesso progetto si sono mostrati ben disposti anche gli altri soggetti coinvolti: Soprintendenza per i Beni archeologici della Toscana, Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, Acquedotto del Fiora spa, Consorzio di bonifica Toscana sud, e non ultimi il Comune dell’Isola del Giglio e la Provincia di Grosseto.

E proprio questi due ultimi enti locali figurano in prima fila nell’altro progetto per lo sviluppo sostenibile dell’isola che si conclude oggi: il concorso di idee Smart Giglio, di cui già abbiamo avuto di parlare su queste pagine. Nel palazzo della Provincia di Grosseto sono stati presentati oggi i 3 vincitori dell’iniziativa, pensata per rendere il Giglio un’isola a tinte rinnovabili.

L’obiettivo del primo progetto classificato, comunicano infatti dalla Provincia, è «l’autosufficienza delle isole il cui elemento cardine, oltre la produzione da sole, vento e biogas, è un dispositivo di accumulo dell’energia eccedente in vasche, in cui viene pompata acqua di mare, rilasciata e “turbinata” in caso di necessità. Altri interventi attengono la riqualificazione della rete potabile e l’utilizzo di un Kit per il risparmio idrico e il recupero delle acque di risulta».

Dello stesso segno anche la medaglia d’argento e di bronzo. Al secondo posto figura un progetto per la produzione di energia «dal moto ondoso del mare (Wave Energy e Dock Energy), dal sottosuolo la geotermia a media entalpia e l’idrogeno per la mobilità», insieme a un «miglioramento del patrimonio edilizio con il lighting, smart net, wifi libero e gratuito per favorire la fruizione dei beni culturali e dei servizi». Al terzo posto, infine, troviamo «due diverse soluzioni architettoniche per lo sfruttamento dell’energia solare, una prevede una struttura modulare ripetibile con l’alloggiamento di diversi dispositivi tecnologici alimentati da un piccolo impianto fotovoltaico. L’altra da collocare in spiaggia. Entrambe adattabili a varie esigenze: con colonnina di ricarica mezzi elettrici, punto informativo turistico, compattatore di rifiuti, punto di ricarica per smart phone, tablet».

«Tutti i progetti selezionati – ha commentato Emilio Bonifazi, presidente della Provincia di Grosseto – costituiscono un patrimonio straordinariamente importante di ricerca e studio applicato per il rilancio dell’Isola del Giglio e di Giannutri». Il che è senz’altro vero, e un plauso sincero va ai vincitori.

Ci domandiamo però come queste idee, che prevedono di realizzare un’isola al 100% rinnovabile, possano conciliarsi con una produzione di energia elettrica attualmente basata sull’utilizzo di energie fossili, che minaccia ulteriormente di estendersi con la costruzione di una nuova centrale termoelettrica proprio all’Isola di Giannutri – che, ricordiamo, ricade nel medesimo Comune di quella del Giglio –, un’ipotesi a suo tempo sponsorizzata dallo stesso sindaco Ortelli nonostante le vivaci proteste ambientaliste. I concorsi d’idee per lo sviluppo sono un’ottima cosa, basta poi che trovino applicazione pratica.