Giglio: perché non si utilizza la sabbia della trivellazione del fondale della Costa Concordia per il ripascimento delle spiagge?

La minoranza scrive all’Osservatorio per l’emergenza Costa Concordia

[19 giugno 2013]

Il gruppo della minoranza consiliare del Comune dell’Isola del Giglio ha inviato una lettera aperta al Presidente dell’Osservatorio emergenza Costa Concordia, e al Presidente e all’assessore all’Ambiente della Regione Toscana, ai presidenti della Provincia di Grosseto e del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e al Sindaco Ortelli, a proposito del ripascimento delle spiagge dell’Isola, sul mancato utilizzo di «centinaia di tonnellate di sabbia granita provenienti dai lavori di trivellamento del fondo marino per il recupero della nave Concordia».

Ecco cosa scrivono i consiglieri del centro-sinistra gigliese: “Con riferimento alle attività istituzionali di codesto Osservatorio, espressamente delegate per il controllo della regolare procedura di rimozione del relitto della nave “Costa Concordia”, Le saremmo grati se poteste fornire opportuni chiarimenti sul mancato utilizzo, ai fini del ripascimento degli arenili isolani, del materiale di risulta (sabbia) ottenuto dai lavori di perforazione per la sistemazione delle piattaforme sottomarine”.

“A tale proposito – si legge ancora – si ricorda che l’articolo 109 comma 2 del Decreto Legge 152/2006 (Norme in materia ambientale) prevede l’autorizzazione all’immersione dei materiali in mare solo quando sia dimostrata l’impossibilità tecnica o economica del loro utilizzo ai fini -prioritari- di ripascimento. E’ opportuno inoltre ricordare le “Linee Guida Unep” (2000) sulla gestione dei materiali dragati per il Mediterraneo (di cui si è tenuto conto per la formulazione della “Proposta di linee guida sulla movimentazione dei fondali marini e di ambienti ad essi contigui” del Ministero dell’Ambiente) raccomandano di rispettare il sistema normativo internazionale e di attenersi al principio di “Gestione integrata” delle zone costiere: ogni intervento in questa fascia di territorio deve essere contestualizzato nell’ambito di una gestione “integrata”, che contempli tutti gli aspetti socio-economici, oltreché prettamente ambientali. Tale disposizione sembra essere stata fatta apposta per il ripascimento delle spiagge isolane.”

“Preme infine sottolineare che, essendo l’utilizzo dei materiali geologici-inorganici ai fini di ripascimento subordinato alla dimostrazione della compatibilità e innocuità ambientale, nella riunione dell’Osservatorio del 15 u.s. non è emerso alcun elemento ostativo né dalle analisi  né dalle  conseguenti relazioni sia dell’Arpat che dell’Ispra”.