Gli ultimi mammut sono morti di sete 5.600 anni fa

Erano sopravvissuti in una piccola isola nello stretto di Bering

[2 agosto 2016]

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Quando la cultura minoica a Creta era solo agli albori, i mammut stavano scomparendo da quella che oggi è St. Paul Island, in  Alaska, secondo un team di scienziati statunitensi e canadesi che hanno datato questa estinzione di 5.600 anni fa.

St. Paul Island si trova a circa 400 miglia a nord delle isole Aleutine e faceva parte del Ponte di  terra di Beringg che collegava l’Asia all’America, prima che il livello del mare salisse, quando si è concluso l’ultimo periodo glaciale si è conclusa.  Sull’Isola sono stati trovati i resti di 5 mammut che precedentemente i ricercatori avevano datato a con il  radiocarbonio a circa 6480 anni fa, ma non c’era modo di sapere se questi fossero stati gli ultimi 5 mammut.

Per cercare di capire cosa era successo e quando i mammut si fossero estinti sull’isola, gli scienziati hanno utilizzato tre diverse spore di funghi che crescono nello sterco dei grandi animali e Graham  spiega: «Si vede una riduzione delle tre specie di funghi, che sono tutti associati agli escrementi di grandi animali. Queste spore sono un marcatore per la presenza di grandi animali come i mammut».

Gli unici altri mammiferi che sembra vivessero sull’isola in tempi “preistorici” erano le volpi artiche, i toporagni e gli orsi polari, ma non c’è nessuna prova della presenza di orsi polari prima di 4.000 anni fa. Gli esseri umani non sono arrivate sull’isola solo nel 1787 dopo Cristo. .

Il DNA trovato in campioni raccolti in un lago hanno dimostrato la presenza di DNA di mammut fino 5.650 anni fa (con una variazione di  più o meno 80 anni), dopo quell’epoca non c’è più nessuna traccia di DNA di mammut e quindi i mammut si sarebbero estinti sull’isola. Il branco di mammut di St. Paul Island potrebbe essere quindi uno degli ultimi gruppi di questi pachidermi ad aver vissuto sulla Terra. Gli ultimi mammut sopravvissuti di cui si hanno dati certi sono quelli di Wrangel Island, nell’Oceano Artico. Si pensa si siano estinti 4.000 anni fa.

Secondo Russell Graham, un geoscenziato della Pennsylvania State University, «E’ incredibile che sia andato tutto in modo così preciso, con la datazione dell’estinzione a 5.600, con una variabile di più o meno 100 anni».  Il suo team evidenzia nello studio “Timing and causes of mid-Holocene mammoth extinction on St. Paul Island, Alaska”, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, che «La scomparsa dei mammut di St. Paul è oggi una delle estinzioni preistoriche meglio datate».

I ricercatori hanno utilizzato le spore fungine e altri  proxy ambientali per studiare i cambiamenti dell’habitat al momento dell’estinzione dei mammut e spiegano che «L’isola, che si è formata tra 14.700 e 13.500 anni fa, si è ridotta rapidamente fino a 9.000 anni fa e ha continuato lentamente a restringersi fino a 6.000 anni fa e ora ha un’area di solo 42 miglia quadrate. Mentre le grandi animali come i mammut si sono estinti nei continenti circa 12.000 anni fa a causa di cambiamenti climatici e della ristrutturazione degli habitat, sull’isola il processo è stato diverso. Il rimpicciolimento dell’isola ha concentrato i mammut in un’area più piccola ed è  diminuita l’acqua disponibile. Il polline dai nuclei del lago indica che l’area intorno al lago è stato spogliato della vegetazione dai mammut. Come gli elefanti odierni, quando l’acqua diventa torbida e fangosa, i mammut hanno probabilmente scavato buche nelle vicinanze per ottenere acqua pulita. Entrambe queste cose hanno aumentato l’erosione nell’area e hanno contribuito a riempire il lago, diminuendo ancora di più l’acqua disponibile».

Graham ha detto alla BBC News: «Se non c’era abbastanza pioggia o neve che si scioglieva sulle cime e arrivava fino ai  laghi fino, gli animali possono essere morti molto rapidamente. Sappiamo che gli elefanti moderni hanno bisogno  tra i 70 ei 200 litri di acqua al giorno. Partiamo dal presupposto che per i mammut fosse lo stesso. Non sarebbe passato molto tempo prima che la ozza d’acqua si era prosciugasse. Se si fosse prosciugata anche solo per un un mese, avrebbe potuto essere fatale».

Pollini e spore fossili dimostrano che dopo l’estinzione dei mammut, i l’erosione si è fermata e la vegetazione ha rioccupato la zona. «In sostanza – dice il team di scienziati –  i mammut hanno contribuito alla loro morte».

I ricercatori concludono che questo studio «Mette in evidenza la limitazione dell’’acqua dolce come un driver dell’estinzione trascurato e sottolinea la vulnerabilità delle piccole popolazioni insulari ai cambiamenti ambientali, anche in assenza di influenza umana».