Gli squali migratori sono più protetti: successo dello Sharks MOU in Costa Rica

Altre 22 specie di pesci sega, mante, mobule e squali inserite tra quelle protette

[24 febbraio 2016]

Squali Costa Rica

Durante la seconda riunione dei Memorandum of Understanding on the Conservation of Migratory Sharks (Sharks MOU), tenutasi a San José, la capitale del Costa Rica, 39 Paesi e l’Unione europea si sono trovati d’accordo per migliorare la protezione delle specie di squali e razze migratrici, hanno incluso 22 nuove specie tra quelle protette ed hanno fissato una serie di nuove priorità di salvaguardia. l’Unione europea ha accettato di concedere protezione a ulteriori 22 specie di squali e razze.

Le 22 specie inserite tra quelle protette sono 5 specie di pesci sega, 3 di squali volpe, 9 di mobule, la manta della barriera corallina, la manta gigante, lo squalo seta, il grande squalo martello e lo squalo martello smerlato. Una decisione che aumenta in modo significativo il numero di specie di squali e razze protette dallo Sharks MOU, che ora include tutte le specie dei due gruppi più minacciati: pesci sega e squali volpe.

Le altre principali decisioni prese dal meeting Sharks MOU riguardano: L’adozione di un piano di conservazione e di un programma di lavoro per i prossimi tre anni (2016-2018 e con l’obiettivo di rafforzare la ricerca, il monitoraggio e la raccolta dei dati per comprendere meglio le popolazioni di squali e la pesca. I governi dovranno anche rafforzare la loro cooperazione con gli organismi internazionali per assicurare la protezione degli habitat critici degli squali. La decisione di istituire il Conservation Working Group, composto da esperti di fama mondiale sulla pesca degli squali, l’ecologia delle popolazioni, aspetti socio-economici, commercio,  tracciabilità, governance, tassonomia, life history e distribuzione geografica delle specie. Entro i prossimi tre anni, il gruppo di lavoro svilupperà una strategia di cooperazione con gli enti e le organizzazioni della pesca.

Bradnee Chambers, segretario esecutivo della Convention on the Conservation of Migratory Species of Wild Animals (CMS), ha sottolineato  che «I grandi predatori degli oceani aiutano a mantenere l’equilibrio degli ecosistemi marini, garantire la loro sopravvivenza è di interesse globale e quindi richiede un’azione concertata e la cooperazione da parte dei governi, dell’industria della pesca, delle comunità locali, delle associazioni ambientaliste, degli scienziati e dell’opinione pubblica in generale. Come ha confermato il meeting  in Costa Rica, il CMS Sharks MOU fornisce il quadro di questa collaborazione essenziale».

Gli squali sono estremamente vulnerabili alla sovra-pesca perché crescono molto lentamente,  raggiungono tardi la maturità sessuale e producono poca prole. La rapida crescita della pesca agli squali, in gran parte non regolamentata, e le catture accessorie hanno ridotto drasticamente molte popolazioni di squali e razze in tutto il mondo: si stima che ogni anno vengano uccisi 100 milioni di squali. Secondo la Lista Rossa dell’International Union for Conservation of Nature, ben un quarto delle oltre 1.000 specie conosciute di squali, razze e chimere sono in pericolo di estinzione, e solo il 23% sono classificate come Least Concern, il livello più basso di tutti i vertebrati».

Al summit Sharks MOU ha partecipato anche il presidente del Costa Rica, Luis Guillermo Solís, che ha chiesto una  gestione sostenibile della pesca a livello internazionale, evidenziando che «Deve essere trovato il necessario equilibrio tra la conservazione e l’uso sostenibile e tra gli ambientalisti e le comunità di pescatori». Solís anche sottolineato «L’importanza di avere dati e ricerche affidabili come base per prendere buone decisioni politiche a livello nazionale, regionale e internazionale» e «La necessità di gestire le risorse naturali con saggezza».

Sarah Fowler, una nota scienziata marina ed esperta di squali, è intervenuta alllo Sharks MOU evidenziando che «Quando gestite con attenzione, le popolazioni in salute di squali e razze sono in grado di supportare una pesca sostenibile e le attività di ecoturismo che offrono sicurezza alimentare e di reddito alle comunità costiere e prodotti per i mercati di esportazione. Messi nsieme, possono essere più preziosi della sola pesca».

Il Portogallo è stato il quarantesimo Paese a firmare il memorandum d’intesa sugli squali, al quale aderisce anche l’Italia. 7 Ong, tra le quali International Fund for Animal Welfare (Ifaw), Project Aware, the Shark Trust, Sharks Advocates International, Manta Trust e Wildlife Conservation Society (Wcs), sono diventate partner ufficiali del coordinamento Sharks MOU. Un gruppo di Associazioni ambientaliste internazionali di conservazione ha lanciato una nuova strategia decennale che delinea le priorità globali per la conservazione degli squali e razze.

John Carlson, il presidente dell’Advisory Committee dello Sharks MOU, ha concluso: «La pesca eccessiva e la modifica e la perdita degli habitat hanno dimostrato di influenzare le popolazioni di squali e razze. Gli accordi raggiunti al secondo  Meeting dello Sharks MOU chiamano i Paesi ad aumentare i loro sforzi per migliorare la nostra comprensione delle popolazioni di squali e razze migratori»