Giornata europea Natura 2000, in Italia e in Europa ancora troppe specie a rischio

Birds in Europe: 70% in più di specie di uccelli in stato di conservazione sfavorevole e minacciate

[22 maggio 2017]

Era nata in Spagna come progetto Life di dimensioni locali finanziato dall’Ue ed è diventata  la giornata europea Natura 2000 e il commissario europeo all’ambiente, Karmenu Vella, ha spiegato «E’ un omaggio a questa rete unica e al suo valore per i cittadini e per la nostra economia. A mio avviso si tratta di uno dei successi più eclatanti dell’Unione europea: una rete di oltre 27 000 siti protetti che copre più di 1 milione di chilometri quadrati di zone terrestri e marine, resa possibile dalla collaborazione tra tutti gli Stati membri». Oltre a proteggere il patrimonio naturale dell’Europa la rete contribuisce al Pil dell’Ue in una percentuale compresa tra l’1,7 e il 2,5% e ciò grazie ai servizi ecosistemici che fornisce: lo stoccaggio del carbonio, la depurazione delle acque, l’impollinazione e il turismo.

Ma dalla nuova edizione di Birds in Europe 3, redatta dagli esperti di Birdlife International dopo quelle del 1994 e del 2004 e presentata in anteprima europea all’Assemblea nazionale che la Lipu-BirdLife Italia a parma, non giungono buone notizie: «Un balzo in avanti del 70% in soli 10 anni: le specie di uccelli selvatici “Spec 1”, ossia quelle in uno stato di conservazione sfavorevole e minacciate a livello globale, passano dalle 40 del periodo 1990-2000 alle 68 del periodo 2000-2010.

Come ha spiegato nella relazione d’apertura del convegno Anna Staneva, responsabile Conservazione delle specie a BirdLife International, «Birds in Europe 3 ha preso in considerazione 541 specie di uccelli selvatici in 50 Paesi europei, e a cui hanno contribuito migliaia di ornitologi e appassionati in tutta Europa, Italia compresa» e la Lipu aggiunge che «Proprio il nostro Paese detiene una forte responsabilità per la tutela di alcune specie classificate nel nuovo rapporto come “Spec 1”. A iniziare dalla berta minore, specie pelagica la cui popolazione mondiale nidificante risiede per il 65% proprio nel nostro paese e del nibbio reale, rapace diurno concentrato nei paesaggi agricoli e steppici del sud Italia. O, ancora, della coturnice, specie ancora cacciabile eppure giunta al massimo grado di minaccia, con il 26% della popolazione a livello mondiale che risiede nel nostro paese. Sulla berta minore forte è stato l’impegno della Lipu, negli anni scorsi, con il progetto Iba marine, che ha contribuito all’identificazione delle “Iba marine” pelagiche, ossia le aree importanti per la loro sopravvivenza, per le quali la Lipu chiede adeguata protezione».

Claudio Celada, direttore area conservazione natura della Lipu, evidenzia che  «La nuova edizione di Birds in Europe – dichiara – fissa le priorità per la conservazione delle specie per ogni Paese in Europa. Il messaggio chiave è che abbiamo la necessità di proteggere le specie di uccelli attraverso l’intero range di distribuzione, pur emergendo, a livello nazionale, alcune priorità pressanti a cui far fronte».

Per l’Italia da Birds in Europe 3 emerge un quadro preoccupante anche per quanto riguarda  la caccia: «Perché insieme alla coturnice salgono sul podio delle “SPEC 1” anche altre specie che finiscono attualmente nel carniere dei cacciatori italiani: moriglione, pavoncella, tortora selvatica e tordo sassello, quest’ultimo ancor più svantaggiato per la forte somiglianza con il tordo bottaccio, specie intensamente cacciata». Per queste specie la Lipu ha scritto di recente all’Ispra, Regioni e ministero dell’ambiente chiedendo di escludere subito  queste cinque “SPEC 1” dalla lista delle cacciabili.

