Ogni giorno scompare un leopardo delle nevi (VIDEO)

La specie è ancora a rischio. Un appello lanciato in occasione dello Snow Leopard Day

[23 ottobre 2017]

Non c’è pace per il leopardo delle nevi (Panthera uncia), il fantasma delle montagne asiatiche che si trova al centro di uno dei maggiori conflitti al mondo tra uomo e fauna selvatica mentre nelle vallate e sugli altopiani dell’Asia centrale si espandono i pascoli del bestiame domestico a spese dell’habitat di questo elusivo felino. Anche se a setten mbre la Lista Rossa dell’Iucn ha ridotto la classificazione del leopardo delle nevi da “in pericolo” di estinzione a “vulnerabile”, oggi in occasione dello Snow Leopard Day 2017, lo Snow Leopard Trust fa un preoccupante riassunto della situazione del leopardo delle nevi: tra il 2008 e il 2016 gli esemplari uccisi sono stati tra i 220 e i 450 per ogni anno, con una media di un animale scomparso al giorno. Le perdite maggiori si registrano in Cina, sgfuita da vicino dalla Mongolia, dal Pakistan e dall’India.  In tutti i Paesi dell’areale del leopardo delle nevi il nemico numero uno di questi magnifici felini  è la caccia illegale.

Il Wwf, che in occasione della Giornata internazionale del leopardo delle nevi ha diffuso  un nuovo eccezionale video realizzato nella Repubblica di Buryatia nella Federazione Russa, conferma che «Ricerche recenti indicano che circa un quarto dell’habitat di questi animali potrebbe scomparire entro il 2070 se non verrà posto un freno al cambiamento climatico. La minaccia potrebbe risultare anche più grave in alcune aree, come il Buthan (dove oltre l’85% di territorio rischia di andare perduto) e il Nepal (82%)».  E aggiunge che a situazione del leopardo delle nevi, che sopravvive in piccole popolazioni frammentate tra le montagne di Afghanistan, Bhutan, Cina, India, Kazakistan, Kyrghizistan, Mongolia, Nepal, Pakistan, Russia, Tagikistan e Uzbekistan, nonostante il recente aggiornamento delle Red List Iucn non è affatto tranquillizzante e serve un impegno costante per la sua tutela.

Anche Tom McCarthy, direttore esecutivo del programma Snow Leopard di Panthera e membro del team di valutazione Iucn, aveva già sottolineato che «per considerarli in “pericolo” ci devono essere meno di 2.500 leopardi di neve maturi e devono avere un alto tasso di declino. Entrambi sono considerati estremamente improbabili, il che è la buona notizia, ma non significa che i leopardi di neve siano “sicuri” o che sia ormai il momento di festeggiare. La specie si trova ancora “ad alto rischio di estinzione in natura” ed è probabilmente ancora in declino, solo non al tasso che si pensava prima».

Uno dei motivi per cui è migliorato lo status del leopardo delle nevi è il notevole aumento degli sforzi di conservazione. David Mallon, esperto di leopardi delle nevi e del team di valutazione Iucn ha evidenziato che «Negli ultimi decenni si è registrato un significativo aumento del numero di aree protette all’interno dell’areale dei leopardi. L’areale della specie è esteso e copre più di 1,8 milioni di Km2 di habitat di montagna in 12 Paesi in tutta l’Asia». Rodney Jackson, fondatore e direttore di  Snow Leopard Conservancy aggiunge che «Iniziative locali come il lavoro di monitoraggio dei franger comunitari e la costruzione di corral anti-predatori per tenere sotto controllo il conflitto per le perdite di bestiame aiutano a proteggere i felini dall’uccisione  per ritorsione in molte località».

Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo,  partner italiano dello Snow Leopard Trust, conclude: «Il leopardo delle nevi è uno dei più elusivi tra i grandi felini, difficilissimo da monitorare da parte dei ricercatori in campo. Ad oggi, non si ha la certezza assoluta dei dati ma si stima la presenza di una popolazione totale che oscilla tra i 3.920 e i 6.390 esemplari, classificata come “vulnerabile di estinzione” da parte dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Dove prima si estendeva lo spazio vitale di questa specie, oggi si allevano capi di bestiame. Tra questi ci sono le pregiate capre cachemere, la cui lana ha conosciuto un’impennata sul mercato orientale che non sembra diminuire. Pecore e capre selvatiche, prede elette del leopardo delle nevi, scompaiono insieme alla possibilità per questa specie solitaria di incontrarsi e riprodursi. Proprio per la rapidità con cui l’uomo è in grado di provocare questi fenomeni, diventa vitale per le specie a rischio conservare il proprio patrimonio genetico in ambiente controllato. Nudan e Samira vivono al Parco Natura Viva di Bussolengo e si conta su di loro per allevare esemplari che se sarà necessario, un giorno dovranno tornare a ripopolare le vette dell’Asia centrale».

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