Goletta Verde 2013, l’ultima tappa è all’Elba per discutere di marine strategy

[3 settembre 2013]

La crociera 2013 di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente lungo le coste italiane che per due mesi ha circumnavigato lo Stivale, monitorando lo stato di salute del mare italiano, si conclude con una inusuale coda settembrina all’Isola d’Elba, nella splendida darsena medicea di Portoferraio.

Infatti Goletta Verde, insieme alla Regione Toscana ed al Comune di Portoferraio e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Protezione del territorio e del Mare, organizza per il 4 settembre, a partire dalle ore 16,30, nella Sala della Gran Guardia del capoluogo elbano il Convegno Nazionale  “La strategia europea per l’Ambiente Marino nel Tirreno”, per fare il punto sull’applicazione nei nostri mari e nelle nostre coste di questa rivoluzionaria iniziativa europea, la Direttiva quadro del 2008 sulla strategia per l’ambiente marino, recepita in Italia nel  2010 e basata su un approccio integrato e che punta a diventare il pilastro ambientale della politica marittima e della blue economy dell’Ue.

Secondo l’Unione europea si è sempre più consapevoli che «Le pressioni sulle risorse marine naturali e la domanda di servizi ecosistemici marini sono spesso troppo elevate» e che quindi c’è «L’esigenza di ridurre il loro impatto sulle acque marine, indipendentemente da dove si manifestino i loro effetti», ma soprattutto  che «L’ambiente marino costituisce un patrimonio prezioso che deve essere protetto, salvaguardato e, ove possibile, ripristinato al fine ultimo di mantenere la biodiversità e preservare la diversità e la vitalità di mari ed oceani che siano puliti, sani e produttivi».

L’obiettivo è  quello che gli Stati membri di raggiungano entro il 2020 il buono stato ambientale (Good Environmental Status – Ges) per il loro mare, ogni Stato deve quindi, mettere in atto, per ogni regione o sottoregione marina, una strategia che comprende una “fase di preparazione” ed un “programma di misure” con l’individuazione dei traguardi ambientali e l’istituzione di programmi di monitoraggio. Per buono stato ambientale delle acque marine si intende la capacità di preservare la diversità ecologica, la vitalità dei mari e degli oceani affinché siano puliti, sani e produttivi mantenendo l’utilizzo dell’ambiente marino ad un livello sostenibile e salvaguardando il potenziale per gli usi e le attività delle generazioni presenti e future.

La Direttiva suddivide i mari europei in 4 regioni: Mar Baltico, Oceano Atlantico nordorientale, Mar Mediterraneo e Mar Nero, ed il Mediterraneo in tre sottoregioni, tra le quali c’è anche il Mediterraneo occidentale,  dove la costa della Toscana ed il suo Arcipelago spiccano per importanza.
Come spiega l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), «Data la natura transfontaliera dell’ambiente marino, gli Stati membri sono chiamati a cooperare per garantire che le relative strategie siano elaborate in modo coordinato per ogni regione o sottoregione marina. Inoltre per assicurare acque marine pulite sane e produttive è indispensabile che  tali strategie siano coordinate, coerenti e ben integrate con quelle previste da atti normativi comunitari già esistenti (quali ad esempio trasporti, pesca, turismo, infrastrutture, ricerca) e accordi internazionali. Gli Stati devono redigere un programma di misure concrete diretto al raggiungimento dei suddetti obiettivi. Tali misure devono essere elaborate tenendo conto delle conseguenze che avranno sul piano economico e sociale».

Per permettere agli Stati membri di raggiungere gli obiettivi prefissati, la Direttiva Ue ha sviluppato 11 descrittori che descrivono l’ecosistema una volta che il buono stato ambientale è stato raggiunto:  1) La biodiversità è mantenuta. La qualità e la presenza di habitat nonché la distribuzione e l’abbondanza delle specie sono in linea con le prevalenti condizioni fisiografiche, geografiche e climatiche. 2) Le specie non indigene introdotte dalle attività umane restano a livelli che non alterano negativamente gli ecosistemi. 3) Le popolazioni di tutti i pesci, molluschi e crostacei sfruttati a fini commerciali restano entro limiti biologicamente sicuri, presentando una ripartizione della popolazione per età e dimensioni indicativa della buona salute dello stock. 4) Tutti gli elementi della rete trofica marina, nella misura in cui siano noti, sono presenti con normale abbondanza e diversità e con livelli in grado di assicurare l’abbondanza a lungo termine delle specie e la conservazione della loro piena capacità riproduttiva. 5) È ridotta al minimo l’eutrofizzazione di origine umana, in particolare i suoi effetti negativi, come perdite di biodiversità, degrado dell’ecosistema, fioriture algali nocive e carenza di ossigeno nelle acque di fondo. 6) L’integrità del fondo marino è ad un livello tale da garantire che la struttura e le funzioni degli ecosistemi siano salvaguardate e gli ecosistemi bentonici, in particolare, non abbiano subito effetti negativi.  7) La modifica permanente delle condizioni idrografiche non influisce negativamente sugli ecosistemi marini. 8) Le concentrazioni dei contaminanti presentano livelli che non danno origine a effetti inquinanti. 9)  I contaminanti presenti nei pesci e in altri prodotti della pesca in mare destinati al consumo umano non eccedono i livelli stabiliti dalla legislazione comunitaria o da altre norme pertinenti. 10) Le proprietà e le quantità di rifiuti marini non provocano danni all’ambiente costiero e marino. 11) L’introduzione di energia, comprese le fonti sonore sottomarine, è a livelli che non hanno effetti negativi sull’ambiente marino.

La Direttiva prevede che gli Stati membri coinvolgano l’opinione pubblica e tutti i portatori di interesse attraverso consultazioni pubbliche ed è proprio quello che il 4 settembre faranno Legambiente e Regione Toscana a Portoferraio con il convegno che, dopo gli ultimi aggiustamenti prevede il seguente programma:

ore 16,30 – Saluti introduttivi: Roberto Peria, Sindaco di Portoferraio

Prima sessione: I Parchi, il Mare Protetto e da proteggere

Serena Carpentieri, Portavoce Goletta Verde

Fabrizio Serena, Responsabilie biodiversità marina Arpat

Vittorio Alessandro, Presidente del Parco Nazionale delle 5 terre

Lucia Venturi, Presidente Parco Regionale della Maremma

Coordina Umberto Mazzantini, Responsabile mare Legambiente Toscana

Seconda sessione: La Toscana regione capofila della Strategia Marina nazionale nel Tirreno

Sebastiano Venneri, Responsabile Mare Legambiente

Oliviero Montanaro, Direzione Generale Ministero dell’ambiente e della protezione del territorio e del mare

Giampiero Sammuri, presidente Federparchi e del Parco Nazionale Arcipelago Toscano

Gilda Ruberti, Responsabile Settore Ambiente Marino della Regione Toscana

Coordina Fausto Ferruzza, Presidente Legambiente Toscana

a conclusione aperitivo con assaggio di prodotti tipici