Gli uomini “corrompono” i macachi: stanno perdendo la capacità di usare strumenti di pietra

[22 agosto 2013]

I macachi birmani dalla coda lunga o mangia-granchi (Macaca aurea fascicularis) sono una rara sottospecie dei comuni macachi dalla coda lunga del sud est asiatico, vivono solo in Myanmar e in alcune confinanti della Thailandia. In alcune località costiere queste scimmie utilizzano strumenti di pietra per rompere il guscio degli invertebrati dei quali si cibano, come striche, lumache di mare e granchi. Ma nello studio Human activity negatively affects stone tool-using Burmese long-tailed macaques Macaca fascicularis aurea in Laem Son National Park, Thailand, pubblicato su Oryx, un team di ricercatori di Singapore, Giappone e Thailandia lancia l’allarme: «L’agricoltura umana e l’introduzione di cani domestici sono una minaccia per la capacità dei macachi birmani dalla coda lunga di usare strumenti di pietra».

Il team scientifico, guidato dalla Nanyang technological university (Ntu) di Singapore, ha scoperto questa regressione delle abilità delle scimmie nel Laem Son National Park, ed ha informato le autorità di Bangkok che nella gestione dei loro parchi nazionali marini dovrebbero prestare maggiore attenzione all’utilizzo delle pietre come strumenti da parte dei macachi.

Michael Gumert  della Division of Psychology della Ntu, sottolinea che «I macachi cambiano facilmente il loro comportamento alimentare quando sono influenzati dagli esseri umani e noi siamo preoccupati che non utilizzando le pietre i macachi perderanno il loro comportamento di alimentazione tradizionale, se continua lo sviluppo illegittimo all’interno del parco protetto». Infatti nell’isola di Piak Nam Yai, luogo scelto dal team per i suoi studi nel di ricerca del team all’interno Laem Son National Park, hanno scoperto che l’impatto umano sta alterando i comportamenti dei macachi e gli ecosistemi dell’isola.

La maggiore preoccupazione viene dall’espansione illegale delle aziende agricole che raccolgono gomma e  dalle piantagioni di palma da olio all’interno del parco che stanno abbattendo porzioni sempre più grandi di foresta. Gli esseri umani sono anche entrati in competizione con i macachi per il cibo, dato che sulla costa protetta hanno intensificato la raccolta di bivalvi, come vongole e ostriche.

Un’altra grande preoccupazione è gli attacchi ai macachi portati dai cani da guardia delle piantagioni: i cani stanno allontanando le scimmie dalle rive, il che inibisce la loro attività di raccolta degli invertebrati con l’utilizzo di pietre. I ricercatori spiegano così questa regressione culturale e tecnica dei macachi: «Poiché questi macachi sono costretti a diventare più vigili ed a  tenere sulla costa gli occhi costantemente  puntati sui cani stanno mettendo meno attenzione nell’apprendimento dell’utilizzo degli  utensili che utilizzano i modelli forniti loro dagli  anziani».

Gumert spiega ancora: «Le tradizioni hanno bisogno di sicurezza e stabilità per svilupparsi correttamente, in caso contrario, le coste diventato un luogo pericoloso  che i macachi devono imparare a evitare, piuttosto che un terreno di apprendimento stabile per lo sviluppo dell’uso di utensili. Se questi cambiamenti continuano, i macachi potrebbero alterare le loro strategie di foraggiamento, e potenzialmente limitare l’ulteriore sviluppo di questo utilizzo delle pietre secondo le tradizioni nelle generazioni future. In generale, quando pensiamo alla salvaguardia, pensiamo alla conservazione delle specie, ma credo che dobbiamo anche preoccuparci pure della salvaguardia del comportamento raro e interessante prodotto da culture animali. Molte specie animali hanno tradizioni uniche e queste tradizioni sono fragili al disturbo. Hanno bisogno di una buona gestione di conservazione degli habitat che favoriscono queste tradizioni».

E’ dal 2007 che i  ricercatori studiano i Macaca aurea fascicularis  di  Piak Nam Yai Island, una popolazione di 192 individui divisa in 9 gruppi, con l’88% degli adulti c he utilizza quotidianamente strumenti di pietra. «Hanno un affascinante cultura litica – sottolinea Gumert – Questi macachi birmani sono le uniche scimmie in Asia che utilizzano strumenti di pietra. Solo due altre specie di primati, tra le centinaia al mondo, utilizzano strumenti di pietra: gli scimpanzé in Africa e scimmie cappuccine in Sud America. Conoscere l’uso di utensili in pietra in un primate ha importanti implicazioni da confrontare con l’utilizzo degli strumenti negli ominidi, così come per  le origini del comportamento culturale. Studiare le tradizioni ci permette di indagare sulla capacità culturale degli animali. C’è bisogno di una migliore protezione per i macachi. In caso contrario, sono preoccupato che perderanno il loro comportamento di foraggiamento naturale, come hanno già fatto molti macachi a Singapore e in altre parti del Sud-Est asiatico».

Il problema è che nel sud-est asiatico la gran parte delle popolazioni di macachi dalla coda lunga si sono abituate a vivere vicini agli esseri umani e ad usufruire delle loro fonti di cibo.  Secondo Gumert, «Questa è la conseguenza diretta dello sviluppo umano e non vogliamo che questi rari macachi  che utilizzano le pietre seguano il percorso di tanti altri macachi nei quali il comportamento naturale è stato distrutto dalle nostre attività. Piak Nam Yai Island, dovrebbe essere completamente protetta dalle attività umane, perché è un parco nazionale e quindi un territorio legalmente protetto per le risorse naturali e della fauna selvatica».

Pensando al futuro, i ricercatori della Ntu e della Chulalongkorn University thailandese sperano di sviluppare un programma di ricerca a lungo termine in Thailandia sui macachi dalla coda lunga che  utilizzano utensili e progettano di realizzare siti di ricerca permanenti su questi animali, per portare studenti ed altri scienziati di studiare il comportamento e l’ecologia di questi macachi.

Gumert conclude: «Dovremo indagare anche in Myanmar, perché pensiamo che questi comportamento possa essere più comune. L’utilizzo di strumenti in pietra da parte dei macachi è stata riportato nel 1880, sulla rivista Nature, da Alfred Carpenter, un marinaio inglese. Vide le scimmie utilizzare utensili nell’Arcipelago delle Myeik  nell’allora Birmania, che è una catena di centinaia di isole. Il Parco Nazionale di Laem Son si trova nella parte meridionale di quella catena di isole e probabilmente rappresenta il confine meridionali di questo comportamento. Dobbiamo entrare in Myanmar e vedere come i macachi sono cambiati da un secolo fa. Queste scimmie sono straordinarie e  sono un tesoro naturale per la regione sud-est asiatico. Credo che qui i macachi che utilizzano le pietre diventeranno un simbolo della conservazione costiera, un simbolo per la protezione dei meravigliosi ecosistemi costieri della Thailandia e del Myanmar, e tutto ciò che dipende da loro».