Realacci: stimolo affinché l’Italia sia protagonista dopo l’irresponsabile stop di Donald Trump

Giornata mondiale dell’ambiente, Mattarella: «Portata globale della sfida non è alibi per inerzia o rinvio»

I geologi: «Il rischio alluvioni aumenterà costantemente ed entro la metà del secolo raddoppierà»

[5 giugno 2017]

Nel giorno in cui si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente, proclamata nel 1972 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, e che quest’anno ha come tema “Connecting People to Nature”, dedicato al legame tra le persone e la natura, Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha detto che «E’ un’occasione preziosa per pensare insieme il futuro dell’Umanità, per realizzare i cambiamenti necessari a ridurre gli squilibri e promuovere un approccio rispettoso della natura, per riflettere sulla sostenibilità dello sviluppo. Abbiamo una comune responsabilità di fronte all’umanità: garantire il diritto alla vita. Questo comporta che lo sfruttamento delle risorse non oltrepassi la loro capacità di riproduzione e che la distribuzione dei beni sia ordinata nel segno della giustizia, senza costringere i più deboli alla marginalità e senza depredare di opportunità le generazioni che verranno».

Mattarella, pensando evidentemente a quanto sta combinando Donald Trump con l’Accordo di Parigi, non si nasconde che «E’ un compito difficile, ma assolutamente necessario. La portata globale della sfida non deve diventare un alibi per l’inerzia o per il rinvio. Stati, istituzioni internazionali, società civili, opinioni pubbliche: ciascuno è chiamato a fare la sua parte per contrastare i cambiamenti climatici, per evitare la desertificazione di aree vaste del pianeta, per combattere lo spreco di acqua e di cibo, per difendere la biodiversità, per rendere più efficiente il ciclo dei rifiuti e il riuso dei materiali, per produrre energia da fonti rinnovabili e non inquinanti. Riconciliare l’umanità con la natura è peraltro un obiettivo che richiama il desiderio di pace, di bellezza, di coesione sociale, di cooperazione tra i popoli. Le vicende del nostro tempo continuano a dimostrare che la qualità e l’equilibrio dell’ambiente hanno una relazione strettissima con il rispetto della legalità, con la riduzione delle diseguaglianze sociali, con il rifiuto della guerra e della violenza, con la sicurezza e la salute delle popolazioni, con una crescita economica sostenibile nel tempo».

Il Presidente della Repubblica conclude: «Il tema scelto quest’anno per la Giornata Mondiale sottolinea la connessione tra le persone e la natura, e sollecita una sensibilizzazione sempre maggiore, un impegno di educazione che renda responsabili e protagonisti ciascuno di noi. Da una spinta popolare, da una crescita di consapevolezza diffusa può venire un contributo decisivo anche all’azione degli stati. L’Agenda di Parigi sui cambiamenti climatici era stata accolta come un importante passo in avanti: ora i contenuti di quell’accordo vanno implementati. Non sarà una strada facile, ma può e deve essere percorsa. Il nostro Paese ospiterà a giorni il G7 dell’Ambiente e si adopererà per allargare la condivisione: l’impegno per avversare i mutamenti del clima è parte integrante degli obiettivi inseriti nell’agenda 2030 delle Nazioni Unite».

Secondo Ermete Realacci, presidente della Commissione ambiente della Camera, «Le parole del Presidente della Repubblica in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente sono uno stimolo affinché l’Italia, anche in vista del G7 ambiente di Bologna, sia protagonista sui temi dei mutamenti climatici dopo l’irresponsabile stop di Donald Trump. Il Presidente Mattarella ci ricorda come il tema ambientale abbia una portata globale e sia fortemente interconnesso con tutti i settori della nostra vita sociale. Il suo richiamo al “desiderio di pace, di bellezza, di coesione sociale, di cooperazione tra i popoli” deve essere uno stimolo per tutti, a partire dalla politica, per capire che parlare oggi di ambiente non vuol dire solo affrontare il tema – enorme – del futuro dell’umanità, ma riguarda anche la sfida per una nuova economia e uno sviluppo più a misura d’uomo».

