Gli asini selvatici tornano a casa. I kulan di nuovo liberi nelle steppe del Kazakistan centrale

I rari asini selvatici tornano a cavalcare nei luoghi dai quali erano scomparsi

[20 aprile 2018]

All’inizio di aprile, il primo gruppo di asini selvatici – o onagri – kulan (Equus hemionus kulan) è stato rilasciato in natura nel territorio della riserva naturale di Altyn Dala nel Kazakistan centrale. Questi rari equini erano stati trasportati nella riserva dal Parco Nazionale di Altyn Emel nell’autunno 2017 e hanno passato tutto l’inverno in un ampio recinto di acclimatazione del Centro di reintroduzione degli ungulati selvatici.
I kulan hanno passato bene durante l’inverno e  quando sono stati rintrodotti in natura erano tutti in buone condizioni fisiche. Durante il loro soggiorno nel recinto, il benessere e il comportamento degli asini selvatici sono stati attentamente monitorati dallo staff locale dell’Association for the conservation of biodiversity of Kazakhstan (Acbk), il partner kazalo di BirdLife Internationale e da due stagisti internazionali. All’ Acbk spiegano che «Tutti i Kulan sono contrassegnati con etichette auricolari numerate e le giumente adulte sono state dotate di collari Gps, che permetteranno di monitorare i movimenti degli animali attraverso un monitoraggio efficace e una supporto protettivo; i dati in arrivo mostrano che finora gli animali stanno esplorando l’area entro circa 17 Km del centro».

Danara Zharbolova di Acbk/ BirdLife spiega che «Il kulan turcomanno Equus hemionus kulan è una sottospecie di onagro, o asino selvatico asiatico, originario dell’Asia centrale. E anche se potrebbe non sembrare – con una corporatura minuscola di 200 – 250 cm di lunghezza e 100-140 cm di altezza – è in realtà uno dei più grandi onagri del mondo. Ci fu un tempo in cui la caratteristica gualdrappa marrone chiaro con macchie bianche sul ventre, sul dorso e sui lati era una vista familiare nei  deserti, nei delta e nelle steppe tra l’Afghanistan settentrionale, la Siberia meridionale e la Cina occidentale. Ma negli ultimi anni, la sua storia ha preso una brutta piega. Le minacce combinate di caccia illegale e perdita di habitat ne hanno drammaticamente limitato le dimensioni della popolazione e le aree di distribuzione – ed è completamente scomparso da alcune località». Tanto che nel 2016, l’Iucn lo ha introdotto come sottospecie a rischio di estinzione nella sua Lista Rossa.

Il progetto sulla reintroduzione di kulan nel Kazakistan centrale è iniziato l’anno scorso. Gli obiettivi principali del progetto sono quello di di raddoppiare l’areale del kulan nell’Asia Centrale, di aumentare significativamente la popolazione globale e di rappresentare un catalizzatore per le azioni di conservazione in tutta la regione, per  ripristinare l’insieme delle popolazioni di ungulati autoctoni che una volta popolavano ecosistemi della steppa. Altri trasferimenti di onagri Kulan sono previsti nell’autunno del 2018 e del 2019, con l’obiettivo di rilasciare in natura  almeno altri 30 esemplari.

Si spera che il gruppo appena reintrodotto riesca a gettare le basi per una nuova e fiorente popolazione di kulan, che sarà la quarta del Kazakistan dove attualmente vivono circa 4.000 asini selvatici, 3.500 dei quali nel parco nazionale di Altyn-Emel, circa 500 nella riserva naturale Barsakelmes e alcune decine nella riserva naturale di Andasay. Ma il territorio del parco dell’Altyn Emel è limitato e non riesce a far fronte alla crescita delle mandrie di onagri, con la possibilità che esplodano focolai di malattie e che aumenti la competizione con altre specie rare. Per questo i conservazionisti sono giunti alla conclusione che qualcosa dovesse essere fatto per tutelare la popolazione di asini selvatici dell’Altyn Emel e per reintrodurli dove erano scomparsi. Il progetto è coordinato dal Norsk institutt for naturforskning (Nina) e attuato dall’Acbk in collaborazione con la Commissione foreste e della fauna selvatica del ministero dell’agricoltura del Kazakistan, la Royal Society for Protection of Birds (Rspb), Zoologische Gesellschaft Frankfurt e  Zoo di Norimberga, nel quadro dell’Altyn Dala Conservation Initiative.

Così, alla fine di ottobre 2017, l’Acbk ha trasferito con successo i primi 9 kulan dal parco nazionale Altyn Emel alla riserva naturale di Altyn Dala nel Kazakistan centrale. I 9 prescelti sono stati accuratamente selezionati da esperti zoologi e veterinari da un gruppo di 50 kulan identificato dall’Acbk  e dai ranger del parco Altyn Emel dall’agenzia statale kazaka Okhotzooprom. Durante lo spostamento degli asini selvatici realizzato con un  Mi-26T – il più grande elicottero del mondo – della compagnia aerea kazaka Kazaviaspas  per garantire la sicurezza e ridurre al minimo i livelli di stress, ogni animale è stato sedato e messo in uno speciale container. E’ così che gli asini selvatici sono ritornati in una delle loro antiche case: la steppa di Turgai, dove all’inizio del XIX secolo vivevano migliaia di Kulan alcuni dei quali pascolavano lungo il fiume Uly-Zhylanshyk fino agli anni ’30. Poi, le attività antropiche e la caccia per la carne hanno decimato le popolazioni di asini selvatici asiatici che ora hanno la loro ultima vera roccaforte nelle steppe tra la Mongolia e la Cina, mentre prima galoppavano in  tutta l’Asia centrale e nell’immenso sud-est della Fedrerazione Russa.

Fortunatamente, ancora oggi, le caratteristiche delle riserve naturali del Kazakistan, la  loro vegetazione e l’accesso all’acqua forniscono i requisiti ecologici perfetti per far prosperare il kulan. Ed è qui, nelle due riserve naturali statali, Altyn Dala e Irgiz-Turgai che gli asini selvatici troveranno la loro nuova casa.