I primati utilizzano un albero caduto per fare un raid in un campo di mais

Anche gli scimpanzé rubano, a causa degli uomini. Ecco perché [VIDEO]

Filmato per la prima volta un branco che si sposta tranquillamente al buio

[23 ottobre 2014]

In Africa, nei territori in rapida evoluzione e fortemente influenzati dalle attività antropiche, gli scimpanzé e le altre grandi scimmie si trovano ad affrontare nuove sfide per coesistere con gli esseri umani. Per le comunità di scimpanzé (Pan troglodytes) che vivono nei territori invasi dall’homo sapiens, non delimitati da branchi rivali conspecifici, ma dai campi agricoli coltivati dagli esseri umani, questi confini rappresentano aree ad alto rischio.

Per studiare l’ipotesi che gli scimpanzé utilizzino strategie specifiche per compiere incursioni fuori dalla foresta e saccheggiare i campi di mais ed  evitare il rischio di essere scoperti dagli umani di guardia i loro campi, un team di ricercatori francesi e ugandesi ha girato video di scimpanzé ai margini della foresta del Kibale National Park, in Uganda, circondata da una piantagioni di  mais.  Ne è uscito fuori lo studio “Wild Chimpanzees on the Edge: Nocturnal Activities in Croplands” pubblicato su Plos One nel quale il team capeggiato da Sabrina Krief, una nota primatologa del Museum national d’histoire naturelle di Parigi, rivela che gli scimpanzé «contrariamente alle nostre aspettative, sono in gran parte impegnati in raid nelle coltivazioni, compresi i soggetti vulnerabili, come le femmine con i cuccioli aggrappati a loro».

Ma la cosa davvero eccezionale e che ha sorpreso gli scienziati è che gli scimpanzé si sono trasformati in “ladri” notturni e che «rimangono anche più a lungo nel campo di mais e presentano pochi segni di vigilanza e di ansia durante questi crop-raid notturni». In 20 giorni i video hanno registrato 14 incursioni di scimpanzé che utilizzavano l’albero-ponte. In media ai raid partecipavano  individui, gruppi che spesso includevano madri con cuccioli e spesso gli scimpanzé lasciavano il campo con una scorta di pannocchie di mais.

I ricercatori fanno notare che «non esistono studi precedenti cha abbiano riportato raid  nelle coltivazioni dopo il tramonto». Erano già stati notati scimpanzé svolgere attività notturne, ma solo durante le notti di luna piena, i filmati girati nel campo confinante con la foresta del Kibale National Park  è la prima dimostrazione che questi primati non solo svolgono  attività notturne dopo il crepuscolo, ma anche durante una buia notte senza luna.

Secondo i ricercatori, «la distruzione degli habitat può aver promosso adeguamenti comportamentali come lo sfruttamento notturno delle coltivazioni all’aperto (…). Anche se l’home range degli scimpanzé è stato gravemente danneggiato e disturbato sia dalle attività di deforestazione che da una significativa pressione demografica umana, gli scimpanzé hanno dimostrato una grande flessibilità comportamentale, compreso l’imprevisto comportamento notturno, per sfruttare la vicinanza del nutriente cibo domestico. I nuovi risultati sui raid notturni degli scimpanzé possono aiutare a formulare raccomandazioni favorevoli per gli agricoltori locali e le autorità del Parco oltre a quelli già elencati come “orientamenti sulle buone pratiche” dall’Iucn riguardo ai conflitti uomo-fauna selvatica».

Fino ad ora sembrava che gli scimpanzé preferissero avventurarsi in campi nel  tardo pomeriggio poco prima del tramonto, ma durante questi raid diurni gli animali emettono grida e richiami e mostrano chiari segni di stress e lanciano feci. Invece nell’area del Parco Nazionale dove sono stati ripresi i raid notturni, anche se  un terzo degli scimpanzé hanno cicatrici o arti mancanti proprio a causa degli scontri con gli esser umani, e se questo avrebbe dovuto rendere particolarmente caute le grandi scimmie, le immagini mostrano animali che non hanno paura mentre saccheggiano di notte i campi degli agricoltori.

