Global warming: i trichechi invadono le spiagge dell’Alaska settentrionale. Non ci sono lastroni di ghiaccio in mare

[20 settembre 2013]

Il portavoce dell’US Fish and Wildlife Service Andrea Madeisors, ha detto che l’agenzia statale Usa sta prendendo provvedimenti per proteggere centinaia di trichechi che si sono ammassati sulla costa nord-ovest dell’Alaska, in particolare per  prevenire le fughe precipitose tra questi animali che si stanno affollando nelle piccole e remote spiagge artiche.  Le misure comprendono la limitazione dei voli nella zona e una campagna di informazione nei villaggi vicini perché gli abitanti evitino di avvicinarsi ai branchi di trichechi.

Il Wwf Usa  utilizzando le foto scattate il 14 settembre dai ricercatori del Fish and Wildlife Service , stima che tra i 2.000 e i 4.000 trichechi siano approdati in una spiaggia vicino a Point Lay, una comunità degli “eschimesi” inupiat  a 300 miglia a sud ovest di Barrow e a 700 km a nord ovest di Anchorage. Gli ambientalisti avvertono che, se spaventati da un aereo, un cacciatore umano o da un orso polare,  i trichechi si precipitano verso l’oceano travolgendo i cuccioli come successe nel 2009 ad Icy Cape, in Alaska, dove rimasero schiacciati a morte più di 130 giovani trichechi.

Le femmine di tricheco partoriscono nel Bering  in estate e poi utilizzano i lastroni di ghiaccio per spostarsi con i figli verso nord attraverso lo stretto di Bering e nel Mare dei Chukchi. I trichechi infatti non possono nuotare per sempre ed utilizzano lastre di ghiaccio, scogliere e spiagge per riposarsi. Il ghiaccio marino era stato fino ad ora un “santuario” per allevare i cuccioli e la base dalla quale le mamme tricheco partivano a caccia di bivalvi, lumache e vermi marini.

Ma, nonostante quel che dicono anche in questi giorni gli ecoscettici che parlano di un miracoloso aumento della banchisa polare, il global warming ha sciolto le lastre di ghiaccio ben oltre le acque poco profonde del mare Chukchi, spazzando via anche quello che si formava in aree dove il mare arriva a qualche Km di profondità. È questa mancanza di lastre di ghiaccio marino che ha costretto migliaia di trichechi a rifugiarsi nelle spiagge dell’Alaska.

Un gran numero di trichechi è stato avvistato per la prima volta sulle coste statunitensi del mare dei Chukchi nel 2007. Poi questi giganteschi pinnipedi sono tornati nel 2009 e nel 2011 e ormai sono arrivati a contare 20.000 esemplari nell’area di Point Lay. Nel 2008 e nel 2012 i trichechi non si son visti sulle spiagge proprio perché c’era ancora ghiaccio galleggiante in mare aperto.

Anche Margaret Williams, direttrice dell’Arctic field program del Wwf Usa, smentisce le notizie di un “raffreddamento” dell’Artico proprio partendo dalla presenza dei trichechi sulle coste dell’Alaska: «Il 2013 si preannuncia come uno dei record più bassi per il ghiaccio marino. Gran parte della fauna selvatica dell’Artico dipende da questo ghiaccio. Questi cambiamenti che stiamo vedendo sono un ulteriore segno del rapidissimo e drammatico cambiamento».