Gli animali possono prevedere i terremoti? Ora un team internazionale di ricercatori afferma di sì

Prima di un gigantesco terremoto in Perù scomparsi i mammiferi e gli uccelli dalla foresta

[31 marzo 2015]

Anche se  durante la fase che precede un terremoto si verificano processi geofisici si verificano su diverse  scale temporali e spaziali, alcuni dei quali hanno effetti sull’ambiente di superficie, su vari biota, e anche sulla ionosfera, i rapporti e le credenze popolari sui cambiamenti pre-sismici nel comportamento degli animali sono stati accolti con scetticismo dalla comunità scientifica a causa della natura aneddotica di gran parte delle prove e di una mancanza di consenso sul possibili meccanismi causali. Ora lo studio  “Changes in Animal Activity Prior to a Major (M=7) Earthquake in the Peruvian Andes”, pubblicato su Physics and Chemistry of the Earth da un team di scienziati provenienti da Gran Bretagna, Usa e Brasile sembra fornire le prove che quelle convinzioni sono invece giuste. I ricercatori presentano i dati sulle variazioni dell’abbondanza di mammiferi e uccelli raccolti per 30 giorni da fotocamere attivate dal movimento nel Parco Nazionale Yanachaga, in  Perù, prima del grande terremoto di magnitudo 7.0 di Contamana nel 2011.  Inoltre riportano anche perturbazioni ionosferiche.

Secondo il team di ricerca, per la prima volta si è stati in grado di verificare e documentare sul campo come il comportamento degli animali selvatici cambia prima di un terremoto, «Uno sviluppo che può aiutare con la previsione sismica a breve termine», dice la principale autrice, Rachel Grant che insegna biologia animale all’Anglia Ruskin University. Infatti la ricerca ha rilevato che i cambiamenti significativi nel comportamento animale sono iniziati ben 23 giorni prima del violento terremoto di Contamana e spiegano che «In una giornata normale le telecamere registravano tra i 5 ed i 15 avvistamenti di animali. Tuttavia, entro il termine di 23 giorni, nel periodo precedente il terremoto, hanno registrato 5 avvistamenti o meno. E per 5 dei 7 giorni immediatamente prima del terremoto, non sono stati registrati del tutto movimenti di  animali, il che era incredibilmente insolita per questa regione montagnosa della foresta pluviale».

Intanto venivano registrato il riflesso di onde radio very low frequency (VLF) sopra dell’area circostante l’epicentro e gli scienziati hanno rilevato perturbazioni nella ionosfera, iniziate due settimane prima del terremoto. Una fluttuazione particolarmente grande è stata registrato 8 giorni prima del sisma, proprio in coincidenza con il secondo calo significativo dell’attività degli animali osservata nel periodo precedente il terremoto.

I ricercatori dicono che «Rilevanti tra le cause più probabili per l’insolita risposta animale sono gli ioni positivi nell’aria, che notoriamente vengono generati in gran numero sulla superficie della terra quando le sottostanti rocce in profondità sono sottoposte a crescenti sollecitazioni durante l’accumulo di un terremoto». E’ noto che gli  ioni positivi hanno effetti collaterali spiacevoli per gli animali e gli esseri umani, come la “sindrome da serotonina” e i ricercatori sottolineano che «Questa è causata da un aumento dei livelli di serotonina nel sangue, e può portare a sintomi come irrequietezza, agitazione, iperattività e confusione.  Pertanto l’immissione di ioni positivi nell’aria nell’atmosfera terrestre prima di un’importante attività sismica potrebbe vere un profondo effetto sui mammiferi e uccelli, in particolare quelli che vivono sul terreno e  nelle tane Allo stesso tempo, se questo processo si verifica su vasta scala e su una vasta area, può essere influenzata la ionosfera».

La Grant evidenzia: «Per quanto ne sappiamo, questa è la prima volta che fotocamere attivate dai movimenti hanno documentato questo fenomeno prima di un terremoto. I risultati sono particolarmente interessanti in quanto abbiamo anche trovato prove di disturbi nella ionosfera nella zona in cui il terremoto ha colpito. Crediamo che entrambe queste anomalie derivino da una sola causa: l’attività sismica causa un accumulo di stress nella crosta terrestre, portando – tra l’altro – alla massiccia ionizzazione dell’aria. Ci auguriamo che il nostro lavoro stimolerà ulteriori ricerche in questo campo, che ha il potenziale di facilitare la previsione del rischio sismico a breve termine».

La Grant sottolinea anche un altro aspetto: «Il parco era a 320 km dall’epicentro ed ho pensato che non ci fosse successo molto. Ma quando ho visto i risultati ero totalmente scioccata. E’ stato incredibile. L’analisi ha dimostrato che poco prima della attività sismica gli animali sono scomparsi»

Un altro deli autori dello studio, Friedemann Freund del Seti Institute e che lavora anche per l’Ames Research Center della Nasa, aggiunge: «Le foto-trappole si trovavano su un crinale a quota 900 metri. Se si è verificato una ionizzazione dell’aria, è probabile che sia stato particolarmente forte lungo un tale crinale. Quindi, gli animali sarebbero sfuggiti nella valle sottostante, dove erano esposti a minor numero di ioni positivi nell’aria. Con la capacità acuta di percepire il loro ambiente, gli animali possono aiutarci a comprendere i sottili cambiamenti che si verificano prima di grandi terremoti. Tali modifiche, che sono ora siamo  in grado di misurare, si esprimono in molti modi diversi sopra e sotto la superficie terrestre».

La Grant, intervistata dalla Reuters, si è detta convinta che «Gli animali hanno il potenziale per essere previsori affidabili dei terremoti e potrebbero essere utilizzati insieme ad altri sistemi di monitoraggio. Il sistema potrebbe essere utilizzato nei Paesi in via di sviluppo a rischio sismico, è conveniente e fattibile da  attuare, in quanto richiede solo qualcuno per monitorare il comportamento degli animali … non c’è bisogno dei satelliti».