Gli indiani incontattati abbandonano la foresta per sfuggire a disboscamento e trafficanti di droga

Primi contatti al confine tra Perù e Brasile. Survival: «Corrono rischi gravissimi»

[4 luglio 2014]

Survival international ha lanciato un nuovo allarme: «Alcuni indiani isolati estremamente vulnerabili sono entrati in contatto con una comunità indigena vicino all’area in cui nel 2010 furono scattate le famose fotografie aeree di un gruppo di indiani incontattati». Infatti la Fundação Nacional do Índio Funai), il Dipartimento brasiliano agli affari Indigeni, ha comunicato che «una popolazione indigena ha stabilito contatti con gli indigeni Ashaninka e funzionari Funai, ad Aldeia Simpatia,  nella Terra Indígena Kampa e Isolados do Alto Rio Envira, nello Stato di  Acre».

Il  contatto è avvenuto con il team Funai Frente de Proteção Etnoambiental Envira (Fpe) e il sertanista José Carlos Meirelles, dell’Assessoria Indígena del governo dello Stato brasiliano dii Acre. Il Fpe Envira stava però seguendo gli indios incontattati dal 13 giugno ed informa che «La permanenza del gruppo isolato nella regione avviene pacificamente. Allo stato attuale, il team del  Frente de Proteção Etnoambiental Envira, del Coordenação-Geral de Índios Isolados e Recém contatados (Cgiirc), insieme al Distrito Sanitário Especial Indígena (Dsei) dell’Alto Rio Juruá/Secretaria Especial de Saúde Indígena, sono nella regione per avviare il Plano de Contingência para Situações de Contato». Il team del Funai sta raccogliendo informazioni attraverso interpreti per una maggiore conoscenza di questo gruppo indigeno che è fuggito dalla foresta. La premessa per la politica del Funai di protezione degli indios isolati è quella di non cercare nessun contatto, rispettando l’autodeterminazione di questi piccoli popoli, facendo però un lavoro di tutela del loro territorio, ma tuttavia sono previsti interventi ed azioni di emergenza se gli indios cercano di stabilire un contatto, come successo al confine tra Brasile e il Perù.

Per Meirelles, che lavora da oltre 20 anni con il Funai nella regione, «Deve essere accaduto qualcosa di grave. Non è normale che gruppi così grandi di incontattati si avvicinino in questo modo. È una situazione completamente nuova e preoccupante, e al momento non sappiamo da cosa sia causata».

Solo pochi giorni fa Funai e Survival International,  avevano denunciato il grave rischio che ciò potesse accadere a causa dell’incapacità delle autorità peruviane di fermare il disboscamento dilagante nell’area di confine. Survival aveva avvertito «Per gli Indiani incontattati che vivono nella foresta amazzonica brasiliana vicino al confine con il Perù c’è il rischio di “tragedia” e “morte”(…) I popoli incontattati sono i gruppi umani più vulnerabili del pianeta. Nonostante le immagini dimostrino che sono in buona salute, non hanno difese immunitarie verso malattie comuni come l’influenza e il morbillo, che in passato hanno spazzato via intere tribù». Il Funai dice che «Il contatto è imminente» ed ha chiesto che  siano inviate con urgenza squadre sanitarie perché le tribù incontattate «Rischiano di contrarre malattie che potrebbero ucciderle tutte».

Secondo Funai ed organizzazioni indigene, gli indios hanno attraversato il confine con il Perù per fuggire dalle ondate di taglialegna illegali che stanno invadendo il loro territorio, spingendosi così nel territorio di altri gruppi di Indiani isolati e di alcune comunità stanziali del Brasile. Gli Ashaninka, di Acre, hanno raccontato di aver incontrato decine di incontattati vicino alla loro comunità e sono sempre più frequenti le segnalazioni di impronte, accampamenti temporanei e resti di cibo lasciati dagli Indios. Survival dice che «Questi eventi fanno temere che si possano scatenare scontri violenti tra i vari gruppi, e che gli Indiani incontattati possano venire decimati da malattie contagiose verso cui non hanno difese immunitarie». Nixiwaka Yawanawà, in indio di Acre che lavora con Survival ha sottolineato: «Io vengo dalla stessa regione. Sono molto preoccupato perché i miei parenti rischiano di scomparire. E’ un chiaro esempio delle ingiustizie che dobbiamo subire. Gli Indiani incontattati sono ancora più vulnerabili perché non possono comunicare con le autorità. Entrambi i governi devono intervenire per proteggerli e impedire che scoppi una tragedia».

