Gli scimpanzé più rari del mondo a rischio estinzione per il cambiamento climatico

Una ricerca internazionale tra Camerun e Nigeria scopre una popolazione sconosciuta

[22 gennaio 2015]

Nel centro del Camerun, due diverse sottospecie di scimpanzé vivono sulle sponde opposte del fiume Sanaga: si tratta dell’unico caso in cui di due diverse sottospecie di scimpanzé che vivono allo stato selvatico in un singolo Paese.

L’area è approssimativamente al centro dell’areale di tutte e 4 le sottospecie conosciute di queste grandi scimmie.Ma quando, recentemente, un team di scienziati ha dato un’occhiata più da vicino alla genetica degli scimpanzé del Camerun centrale, non ha trovato due popolazioni: ce ne sono tre.

Lo statunitense Mattew Mitchell, un biologo della Drexel University, il leader dei due dei gruppi di ricerca internazionali che hanno pubblicato ben tre ricerche su questi scimpanzé nell’ultimo numero di BMC Evolutionary Biology, è molto sorpreso: «Abbiamo sempre pensato che l’unica differenza genetica tra popolazioni fosse tra le due sottospecie e che le differenze provenissero dalla divisione attraverso il fiume Sanaga, ma ora vediamo c’è di più di quanto immaginavamo».

Mitchell è il  primo autore di due nuovi studi (“The population genetics of wild chimpanzees in Cameroon and Nigeria suggests a positive role for selection in the evolution of chimpanzee subspecies” e “Environmental variation and rivers govern the structure of chimpanzee genetic diversity in a biodiversity hotspot”, mentre ha partecipato al terzo studio (“Chimpanzee population structure in Cameroon and Nigeria is associated with habitat variation that may be lost under climate change”) realizzato da un team guidato da Paul R Sesink Clee dell’università di Albany, e alle cui ricerche hanno partecipato scienziati di Camerun, Francia, Germania, Gran Bretagna, Usa e Tanzania.

Le loro analisi sulla  genetica della popolazioni, della distribuzione geografica e dell’utilizzo dell’habitat dipingono un quadro nuovo del  passato evolutivo e soprattutto di un futuro potenzialmente desolante dello scimpanzé  Nigeria-Camerun (Pan troglodytes ellioti),  che era già la sottospecie scimpanzé più  a rischio estinzione, con solo  6.000 individui rimasti in natura e minacciati dal bracconaggio e dalla perdita di habitat causata dall’espansione dell’agricoltura e dalle concessioni forestali.

Gli scienziati dicono che «Le due distinte popolazioni di scimpanzé Nigeria-Camerun hanno legami più stretti con il  loro habitat di quanto previsto in precedenza» e che «Anche il cambiamento climatico potrebbe causare danni significativi alle popolazioni di scimpanzé a causa delle alterazioni dell’habitat».

Per realizzare le indagini genetiche, il team di ricerca di Mitchell, uno dei pochi gruppi che studia gli scimpanzé Nigeria-Camerun in natura, ha raccolto campioni di feci e di peli ed ha anche mappato le posizioni precise di quei siti dove sono stati raccolti i campioni, oltre ai luoghi nei quali sono stati avvistati questi rari scimpanzé e le prove delle loro attività, tra cui nidi e strumenti. Uno dei ricercatori, Paul Sesink Clee, sottolinea che «lo scimpanzé Nigeria-Camerun è forse la meno studiata di tutte le sottospecie di scimpanzé. Questa è la prima volta che la loro distribuzione edil loro habitat sono stati studiati in dettaglio ed i dati utilizzati per prevedere come il loro habitat potrebbe degradare a causa de i cambiamenti climatici».

Il Camerun centrale è un vero e proprio scrigno di biodiversità, dove si incontrano le specie di montagna della regione del Golfo di Guinea con quelle di pianura del Bacino del Congo. Insieme, questi due ecosistemi contengono circa il 20% di tutte le specie animali e vegetali del pianeta, molte delle quali endemiche. Questi diversi ecosistemi di foresta e savana formano un ecotono, un mosaico di habitat di transizione savana-foresta. Mitchell spiega che «Questo ecotono è collegato al driver della diversificazione in un sacco di specie diverse. Si pensa che gli ecotoni siano importanti nell’indirizzare la variazione e la diversificazione delle specie in tutto il mondo».

