Gli stupefacenti corvi della Nuova Caledonia: possono creare strumenti mettendo insieme più pezzi (VIDEO)

Mostrano abilità nel costruire attrezzi che negli esseri umani arrivano dopo i 5 anni di vita

[26 ottobre 2018]

I corvi della Nuova Caledonia (Corvus moneduloides )  non cessano di stupire con la loro intelligenza: il nuovo studio “Compound tool construction by New Caledonian crows” pubblicato su  Scientific Reports da un team di scienziati del Max-Planck-Institut für Ornithologie (MPIO) e dell’Università di Oxford ha rivelato che questi uccelli quasi scomparsi a causa dell’uomo «sono in grado di creare strumenti combinando due o più elementi altrimenti non funzionali, un’abilità finora osservata solo negli umani e nelle grandi scimmie»

Lo studio dimostra che questi uccelli possono creare strumenti più lunghi, e quindi di maggiore portata, utilizzando  piccole parti combinabili: «Un’impresa mentale sorprendente – dicono al MPIO –  L’assemblaggio di componenti diversi in nuovi strumenti funzionali e manovrabili era stato fino ad ora osservato solo nelle scimmie e gli antropologi considerano la produzione recoce di strumenti composti come un passo significativo nell’evoluzione cerebrale. I bambini impiegano diversi anni prima di creare nuovi strumenti, probabilmente perché richiede l’anticipazione delle proprietà di oggetti non ancora visti. Tale anticipazione, o pianificazione, viene solitamente interpretata come implicante la modellizzazione mentale creativa e le funzioni esecutive»«.

Lo studio dimostra che i corvi della Nuova Caledonia possiedono «abilità altamente flessibili che consentono loro di risolvere problemi complessi che comportano l’anticipazione delle proprietà di oggetti che non hanno mai visto»..

Auguste von Bayern del Max-Planck-Institut für Ornithologie  conferma che «Le combinazioni le hanno capite da soli. I corvi della Nuova Caledonia del Pacifico meridionale  sono della stessa specie di Betty, che è diventata famosa nel 2002 come il primo animale che ha dimostrato di essere in grado di creare uno strumento uncinato piegando un materiale flessibile».

I ricercatori erano già stati in grado di dimostrare come questa straordinaria specie fosse in grado di utilizzare e realizzare utensili in natura e in cattività, ma prima non erano mai stati in grado di combinare più di un pezzo per realizzare uno strumento.

Secondo Alex Kacelnik, del dipartimento di zoologia dell’università di Oxford, «I risultati confermano che questi corvi possiedono abilità altamente flessibili che consentono loro di risolvere rapidamente nuovi problemi, ma non ci mostrano come lo fanno. È possibile che utilizzino una qualche forma di simulazione virtuale del problema, come se nei loro cervelli  venissero svolte diverse azioni potenziali fino a quando non ne esce una soluzione praticabile, e poi lo fanno. Processi simili sono modellati nelle intelligenze artificiali e implementati nei robot fisici, come modo per capire meglio gli animali e scoprire modi per costruire macchine in grado di raggiungere soluzioni creative autonome a nuovi problemi»

I ricercatori hanno presentato a 8 corvi della Nuova Caledonia una scatola con un rompicapo da risolvere che non avevano mai visto prima: dentro c’era un piccolo contenitore di cibo dietro una porta che lasciava uno stretto spazio lungo il fondo. Inizialmente, gli scienziati hanno lasciato alcuni bastoni sufficientemente lunghi sparsi qua e là, e tutti gli uccelli ne hanno colto rapidamente uno, l’hanno inserito attraverso l’apertura anteriore e hanno spinto il cibo verso un’apertura sul lato della scatola. Tutti e 8 gli uccelli ci sono riusciti senza alcuna difficoltà. Poi, gli scienziati hanno messo l cibo in profondità all’interno della scatola, ma hanno fornito solo pezzi corti, troppo corti per raggiungerlo. Questi pezzi potevano potenzialmente essere combinati tra di loro, dato che alcuni erano vuoti e altri potevano adattarsi al loro interno. In un test,  hanno dato agli uccelli delle siringhe ipodermiche smontate. Senza alcun aiuto o dimostrazione, quattro corvi hanno parzialmente inserito un pezzo in un altro e hanno utilizzato il pezzo composto più lungo risultante per raggiungere ed estrarre il cibo. Alla fine della ricerca, che prevedeva 5 fasi, gli scienziati hanno reso il compito più difficile fornendo parti combinabili ancora più corte e hanno scoperto che un uccello in particolare, “Mango”, era in grado di creare strumenti composti con 3 e persino 4 parti.

I ricercatori avvertono che «I processi mentali con cui gli uccelli raggiungono i loro obiettivi non sono stati ancora pienamente stabiliti», ma sottolineano che «La capacità di inventare uno strumento è di per sé interessante. Pochi animali sono in grado di produrre e utilizzare strumenti, e anche nello sviluppo umano la capacità emerge solo in ritardo. Mentre i bambini iniziano a usare gli strumenti in modo affidabile quando hanno circa 18 mesi, inventano solo nuovi strumenti adatti a risolvere un dato problema in modo affidabile quando hanno almeno cinque anni. I reperti archeologici indicano che tali strumenti composti sono sorti solo in ritardo nell’evoluzione culturale umana (probabilmente circa 300.000 anni fa nel Paleolitico medio) e potrebbero aver contribuito alla nostra capacità di pianificazione, cognizione complessa e al linguaggio».

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  • Crows using compound tools