Gli indios  sono stati visti nella stessa regione dove 4 anni fa furono scattate le famose fotografie aree di un gruppo di incontattati, ma l’area non è più protetta dal 2011, quando un avamposto governativo è stato abbandonato dopo l’attacco armato da parte di trafficanti di droga e taglialegna illegali. Durante la sua recente visita in Europa, il famoso leader amazzonico Raoni Metuktire, che ha guidato la lotta dei Kayapó per la loro terra e  contro la distruzione dell’Amazzonia, ha detto: «Dove andranno gli Indiani incontattati? Se le loro terre non saranno protette, moriranno». Survival International, il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni, chiedono ai governi di Brasile e Perù di «Proteggere tutti i territori abitati dagli Indiani incontattati, e rispettare la promessa di migliorare il coordinamento transnazionale per proteggerli» e Stephen Corry, direttore generale di Survival ricorda che «Per le tribù incontattate i confini non esistono, per questo Brasile e Perù devono lavorare insieme per impedire che si perdano vite umane. Nel corso della storia, ogni qual volta le loro terre sono state invase, i popoli incontattati sono stati distrutti. È essenziale che il loro territorio sia protetto adeguatamente. Entrambi i governi devono intervenire se vogliono che i loro cittadini sopravvivano. Brasile e Perù avevano assicurato che avrebbero fermato il disboscamento illegale e il traffico di droga, che stanno spingendo gli Indiani incontattati verso nuove aree. Ma hanno fallito. I trafficanti hanno persino attaccato un avamposto governativo che avrebbe dovuto monitorare l’area. Ora gli Indiani incontattati rischiano il genocidio per violenze e malattie, lo stesso genocidio che ha caratterizzato l’invasione e l’occupazione del continente americano negli ultimi cinque secoli. Nessuno ha il diritto di distruggere questi popoli».

Francesca Casella Direttrice di Survival per l’Italia, spiega cosa può succedere: «Nel mondo sopravvivono solo circa 100 tribù incontattate. Le malattie esterne costituiscono per loro una minaccia mortale, perché non hanno difese immunitarie verso virus da noi molto comuni, come l’influenza, il morbillo o la varicella.

Purtroppo, non è infrequente che il primo contatto stermini un popolo completamente. Nella storia è già accaduto molte volte… I Panará del Brasile furono decimati da una strada spianata attraverso la loro terra negli anni ’70. Arrivarono centinaia di operai e, con loro, si diffusero ondate di epidemie letali. Su 400 persone, ne sopravvissero solo 69». E aggiunge: «Non dobbiamo permettere che un altro popolo soffra le conseguenze della nostra insostenibile brama di risorse. Le tribù isolate contribuiscono enormemente alla diversità del genere umano. Vedere scomparire una tribù significa non solo perdere una parte di noi, ma rinunciare anche per sempre a un’altra lingua, a una visione della vita assolutamente unica e a conoscenze straordinarie su piante e animali. I popoli incontattati potranno sopravvivere solo se le loro terre saranno mappate e protette».

Per questo Survival chiede di scrivere ai due presidenti di Perù e Brasile,Ollanta Humala e Dilma Rousseff chiedendo loro di implementare immediatamente misure atte a garantire la protezione delle vite e delle terre degli Indiani. Ecco il testo della lettera: «Signor Presidente Humala, signora Presidente Rousseff, il FUNAI ha diffuso la notizia che alcuni Indiani incontattati sono entrati in contatto con una comunità indigena stanziale lungo il confine tra Perù e Brasile. Secondo il Funai, gli Indiani sono in fuga dal disboscamento illegale che imperversa sul versante peruviano. Il contatto rischia di diffondere malattie che potrebbero avere conseguenze fatali per gli Indiani incontattati. Vi chiedo di rispettare la costituzione peruviana, quella brasiliana e la legge internazionale, e di mappare e proteggere con urgenza tutti i territori degli Indiani incontattati. Se i vostri governi non agiranno al più presto, le vite di alcuni degli ultimi Indiani incontattati del pianeta verrebbero distrutte per sempre».

La lettera si può spedire attraverso www.survival.it oppure direttamente a:

secretariageneral@presidencia.gob.pe  e sg@planalto.gov.br