Realacci sottolinea che «In Italia, come affermato dal rapporto GreenItaly di Fondazione Symbola e Unioncamere , più di un’impresa su quattro dall’inizio della crisi ha scommesso sulla green economy, che nel nostro Paese significa più innovazione, ricerca, design, qualità e bellezza. Sono infatti oltre 385mila le aziende italiane “green”, ossia il 26,5% del totale di industria e servizi. Sono legate all’ambiente, lo scorso anno, 249.000 nuove assunzioni fra green jobs in senso stretto e figure ibride con competenze green: pari al 44,5% della domanda di lavoro non occasionale. Quota che sale fino al 66% nel settore ricerca e sviluppo.

Quando l’Italia fa l’Italia può affrontare a testa alta le sfide del futuro».

Sul tema interviene anche il presidente del Consiglio nazionale dei geologi,  Francesco Peduto: «Imparare a rispettare e ad “ascoltare” il pianeta e promuovere una cultura sostenibile e ambientale, per riscoprire e riappropriarsi della natura e della diversità dei paesaggi che ci circondano. E quest’anno, per il nostro Paese, la Giornata Mondiale dell’Ambiente ha un significato ancor più importante, in quanto ricade ad una settimana dal G7 Ambiente che si terrà a Bologna».

Secondo Peduto, «L’educazione ambientale deve cominciare dalle scuole e deve coinvolgere sia i bambini sia gli adulti. il ministro Galletti si è espresso in tal senso in più occasioni e ci aspettiamo finalmente un passo concreto, tanto più importante in un Paese fragile come il nostro, che assomma sul suo territorio tutti i georischi, da quello sismico a quello idrogeologico e vulcanico».

Il presidente del Consiglio nazionale dei geologi ricorda che «Sono tanti i problemi che mettono a repentaglio la salute del pianeta, tra questi: le emissioni di gas serra, aumentate quasi del 50% dagli anni ’90 ad oggi, che rappresentano la principale causa del riscaldamento globale e sono una seria minaccia per l’umanità. Gli effetti sono catastrofici: il gas serra, infatti, è la causa di disastri ambientali come l’innalzamento del livello del mare, l’aumento dei periodi di siccità, delle alluvioni, ecc».

E per il futuro le previsioni sono tutt’altro che rosee: «Uno studio di questi anni dell’Istituto degli Studi Ambientali di Amsterdam sul rischio idrogeologico in Europa – spiega Peduto – evidenzia che il rischio di alluvioni aumenterà costantemente nei prossimi anni ed entro la metà del secolo il numero raddoppierà; quelle più violente, inoltre, diventeranno più frequenti, passando da una media di una ogni 16 anni ad una media di una ogni 10 anni. La priorità deve essere, dunque, quella di porre un freno a tutte quelle azioni che determinano o contribuiscono ai cambiamenti climatici. Per questo è fondamentale rispettare l’Accordo di Parigi sul clima, che impegna 195 Paesi a limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5° C, e ci preoccupano molto le recentissime prese di posizione degli Usa che, pur essendo uno dei principali produttori di CO2, vanno nella direzione di non rispettare tali accordi».

Per il Consiglio nazionale dei geologi «Salvaguardare il pianeta significa anche occuparsi delle attività di mitigazione del dissesto idrogeologico»: una delle tante questioni, da sempre, al centro dei loro lavori e Peduto conclude: «Bisogna educare i cittadini ad amare l’ambiente in cui vivono perché è proprio l’uomo il responsabile dei processi di degradazione del territorio e del suolo che sono alla base del dissesto. Negli ultimi vent’anni si sono verificati nel mondo 11.000 eventi metereologici estremi che hanno causato 530.000 vittime e oltre 3.300 miliardi di euro di danni. Il nostro Paese, come ben sappiamo, non è affatto esente da queste problematiche. Le principali cause del dissesto idrogeologico sono: la cementificazione, la deforestazione e l’abusivismo edilizio. E la fragile Italia, in questo lungo periodo, risulta al 25° posto dei Paesi più esposti ma, se così possiamo dire, sta scalando la classifica, ovvero le cose stanno peggiorando».