A Quito fondamentale accordo Onu

Un giorno storico per la salvaguardia degli animali migratori

Orsi polari, zifi mediterranei, squali, mante e anguille più protetti dalla Convenzione Mcs Unep

[10 novembre 2014]

L’undicesima Conferenza delle Parti della Convention on the Conservation of Migratory Species of Wild Animals (Cms) conclusasi a Quito, la capitale dell’Ecuador, dopo una settimana di discussioni intense e negoziati, sono state approvate molte  risoluzioni ed adottate misure coraggiose per far progredire la salvaguardia degli animali migratori, della vita marina, terrestre e delle specie che volano. Le risoluzioni più importanti riguardano: Piano strategico per specie migratorie 2015-2023; Programma di lavoro sul cambiamento climatico e specie migratorie; Migliorare il rapporto tra la famiglia Cms e la società civile; Marine Wildlife Watching sostenibile dalle imbarcazioni; Energie rinnovabili e specie migratorie; Conseguenze della conservazione nella cultura dei cetacei; Gestione dei rifiuti marini; Cattura di cetacei selvatici vivi a fini commerciali; Miglioramento delle  sinergie e dei servizi comuni tra gli strumenti della famiglia Cms. La Cop 11 della Cms di Quito è stata ribattezzata la “Cop degli squali”, infatti ha incluso nelle liste degli animali da  proteggere  21 specie di squali e razze, oltre ad approvare una risoluzione sulla conservazione degli squali e delle razze migratori. Inoltre sono state inserite negli annessi I e II della Convenzione un’altra specie di pesci, 5 specie di uccelli, 2 mammiferi terrestri e 2 mammiferi acquatici: la popolazione mediterranea di zifi (Ziphius cavirostris ) e l’orso polare (Ursus maritimus).

Alla Cop11 Cms, la prima tenuta in America Latina, contrassegnata dalla presenza di grandi esperti,  hanno partecipato 900, un record, in rappresentanza di governi, Onu, Ong, imprese e media che sono riusciti a indicare la direzione giusta per fare in modo che gli sforzi per salvaguardare uccelli e specie acquatiche e terrestri abbiano davvero successo in tutto il mondo.

Il segretario esecutivo della Cms, Bradnee Chambers, ha sottolineato che «La Conferenza di Quito ha suscitato un livello di attenzione senza precedenti per la Convenzione. Come mai prima nella storia dei 35 anni della Cms, gli animali migratori sono diventati delle vedette mondiali per un gran numero di questioni urgenti della nostra epoca. Dall’inquinamento dei nostri oceani da parte della plastic agli effetti del cambiamento climatico, dal bracconaggio al sovra-sfruttamento le minacce che pesano sulla fauna migratoria finiranno per colpire ognuno di noi».

In tutto sono state approvate 31 proposte di iscrizione di nuove specie nei due annessi della Convenzione, una misura che serve a migliorare lo status di conservazione delle specie minacciate.

L’iscrizione delle 21 specie di squali, razze, mante  e pesci sega era stata proposta da Kenya, Egitto, G Figi, Costa Rica ed Ecuador, quella dello zifio del Mediterraneo nell’annesso I dall’Unione europea e  l’iscrizione dell’orso polare nell’annesso II dalla Norvegia.

Per le specie di uccelli il piro piro semipalmato (Calidris pusilla)  è stato proposta nell’annesso I da Ecuador e Paraguay; il piovanello beccosottile (Calidris tenuirostris) dalle Filipine; la ghiandaia marina europea (Coracias garrulus) dall’Unione europea; la grande otarda (Otis tarda) dalla Mongolia. Nell’annesso II, su proposta dell’Ecuador è stata iscritta la passerina del Canada (Cardellina canadensis).

Tra i mammiferi Niger e Senegal hanno ottenuto la protezione integrale per la gazzella fronte rossa o Korin (Gazella rufifrons) mentre l’Etiopia ha ottenuto che il Kobo dalle orecchie bianche (Kobus kob leucotis) sia inserito nell’annesso II  e goda di una salvaguardia basata sulla cooperazione internazionale. Nell’annesso II, grazie al Principato di Monaco, entra anche l’anguilla europea (Anguilla anguilla).