L’associazione spiega che «Nel nostro Paese, complessivamente, sono 16 le specie “SPEC 1”,  e 21 le “SPEC 2” (specie in stato di conservazione sfavorevole e concentrate in Europa), tra cui la passera d’Italia che nel nostro Paese concentra l’87% della popolazione mondiale, e 47 “SPEC 3” (specie in stato di conservazione sfavorevole ma non concentrate in Europa), tra cui pernice sarda, lanario, grillaio, fratino e fraticello, airone rosso e nitticora».

Birds in Europe 3 valuta anche lo stato di conservazione delle specie svernanti, principalmente gli uccelli acquatici, attraverso i censimenti dell’ International wWaterfowl count e l’Italia ha una responsabilità importante per quanto riguarda moretta tabaccata, moriglione e folaga.

Ma ci sono anche notizie positive: Marco Gustin, responsabile specie e ricerca della Lipu, sottoliea che «In un quadro in cui il numero complessivo delle “Spec 1” è drammaticamente aumentato in soli 13 anni  ci aspettiamo che vengano adottati dai Governi adeguati provvedimenti di tutela delle specie. In Italia, per esempio, abbiamo cinque specie minacciate a livello globale che risultano insensatamente ancora cacciabili, con particolare riguardo alla coturnice, la cui popolazione mondiale risiede per il 26% nel nostro paese».

La Commissione europea  dice che «Con la proclamazione della giornata europea Natura 2000 la Commissione europea ha onorato il primo degli impegni enunciati nel piano d’azione per la natura, i cittadini e l’economiaAdottato il 27 aprile sulla scorta di un esame approfondito delle direttive Uccelli e Habitat, il piano prevede quattro linee d’intervento prioritarie, una delle quali consiste nel migliorare la comunicazione e la sensibilizzazione e nel coinvolgere i cittadini, i portatori d’interesse e le comunità».

 

Un impegno che sta dando i suoi frutti visto che da Birds in Europe vengono note positive, tra le altre specie, per gru, cicogna bianca e nera, spatola, re di quaglie e pollo sultano, che escono dalla categoria Spec (ossia diventano “Non Spec”) e al cui risultato hanno contribuito efficaci azioni di conservazione nel contesto europeo, compresi i progetti della Lipu come quello sulla reintroduzione del pollo sultano in Sicilia, quest’ultimo in collaborazione con l’ex Infs (ora Ispra).

A livello europeo Birds in Europe 3 mette invece in evidenza la «grande sofferenza della gazza marina, specie pelagico-marina che si riproduce sulle falesie, classificata anch’essa “Spec 1” , e di altre come l’edredone e la moretta codona, anatre marine un tempo molto diffuse, o la pispola che in Italia risulta solo svernante (soprattutto nei medicai). E ancora la beccaccia di mare, un limicolo presente soprattutto lungo le coste del nord Europa o specie ai più poco conosciute, come lo zigolo boschereccio, un passeriforme un tempo tipico delle foreste paludose boreali di abeti e betulle».

Il presidente Lipu, Fulvio Mamone Capria, conclude: «Serve un salto di qualità nella conservazione della natura e della biodiversità. La Commissione europea ha stabilito che è giunto il momento di applicare pienamente le direttive Uccelli e Habitat. Il Birds in Europe 3 costituisce un fondamentale aiuto perché le politiche di conservazione della biodiversità possano essere mirate e finalmente efficaci. L’Italia, ultimamente un po’ distratta, faccia la sua parte».

Intanto ha preso il via la nuova edizione del premio europeo Natura 2000, un’altra iniziativa della Commissione Ue intesa a riconoscere i meriti di quanti eccellono nella gestione e nella promozione della rete e far conoscere Natura 2000 e i suoi benefici per i cittadini europei. I vincitori di ciascuna delle sei categorie in cui è suddiviso il premio saranno proclamati nella giornata europea Natura 2000 del prossimo anno.