Il video che pubblichiamo, girato grazie alle telecamere motion-sensing utilizzate dal team del Projet pour la conservation des grands singe al quale partecipa la Krief, mostra uno scimpanzé con una pannocchia di mais in bocca che usa, come il suo branco, un albero caduto utilizzato come ponte  per attraversare un fossato, profondo un paio di metri e largo altrettanto, destinato a proteggere i campi coltivati dagli elefanti. Lo scimpanzé sembra rilassato ed oscilla con disinvoltura tra i rami e i ricercatori sono stupiti del fatto che le scimmie non sembrino prendere in considerazione i rischi che corrono con le loro incursioni. Invece delle piccole bande furtive che solitamente gli scimpanzé organizzano in altre occasioni per portare a termine missioni rischiose, i raid nei campi coltivati in questa area dell’Uganda vengono realizzati da grandi gruppi che comprendono anche individui vulnerabili ed addirittura esemplari gravemente mutilati negli scontri  con gli esseri umani o dalle trappole, i raid degli scimpanzé non sono per niente silenziosi e la banda di ladri non fugge rapidamente, anzi, alcuni approfittano della pause nella bisboccia per copulare.

Secondo gli scienziati, gli scimpanzé potrebbero essere così rilassati perché hanno organizzato il saccheggio in una notte oscura e senza luna. Cosa molto strana per primati che hanno normalmente abitudini rigorosamente diurne, un comportamento che però è stato efficace fino a che i loro predatori più pericolosi erano i leopardi, che cacciano di notte. Ora che il posto dei leopardi, ormai quasi estinti a KIbale, è stato preso dagli uomini, che la notte preferiscono dormire, gli scimpanzé sembrano essersi adeguati in una maniera incredibile.

Ma c’è un altro problema: gli scimpanzé non hanno alcun adattamenti particolare per vedere di notte, quindi  i ricercatori non sono sicuri di come gli animali siano in grado di muoversi efficacemente al  buio e non sono nemmeno sicuri anche se il sospetto è forte) che stiano deliberatamente approfittando del buio o compiano semplicemente irruzioni nei capi quando il mais è più maturo ed abbondante. Ma dopo aver visto le eccezionali immagini dei raid al buio, i  ricercatori sono sempre più  convinti che «La vita notturna degli scimpanzé sia stata trascurata e ci siamo probabilmente persi alcune attività interessanti». Dato che il Kibale National Park è in un’area equatoriale, la notte dura tutto l’anno per la metà della giornata, quindi chissà cosa combinana davvero di notte questa banda di primati ladri. Ma la scoperta apre nuovi problemi per la convivenza tra le grandi scimmie e gli uomini che vivono ai margini di parchi e riserve. Lo studio “Farmers’ Perceptions and Actions to Decrease Crop Raiding by Forest-Dwelling Primates Around a Rwandan Forest Fragment”, pubblicato ad aprile su Human Dimensions of Wildlife, ha scoperto che in Rwanda  le incursioni di scimmie causano perdite dal 10 al 20% per il reddito di un agricoltore e che gli  scimpanzé si cibano di ben 36 diverse specie coltivate, dalle banane alla papaia, dai limoni al caffè.

Il furto nei campi è però un’attività sempre più pericolosa per gli scimpanzé: se i contadini spesso si limitano a tirargli pietre o a spaventali sbattendo i coperchi delle pentole, altri cercano di ucciderli e con le popolazioni di Pan troglodytes già in forte diminuzione per perdita di habitat, bracconaggio e malattie, l’acuirsi del conflitto con gli uomini potrebbe portare all’estinzione degli scimpanzé in altre aree dell’Africa. Inoltre i raid nei campi di mais potrebbero avere anche un altro lato negativo: nell’area di Kibale dove sono stati girati i video, gli scimpanzé presentano un’alta frequenza di malformazioni congenite, che, scrivono i ricercatori, «può essere correlata all’esposizione alle sostanze chimiche mentre effettuano i raid nelle coltivazioni».

La Krief ha appena pubblicato insieme al fotografo Jean-Michel Krief, anche lui del Projet pour la conservation des grands singes, un eccezionale libro, “Les chimpanzé des Monts de la Lune”,  che fa il punto sulle ricerche su questi primati in Repubblica democratica del Congo e in Uganda: migliaia di osservazioni che hanno portato a scoperte eccezionali come quella delle bande di ladri notturni a Kibale ma anche su come gli scimpanzé orfani si riadattano alla vita selvatica e soprattutto su come queste grandi scimmie si curano. La Krief spiega che «Gli scimpanzé quando sono malati consumano delle piante particolari» e, partendo dalla loro osservazione, è riuscita ad isolare  una ventina di nuove molecole con proprietà farmacologiche. Scoperte che potrebbero avere conseguenze positive per la coabitazione tra uomini e scimpanzé “ladri-farmacisti” nelle aree densamente antropizzate. «Un’avventura scientifica ed umana eccezionale – conclude la primatologa francese – che ci fa misurare fino a che punto gli scimpanzé ci siano vicini».

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  • Chimp raiders rob corn fields at night