Gli elefanti marini cantano. Gli scienziati: «Riconoscono il ritmo della voce»

Primo esempio di mammiferi non umani che utilizzano il ritmo nella vita quotidiana.

[21 luglio 2017]

«I maschi di elefante marino riconoscono la cadenza della voce di un altro maschio», a dirlo è il team di ricercatori franco-statunitense  che ha pubblicato su Current Biology lo studio “Northern Elephant Seals Memorize the Rhythm and Timbre of Their Rivals’ Voices” e che hanno decodificato i richiami degli irascibili ed enormi elefanti marini settentrionali (Mirounga angustirostris), rivelando che «La comunicazione vocale svolge una parte cruciale nella loro vita sociale».

Dallo studio è emerso qualcosa di davvero inatteso: questi enormi pinnipedi comunicano la loro identità con profonde richiami ritmici, e il team dice che «Questo è il primo esempio di mammiferi non umani che utilizzano il ritmo nella vita quotidiana.

Ma gli elefanti marini cantano? Sembrerebbe di sì, o almeno fanno qualcosa di molto simile: proprio come gli esseri umani possono identificare una particolare canzone basandosi sul suo ritmo particolare, i maschi di elefanti marini sembra possono identificarsi dal ritmo dei loro richiami.

Il principale autore dello studio, Nicolas Mathevon, dell’Equipe neuro-ethologie sensorielle dell’Université de Lyon/Saint-Etienne, decrive queste vocalizzazioni come “distintive”: «Erano molto ritmiche, come un metronomo – ha detto a BBC News – Nella colonia, ognuno sa chi è chi… riconosce la voce di tutti gli altri maschi della colonia». E in un’intervista alla NPR Usa specifica: «Imparano a riconoscersi l’un l’altro dalla loro voce, hanno una perfetta conoscenza del social network delle colonie». E questo, in una spiaggia affollatissima di maschi che pesano 1.800 Kg, è essenziale. Nel sito studiato dal team franco-americano c’erano più di 4.000 elefanti marini, quindi è importante sapere che voce abbia il tuo rissoso vicino.

Una delle autrici dello studio, Caroline Casey, del Department of ecology and evolutionary biology dell’università della California – Santa Cruz, sottolinea: «Se si pensa alla vita sociale di un maschio di elefante marino, in realtà è molto complicata. Nell’ambito della propria rete sociale, sta potenzialmente interagendo con altri 20 -30 individui. In queste situazioni, può essere cruciale distinguere rapidamente tra maschi dominanti e subordinati, per evitare un conflitto potenzialmente letale. Se si sbaglia, i costi di quell’errore sono abbastanza alti. L’anno scorso abbiamo visto un maschio morto per un canino che gli aveva attraversato il cranio».

In questo contesto di scontri violenti per il territorio e le femmine, il richiamo ritmico di un maschio di elefante marino funge da “impronta digitale” dei diversi animali, aiutando gli altri maschi a decidere se è meglio stare alla larga. «Utilizzando questo riconoscimento acustico, sono in grado di evitare la maggior parte degli scontri fisici», aggiunge Mathevon

Il team di ricercatori ha passato 6 anni a studiare la colonia di elefanti marini dell’Ano Nuevo National Park, in California e ha registrato le vocalizzazioni di maschi dominanti, i “beachmasters. Poi i ricercatori hanno riprodotto quei richiami con degli  altoparlanti e li hanno fatti ascoltare ai maschi subordinati. Come previsto, i maschi subordinati sono fuggiti di fronte al “canto” minaccioso dei “beachmasters” dominanti. Ma quando i ricercatori hanno modificato artificialmente il ritmo di un richiamo, i maschi subordinati non lo hanno più riconosciuto e non hanno mostrato nessun timore.

«Se non riconoscono una voce,  la loro strategia è quella di “aspettare e  vedere”– spiega ancora  Mathevon –  Mentre non far niente può sembrare pigro, questa strategia è molto efficiente ed è anche potenzialmente salvaguardante».

Durante la stagione riproduttiva, gli elefanti marini abbandinano l’oceano e formano colonie dove non si cibano e bevono per quasi 100 giorni, quindi, se i maschi non riconoscono il ritmo di un richiamo,  semplicemente non si muovono, evitando così di sprecare energie vitali.

Per Mathevon «E’ del tutto possibile che molti altri mammiferi siano in grado di riconoscere il ritmo. Infatti, le balene hanno dimostrato di saper “scrivere canzoni” insieme, riconoscendo e ripetendo suoni complessi».

Per ora, il team di Mathevon sta cercando di determinare se anche le femmine di elefanti marini riconoscono la voce dei singoli maschi  e come comunicano con i loro cuccioli. I ricercatori franco-statunitensi sperano che questi studi possano aiutare a far luce sull’origine evolutiva della percezione del ritmo e su come l’uomo sia diventato un animale “musicale”.

Patricia Gray, dell’università della Carolina del Nord – Chapel Hill, che non ha partecipato allo studio, è molto impressionata dai risultati e ha detto a BBC News che «Aver scoperto questo  comportamento naturale degli animali in natura dimostra quanto sia importante la produzione e il riconoscimento del ritmo per la loro sopravvivenza. La comprensione di come altre specie utilizzano il ritmo potrebbe darci molte risposte su come gli altri animali percepiscono il loro ambiente e come queste capacità siano in relazione con la percezione umana».