Gli elefanti di foresta si riproducono troppo lentamente. Sono condannati all’estinzione?

Ci vorrebbe un secolo perché si riprendano dal bracconaggio iniziato nel 2002

[31 agosto 2016]

Elefanti di foresta

Gli elefanti di foresta africani sono uno dei mammiferi con il più lento tasso riproduttivo del mondo e ci vorrà quasi un secolo perché possano recuperare dall’intenso bracconaggio che hanno subito a partire dal 2002. Infatti, secondo uno studio appena pubblicato sul Journal of Applied Ecology,  il primo ad occuparsi della demografia di questi pachidermi, a una femmina di elefante di foresta ci vogliono  più di due decenni per iniziare a riprodursi e partoriscono solo una volta ogni 5 o 6 anni.

In Africa ci sono due specie di elefanti: gli elefanti della savana, che sono la maggioranza in tutto il continente, e quelli di foresta, con un numero molto più limitato e che vivono nelle foreste tropicali.

Gli elefanti di foresta hanno subito un feroce  bracconaggio che, secondo lo studio “Devastating Decline of Forest Elephants in Central Africa” pubblicato su PlosOne nel 2013 dalla  Wildlife Conservation Society (Wcs), ha sterminato il 65% della loro popolazione. Ora la stessa Wcs dice che «I loro bassi tassi di natalità indicano che agli elefanti di foresta ci vorranno almeno 90 anni per recuperare da queste perdite».

Un team formato da ricercatori della Wcs e di Cornell Lab of Ornithology’s Elephant Listening Project, Colorado State University e Save the Elephants ha  utilizzato decenni di dati di un monitoraggio intensivo che ha registrato le nascite e le morti degli elefanti  a  Dzanga Bai (villaggio degli elefanti, nella lingua locale),  nella Repubblica Centrafricana, una parte dell’area Patrimonio Mondiale dell’Unesco di Sangha Trinational e Andrea Turkalo, della Wcs, dice che «Questo lavoro fornisce un altro pezzo essenziale della  comprensione per quanto riguarda il terribile stato di conservazione terribile degli  elefanti di foresta». E’ sto proprio Turkalo a raccogliere per decenni i dati dettagliati sugli elefanti, in condizioni logistiche proibitive e sfidando bracconieri, guerriglieri/predoni e l’instabilità politica endemica della Repubblica Centrafricana.

Utilizzando i dati di Turkalo,  raccolti quasi quotidianamente tra il 1990 e il 2013 in una radura ricca di minerali nella foresta, o bai, che attira gli elefanti e altri animali selvatici, gli autori dello studio sono stati in grado di scoprire l’età in cui gli elefanti di  foresta hanno il loro primo cucciolo, il periodo di tempo che passa tra un parto e l’altro e altri comportamenti. E’ così che il  team ha scoperto che gli elefanti di foresta iniziano ad allevare i figli più tardi e hanno intervalli molto più tra un parto e l’altro rispetto agli elefanti di savana, il che significa che la popolazione cresce molto più lentamente.

Tukalo spiega che «Le femmine degli  elefanti di foresta della popolazione in genere si accoppiano per la prima volta dopo 23 anni, un’età per la maturità sessuale decisamente in ritardo rispetto ad altri mammiferi. Al contrario, gli elefanti di savana di solito iniziano l’allevamento dei cuccioli all’’età di 12 anni. Inoltre,  l’allevamento delle femmine di elefanti di foresta riguarda solo un cucciolo  una volta ogni 5 o 6 anni, rispetto mentre l’intervallo per gli elefanti di savana è di 3  o 4 anni».

Gli autori dello studio ritengono che «Il basso tasso di natalità sia dovuto alle sfide di vivere in una foresta tropicale, dove la crescita delle nuove piante è per lo più limitata al baldacchino». Peter Wrege, un ecologista comportamentale del Cornell Lab of Ornithology’s Elephant Listening Project, aggiunge: «”Mentre noi pensiamo delle foreste tropicali come ad aree incredibilmente produttive, la maggior parte della produzione avviene in alto, sul  baldacchino inaccessibile alle specie che vivono a terra. Inoltre, la vegetazione nei sistemi tropicali è carica di  composti per difendere le loro foglie dagli erbivori, tra cui gli elefanti. Ciò significa che accedere alle risorse è impegnativo per la fauna terrestre».

George Wittemyer, presidente del comitato scientifico di Save the Elephants e che insegna conservazione della fauna selvatica alla Colorado State University, è convinto che questi risultati «sono essenziali per la valutazione dello stato degli elefanti di foresta e per prevedere il declino della popolazione di fronte alle uccisioni illegali. La legislazione in materia di commercio di avorio deve prendere considerare gli effetti collaterali sugli elefanti di foresta e le difficoltà di proteggerli. l commercio di avorio in una nazione è in grado di influenzare le pressioni sugli elefanti in altre nazioni».

I risultati dello studio dimostrano che l’elefante di foresta è particolarmente vulnerabile al bracconaggio, un’informazione di vitale importanza per  chiudere il mercato dell’avorio nei Paesi dell’Africa centrale, una  richiesta che verrà discussa al World conservation congress dell’Iucn che comincia domani alle Hawaii, e dalla Convention on international trade in endangered species (Cites) che si riunisce a Johannesburg a fine settembre.

Gli autori dello studio evidenziano anche l’importanza dei risultati per l’interpretazione dei dati sulle carcasse raccolti attraverso il programma  Monitoring of illegal killing of elephants (Mike), che ha mostrato alti livelli di bracconaggio in tutta l’Africa centrale.

«Solo attraverso la comprensione della biologia di base degli elefanti di a foresta e di altre specie, possiamo determinare correttamente il livello delle minacce che devono affrontare a causa delle  attività umane –  ha detto Wittemyer – Gli elefanti di foresta sc volgono un ruolo essenziale  in queste foreste e molte specie arboree si basano su gli elefanti per disperdere i loro semi. Il continuo calo del numero  e dell’areale degli  elefanti di foresta è probabile che porti a gravi modifiche in  questi ecosistemi, rendendo il loro stato di conservazione un significativo problema globale. Non riuscire a proteggere gli elefanti di foresta potrebbe anche danneggiare le foreste dell’Africa centrale, he sono importanti per l’assorbimento dei gas del cambiamento climatico».

Turkalo  conclude: «Il risultato di questi dati è che gli elefanti di  foresta si trovano ad affrontare una grande sfida per recuperare dagli attuali livelli di bracconaggio attuali e se il bracconaggio non viene ridotto si troveranno ad affrontare l’estinzione prima di quanto pensassimo. A meno che non siamo in grado di proteggerli meglio e limitare lo sviluppo delle industrie estrattive nelle zone in cui gli elefanti di  foresta sono presenti, questi animali sono condannati».