Gli ultimi leopardi dell’Indocina stanno per estinguersi

Il leopardo indocinese ha perso il 95% del suo areale e la popolazione cambogiana rimasta è diminuita del 72% in 5 anni

[2 marzo 2018]

Lo studio “An adaptable but threatened big cat: density, diet and prey selection of the Indochinese leopard (Panthera pardus delacouri) in eastern Cambodia”, appena pubblicato su Royal Society Open Science  da un team della Wildlife conservation research unit (WildCru) dell’università di Oxford, da Panthera, Wwf Cambodia, American museum of natural hHistory e ministero dell’agriovoltura, foreste e pesca della Cambogia, ha confermato che «L’ultima popolazione mondiale riproduttiva di leopardi in Cambogia è a rischio immediato di estinzione, dopo essere diminuita del 72% durante un periodo di cinque anni». Il problema è che questa popolazione è anche l’ultima rimasta in tutta l’Indocina, che comprende Cambogia, Laos e Vietnam.

Lo studio, condotto nelle pianure orientali della Cambogia, ha rivelato una delle più basse concentrazioni di leopardi mai riportate in Asia, con una densità di un individuo ogni 100  Km2  e denuncia che sono in particolare e l’aumento del bracconaggio, per foraggiare il commercio illegale di animali selvatici e di carne di selvaggina, le cause del drammatico declino.

Uno degli autori dello studio, Jan Kamler, coordinatorere del Panthera Southeast Asia Leopard Program, evidenzia che «Questa popolazione rappresenta l’ultimo barlume di speranza per i leopardi in tutto il Laos, Cambogia e Vietnam, una sottospecie sull’orlo del’estinzione, manca un battito di palpebre. Non possiamo più, come comunità internazionale, trascurare la conservazione di questo felino selvatico unico. Mentre il mondo si prepara per celebrare sabato il World Wildlife Day, dobbiamo riunirci nell’azione, non solo a parole, per frenare l’epidemia di bracconaggio alla quale fanno fronte a questo stupendo grande felino ed altri in tutto il mondo»

Un altro autore dello studio, David Macdonald, direttore di WildCru, ha ricordato che «I leopardi sono un monumento all’opportunismo, si adattano agli habitat dal deserto alla giungla urbana, ma la loro adattabilità rischia di essere una caratteristica mortale: la gente pensa “oh, tanto i leopardi se la caveranno”. Ma non lo faranno. Quasi ovunque stanno andando peggio di quanto pensasse la gente e le nostre scoperte dimostrano che nel Sudest asiatico si stanno dirigendo verso la catastrofe».

Gli scienziati hanno anche scoperto che la principale preda dei leopardi cambogiani è il banteng (Bos javanicus), un bovino selvatico che può arrivare a pesare 800 Kg. In particolare erano i leopardi maschi a prendere di mira questo grande mammifero, rendendo quella indocinese l’unica popolazione di leopardo conosciuta al mondo, la cui preda principale pesa più di 500 kg, più di cinque volte il peso di un leopardo. Gli scienziati ritengono che i banteng siano diventate le prede più ambite dei leopardi dopo l’estinzione locale delle tigri nel 2009, il che ha creato un vuoto predatorio che è stato riempito da questa specie opportunistica e altamente adattabile.

Incentivate dalle scoperte dello studio, Panthera e WildCru stanno collaborando con ricercatori locali per realizzare un monitoraggio efficace in questa regione, compreso l’utilizzo di Panthera PoacherCams e un’azione per rafforzare le leggi ambientali, multare pesantemente i bracconieri e istituire Zone di conservazione rigorosamente protette.

Storicamente presente in tutto il sud-est asiatico, il leopardo indocinese (Panthera pardus delacouri) ha perso il 95% del suo areale ed entro la fine di quest’anno rischia di essere classificato nella Lista Rossa Iucn come minacciato gravemente di estinzione.

Oltre al bracconaggio diretto e, alla perdita di habitat, al calo delle prede causato dai bracconieri, i leopardi devono affrontare sempre più conflitti con una popolazione umana in crescita e sempre più invasiva. Tutto questo ha creato un cocktail micidiale di minacce per i leopardi in Asia e in tutto il mondo.

La principale autrice dello studio, Susana Rostro-Garcia del WildCru, conclude; «Gran parte del bracconaggio in Cambogia e in tutto il Sud-Est asiatico è dovuto alla crescente domanda di carne di animali selvatici. I territori selvaggi sono ricoperti da migliaia di trappole ​​destinate a catturare cinghiali e cervi per rifornire i mercati di selvaggina. Sfortunatamente, queste trappole hanno un impatto negativo anche su molte altre specie, con i leopardi e altri animali selvatici spesso catturati come catture accessorie e le loro parti più preziose vengono asportate e vendute ai commercianti illegali di animali selvatici».