Achim Steiner, il direttore esecutivo dell’Unep, l’agenzia per l’ambiente dell’Onu della quale fa parte da Cms ha detto che «Le decisioni prese dai governi durante la Conferenza della Cms riflettono la presa di coscienza crescente di una responsabilità comune e condivisa di fronte alla protezione della fauna e tengono di conto del fatto che le minacce che pesano sulle specie selvatiche possono essere trattate più efficacemente attraverso la cooperazione internazionale. Gli accordi internazionali come la Cms lavorano a nome dei cittadini e delle comunità di tutto il mondo che vogliono conservare e proteggere il nostro patrimonio naturale. Sono l’espressione del nostro impegno comune perché il proseguimento dello sviluppo umano non avvenga a detrimento della natura».

E’ molto soddisfatta Tine Sundtoft, ministro di centrodestra della Norvegia che ha promosso la nuova protezione internazionale dell’orso polare: «La Norvegia è profondamente attaccata alla conservazione degli orsi polari ed il proseguimento della cooperazione con gli Stati dell’areale di distribuzione, così come con altri Paesi e parti interessate può pervenire a questo fine». L’inclusione dell’orso polare nell’annesso II, oltre al cambiamento climatico ed alla riduzione dei ghiacci marini, evidenzia il rischio che questi grandi carnivori corrono per l’aumento del  traffico marittimo nell’artico e per lo sfruttamento petrolifero e gasiero-

Tre Piani di azione  sono stati approvati per l’argali (Ovis ammon) dell’Asia centrale, la tartaruga marina Caretta caretta del Pacifico e il falco sacro (Falco cherrug).  Inoltre,a Quito è stata lanciata  un’iniziativa regionale per i grandi mammiferi migratori dell’Asia centrale, come il cammello di Bactriana (Camelus bactrianus), il leopardo delle nevi (Panthera uncia) e la saiga (Saiga tatarica), accompagnata dalla pubblicazione del rapporto “Central Asian Mammals Initiative: Saving the Last Migrations”.

Ma quando si parla di migratori vengono subito in mente gli uccelli con I loro lunghissimi viaggi durante i quali incontrano trappole, tagliole e caccia illegale ed illegale e proprio contro il bracconaggio le parti della Cms  hanno adottato linee f guida mondiali miranti anche a prevenire il rischio di avvelenamento degli uccelli, compreso l’eliminazione progressiva dell’utilizzo di munizioni al piombo. Delle altre misure ne paliamo diffusamente in un altro articolo di greenreport.it dedicato proprio all’avifauna ed alla Cop11 Cms.

Bracconaggio e sovra-sfruttamento rappresentano, come dimostrano i casi degli elefanti e dei rinoceronti, la minaccia più grande e gli animali migratori vanno protetti anche quando attraversano le frontiere per questo c’è bisogno di una migliore formazione del personale nei Paesi in via di sviluppo per applicare le leggio ambientali e contro il commercio di fauna selvatica, ma anche di fornire alle comunità locali mezzi di sostentamento alternativi alla selvaggina.

Per la prima volta una Cop Cms si è occupata anche della minaccia per alcuni tipi di migratori rappresentata dalle energie alternative, in particolare per pipistrelli, uccelli e cetacei. La Cms ha adottato «Delle linee guida sul modo in cui le pale eoliche, i pannelli solari ed altri tipi di impianti delle energie rinnovabili possono essere sviluppati in maniera rispettosa della fauna».

Il mare è stato al centro della Cop11 Cms che ha adottato risoluzioni riguardanti le plastiche ed altri rifiuti che mettono a rischio i cetacei ed il whalewatching e del quale scriveremo più diffusamente domani.

Le Parti della Cms hanno adottato il Piano strategico per la conservazione delle specie migratrici che riflette gli obiettivi di Aichi della Convention on biological diversity «al fine di rispondere alle esigenze delle parti perché gli accordi relativi alla biodiversità lavorino maggiormente ed ancora in stretta collaborazione. L’obiettivo del Piano è quello di aiutare ad integrare i bisogni delle specie migratrici nei Piani di azione nazionali ed internazionali».