Riceviamo e pubblichiamo

Gli Amici del Padule di Fucecchio: «Il Centro è un esempio virtuoso da imitare»

[13 gennaio 2016]

volontari centro padule fucecchio

Nel dibattito sul futuro del Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio spicca l’intervento del Sindaco di Ponte Buggianese che liquida con poche parole sprezzanti due decenni di impegno per la tutela e la valorizzazione dell’area umida.

Il Centro, a sentire Galligani, è “una struttura che non ha più senso di esistere”, e “se il problema è come utilizzare il Centro Visite di Castelmartini” la soluzione è già pronta, basta “lasciare la sua gestione ad una cooperativa di guide ambientali”.

Per motivare un giudizio così negativo sul Centro, sarebbe opportuno come minimo portare qualche argomentazione concreta, mostrando magari di conoscere almeno un po’ le molteplici attività dell’associazione, che spaziano dai progetti di ricerca (in proprio e con varie Università italiane) a quelli di gestione, ripristino e monitoraggio ambientale nel Padule di Fucecchio ed in altre aree della Toscana settentrionale, dai corsi di educazione permanente alle collaborazioni con i musei del territorio, dai laboratori didattici alle visite per gruppi di turisti italiani e stranieri.

Se poi vogliamo parlare del Centro Visite, occorre innanzi tutto ricordare che proprio grazie alla ventennale attività dell’associazione (che aveva già sede a Castelmartini) ed alla vicinanza della Riserva Naturale de Le Morette (gestita dal Centro per conto della Provincia di Pistoia) è stato possibile convogliare sul territorio i finanziamenti comunitari, statali e regionali necessari per la sua realizzazione.

Tutti gli allestimenti interni della struttura sono stati curati dal personale e dai collaboratori del Centro che, nonostante la precarietà dei vari contratti di comodato, ha investito nella nuova sede portandovi arredi, materiale espositivo sul Padule e tutta la strumentazione scientifica, in modo da garantirne fin da subito una piena operatività.

Il Centro Visite di Castelmartini è stato inaugurato nell’ottobre 2013 e da allora è sempre rimasto aperto al pubblico tutto l’anno: durante la settimana, per la presenza dell’ufficio direzionale, e nei fine settimana e giorni festivi grazie alla disponibilità dei dipendenti, delle guide ambientali e di un gruppo sempre più nutrito di volontari.

Oltre all’apertura del punto informazioni ed accoglienza, il Centro Visite è stato animato da una serie incredibile di attività promozionali: mostre permanenti e mostre temporanee di fotografia, pittura e scultura, ma anche seminari, convegni ed incontri culturali su temi legati non solo agli aspetti naturalistici ma anche alla letteratura, alla storia ed alle tradizioni locali, come la lavorazione delle erbe palustri.

La presenza sul territorio di un centro culturale così vitale è stata premiata fin dal primo anno da un afflusso record di almeno 5000 visitatori, provenienti spesso da altre regioni italiane e dall’estero: un risultato invidiabile anche per molte valide realtà museali che operano da molti anni in Valdinievole, ottenuto in questo caso con una sinergia fra il personale del Centro ed i collaboratori volontari che ha minimizzato i costi.

Può darsi che ci siano ricette ancora migliori per la gestione di un centro visite, ma in tal caso ci auguriamo che il Sindaco Galligani sappia applicarle al più presto alla Dogana del Capannone, magnifico edificio storico restaurato (giustamente) con l’impiego di alcuni milioni di euro di denaro pubblico ed inaugurato ben due volte alla fine di ottobre, ma tuttora vuoto, a parte la sezione ostello e quella dedicata al Centro di Documentazione sull’Eccidio, e soprattutto inesorabilmente chiuso al pubblico.

di Simona Petrassi – presidente associazione Amici del Padule di Fucecchio