Gli incendi dolosi all’Elba, il sindaco di Capoliveri e il Corpo forestale dello Stato

[2 settembre 2016]

Barbetti incendi

Di solito Legambiente non si occupa dei post su Facebook, anche quando sono pesantemente offensivi e diffamatori verso la nostra associazione, ma fa uno strappo alla regola quando i post provengono da figure istituzionali importanti e sicuramente Ruggero Barbetti, Sindaco di Capoliveri, ex Commissario del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e indiscusso leader del centro-destra elbano.

Sulla sua pagina Facebook Barbetti interviene sugli incendi – ormai sicuramente dolosi – che quest’estate hanno ricominciato a  colpire l’Elba dopo anni di tregua, e scrive: «Questi strani incendi fanno riflettere perché, dopo diversi anni di calma, avvengono in un momento istituzionale molto delicato in cui, con la fine dell’anno, verrà formalizzato il passaggio del Corpo Forestale nell’Arma dei Carabinieri. Cui prodest? E’ necessario indagare a 360° gradi senza sconti per nessuno!».

E’ bene che il  Sindaco Barbetti  chiarisca, perché se intendeva con questo avanzare un qualche sospetto sull’operato del  Corpo forestale dello Stato, sarebbe grave e ingiustificato, perché viene da  un uomo delle istituzioni, che dovrebbe conoscere bene l’impegno del Corpo forestale nella lotta agli incendi: è proprio grazie alle indagini del Cfs che vennero arrestati e fermati gli incendiari che avevano messo a fuoco l’Elba. La si può pensare diversamente sull’abolizione del Corpo forestale dello Stato e sul suo assorbimento nei Carabinieri, ed evidentemente Barbetti, al contrario di Legambiente, pensa che il governo Renzi abbia fatto bene, ma è intollerabile che in qualche modo si faccia intendere che gli incendi elbani – ma anche quelli che hanno devastato molte regioni italiane? – siano una sorta di ritorsione.

In questi dolorosi giorni di lutto per il Paese,  i Forestali sono stati subito in prima fila sul fronte del terremoto dell’Italia Centrale, consapevoli che a fine anno non ci saranno più le loro divise, ma senza mancare per questo al loro impegno e al loro dovere. La gente dell’Appennino sa bene che senza il Cfs quei luoghi saranno più indifesi, così come noi sappiamo bene che gli incendiari sanno che l’Elba dal prossimo anno sarà più debole e indifesa di fronte all’attacco dei nemici dell’ambiente, della bellezza e dell’economia della nostra isola, di fronte a chi vigliaccamente dà fuoco perché odia l’isola in cui vive e chi la difende: i volontari dalla Protezione Civile, i Vigili del Fuoco e il Corpo forestale dello Stato.

Poi Barbetti, rispondendo ai post sul suo profilo, aggiunge: «Magari ci fosse una pista. Trovare gli incendiari è molto difficile. Dobbiamo tutti confidare nel lavoro degli inquirenti. E ci vuole anche un po’ di fortuna».

Giusto Sindaco Barbetti, ma per farlo non bisogna insinuare sospetti che in qualche modo indeboliscono gli inquirenti e capire che aver beccato gli incendiari qualche anno fa non è stato un colpo di fortuna, ma il frutto di un certosino lavoro di indagine del Corpo forestale dello Stato che, a quanto sappiamo, si è scontrato anche con una diffusa omertà di una parte della popolazione.

Ogni insinuazione e ipotesi, anche non voluta, rischia di favorire i veri responsabili dell’attacco criminale all’ambiente dell’Isola d’Elba e di distogliere l’attenzione da questi terroristi ambientali che ci hanno dichiarato una guerra vigliacca e insensata.

Speriamo solo che questa pasticciata abolizione del Cfs  non porti ad un vuoto investigativo e a una ulteriore  diminuzione della prevenzione e dei controlli, perché allora gli incendi dolosi appiccati quest’anno dai nemici dell’Elba   potrebbero essere solo la prova generale.