Gli Usa vogliono utilizzare gli organismi marini per individuare attività nemiche negli oceani

Darpa propone il progetto Pals per bio-monitorare le acque strategiche statunitensi

[8 febbraio 2018]

La Defense advanced research projects agency (Darpa) è preoccupata perché gli oceani e mari del mondo offrono spazi apparentemente infiniti nei quali i nemici  degli Stati Uniti d’America potrebbero penetrare e circolare  indisturbati. Le forze armate Usa dispiegano già reti di piattaforme e sensori presidiati e senza equipaggio per monitorare l’attività avversaria, «Ma  . dicono alla Darpa – la portata del compito è scoraggiante e l’hardware da solo non è in grado di soddisfare ogni esigenza nel dinamico ambiente marino».  Per risolvere questo dilemma Darpa sta pensando di utilizzare la  vita marina come un sensore diffuso dato che  «Gli organismi marini sono molto in sintonia con l’ambiente circostante; la loro sopravvivenza dipende da esso».

A utilizzare come arma difensiva gli organismi marini ci proverà il nuovo programma Persistent Aquatic Living Sensors (Pals) del Biological Technologies Office cdella Darpa che punta «sfruttare le loro capacità di rilevamento naturale per rilevare e segnalare quando attività di interesse si verificano in acque strategiche come gli stretti e il litorale regionale» e che per questo «studierà gli organismi naturali e modificati per determinare quali potrebbero sostenere meglio i sistemi di sensori che rilevano il movimento di veicoli sottomarini con equipaggio e senza equipaggio».  Darpa spiega  che »Pals studierà le risposte degli organismi marini alla presenza di tali veicoli e caratterizzerà i segnali di comportamenti risultanti, in modo che possano essere catturati, interpretati e trasmessi da una rete di dispositivi hardware».

il direttore del Pas Lori Adornato  spiega a sua volta che «L’attuale approccio della Marina statunitense alla rilevazione e al monitoraggio dei veicoli subacquei è incentrato sull’hardware e sulle risorse. Di conseguenza, la capability è principalmente utilizzata a livello tattico per proteggere asset di alto valore, come le portaerei, e quindi meno a livello strategico più ampio. Se riuscissimo ad attingere alle capacità di percezione innata degli organismi viventi che sono onnipresenti negli oceani, potremmo estendere la nostra capacità di tracciare l’attività degli avversari e farlo in modo discreto, su base persistente e con sufficiente precisione per caratterizzare le dimensioni e il tipo di veicoli dell’avversario».

Per  l’agenzia Usa, «Al di là della semplice onnipresenza, i sistemi di sensori costruiti attorno agli organismi viventi offrirebbero una serie di vantaggi rispetto al solo hardware. La vita marina si adatta e risponde al suo ambiente e si auto-replica e si autoalimenta. L’evoluzione ha dato agli organismi marini la capacità di percepire gli stimoli attraverso i loro sensi: tattili, elettrici, acustici, magnetici, chimici e ottici. Anche una luce estremamente scarsa non è un ostacolo per gli organismi che si sono evoluti per cacciare ed eludere nell’oscurità». Indommaa. al Darpa vogliono trasformare l’intera vita marina in un’arma difensiva e forse non solo.

Ma valutare le capacità di rilevamento della vita marina è solo una delle sfide che hanno di fronte i ricercatori del Pals: dovranno anche sviluppare hardware, software e algoritmi per tradurre il comportamento dei singoli organismi in informazioni fruibili e quindi comunicabili agli utenti finali. Alla Darpa evidenziano che «I sistemi hardware distribuiti che operano a una distanza minima di 500 metri devono raccogliere i segnali di interesse dalle specie interessate, elaborarli e distillarli, quindi inoltrarli agli utenti remoti. I sistemi di rilevamento completi devono anche discriminare tra i veicoli bersaglio e altre fonti di stimoli, come detriti e altri organismi marini, per limitare il numero di falsi positivi«.

Adornato punta a dimostrare la validità e i vantaggi di questo approccio in ambienti realistici per trasmettere dati utili ai militari: «Il nostro scenario ideale per Pals è quello di sfruttare una vasta gamma di organismi marini nativi, senza bisogno di addestrarli, ospitarli o modificarli in alcun modo, il che aprirebbe possibilità di attuare questo tipo di rilevamento a molte località».

La Darpa  sottolinea di favorire le proposte che impiegano organismi naturali, ma aggiunge che i possono suggerire modifiche: «Nella misura in cui i ricercatori propongono soluzioni che modifichino i meccanismi di segnalazione degli organismi, i proponenti saranno responsabili dello sviluppo di adeguate salvaguardie ambientali per sostenerne il dispiegamento futuro. Tuttavia, in nessun punto del programma Pals la Darpa testerà organismi modificati al di fuori di strutture di bio-sicure contenute».

L’agenzia prevede che Pals sarà un programma di ricerca quadriennale fondamentale che richiederà contributi nei campi  di: biologia, chimica, fisica, apprendimento automatico, analisi, oceanografia, ingegneria meccanica ed elettrica e rilevamento di segnali deboli. L’inquietamnte e fantascientifico programma bio-militare verrà presentato ufficialmente il 2 marzo ad Arlington, in Virginia, dove verranno fornite ulteriori informazioni su Pals e verranno date risposte alle domande dei potenziali proponenti.