E’ in questo fragile mosaico di savana e foresta del Camerun centrale, a nord del fiume Sanaga, che l’analisi genetica del team di Mitchell ha individuato una popolazione di scimpanzé Nigeria-Camerun che è distinta  da quelle che vivono nelle foreste pluviali montane del nord-ovest del Camerun e della Nigeria orientale. Inoltre la popolazione nell’ecotono si sarebbe separata da quella occidentale delle foreste pluviali circa 4.000 anni fa, pur rimanendo correlata strettamente correlati della stessa sottospecie. Mentre l’intera sottospecie di scimpanzé Nigeria-Camerun  è diversa dallo scimpanzé centrale (Pan troglodytes troglodytes), le cui popolazioni vivono nelle foreste del Bacino del Congo bacino a sud del Sanaga. Le due sottospecie si sono separate almeno  200.000. Le notevoli differenze genetiche negli  scimpanzé Nigeria-Camerun potrebbero venire dall’adattamento ai diversi ambienti, un po’ come è successo all’Homo sapiens sapiens.

Ma gli habitat sui quali questi scimpanzé fanno affidamento possono essere particolarmente minacciati. «Siamo stati sorpresi nel vedere che gli scimpanzé Nigeria-Camerun che vivono nell’ habitat savana-bosco del Camerun centrale sono sotto la minaccia più immediata del cambiamento climatico e che potrebbero perdere completamente il loro habitat nella durata della nostra vita» ha detto Sesink Clee. Il suo team è arrivato a questa conclusione basandosi sullsa localizzazione degli scimpanzé e le caratteristiche ambientali di quei luoghi. Poi hanno previsto come questi habitat cambierebbero all’interno degli scenari di cambiamento climatico per gli anni 2020, 2050 e 2080 dell’ Intergovernmental Panel on Climate Change e prendendo in considerazione diversi fattori, tra cui l’uso di combustibili fossili e non fossili, la crescita della popolazione umana e le politiche di protezione ambientale.

Il team di ricerca prevede un piccolo cambiamento nella foresta pluviale dell’habitat montano, ma la popolazione che vive nell’ecotono savana-foresta il declino potrebbe essere rapidissimo entro il 2020 e, nel peggiore dei casi, potrebbe scomparire quasi del tutto entro il 2080. Con circa la metà del 6000 scimpanzé Nigeria Camerun esistenti vivono nell’ecotono del Camerun centrale, ed i risultati suggeriscono che «Questa sottospecie di scimpanzé è particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici». Gli autori degli studi fanno notare i loro modelli «possono essere una sorta di scenario peggiore per il cambiamento climatico, perché non tengono conto del potenziale di queste popolazioni di scimpanzé di adattarsi ai cambiamenti indotti dai cambiamenti climatici, o di migrare verso nuove aree con condizioni ottimali. D’altra parte, gli scimpanzé continuano ad affrontare le altre minacce della perdita di habitat per utilizzi umani del suolo umani, così come la caccia illegale».

Mary Katherine Gonder, della  Wildlife Conservation Society – Cameroon, conclude: «Sappiamo molto poco degli  scimpanzé Nigeria-Camerun in natura, Ma tutto ciò che abbiamo imparato su di loro suggerisce che il Camerun è un luogo particolarmente importante per preservare la diversità trovato all’interno della specie. I governi del Camerun e della Nigeria hanno fatto passi importanti negli ultimi cinque anni per salvare le loro rimanenti popolazioni scimpanzé. Gli articoli pubblicati questa settimana da  BMC Evolutionary Biology amplificheranno questi sforzi, fornendo una solida base ai policy makers di questi Paesi per rafforzare i loro argomenti per un’ulteriore protezione di luoghi, come il Camerun centrale,  che sono stati spesso trascurati nelle attività di pianificazione della conservazione delle grandi scimmie».