Goletta Verde: bene il mare della Sardegna, solo 4 punti inquinati sui 31 campionati

[6 agosto 2013]

Finalmente Goletta Verde, dopo aver percorso le coste delle regioni adriatiche e di Basilicata, Calabria, Sicilia e Lazio, dà un giudizio più che positivo: il monitoraggio scientifico effettuato dai suoi biologi nelle acque della Sardegna hanno trovato che «solo 4 punti sui 31 analizzati lungo tutte le coste dell’isola hanno rilevato una carica batterica oltre quella consentita dalla legge e giudicati “fortemente inquinati”».

Ancora una volta i dati fuori norma sono stati trovati i in corrispondenza di foci di fiumi e canali, «un segnale sicuramente da non sottovalutare – dicono gli ambientalisti – e che deve impegnare le amministrazioni locali a tenere sotto controllo i punti critici ancora presenti».

Tre di questi riguardano i prelievi in provincia di Sassari, precisamente nei comuni di Alghero (alla foce del canale fronte via Josto, presso la spiaggia San Giovanni), a Porto Torres (foce riu Mannu) e a Valledoria (alla foce del Rio Cuggiani).

«Su quest’ultimo punto c’è da segnalare che il campionamento è avvenuto a seguito di una segnalazione al servizio Sos Goletta che Legambiente mette a disposizione dei cittadini proprio per denunciare i punti più critici di una regione – dicono gli ambientalisti – Evidentemente già da tempo il punto presentava delle “anomalie” osservate dai molti bagnanti che si recano in zona e presenti, così come relazionano i tecnici di Goletta Verde, anche durante il giorno del campionamento». Infine, l’ultimo punto “fortemente inquinato” è stato individuato a Quartu Sant’Elena, in provincia di Cagliari, alla foce del Rio Foxi.

Ma Legambiente, dopo aver difeso nei giorni scorsi il Piano paesaggistico regionale della Sardegna dall’assalto della giunta regionale di centrodestra ed aver denunciato nuovamente l’indecente spreco ed abbandono del fallito G8, che doveva tenersi alla Maddalena e che venne trasferito a L’Aquila, dice che «quello che servirebbe è, però, una nuova stagione di abbattimenti, visto che secondo i dati del rapporto Mare monstrum di Legambiente la Sardegna quest’anno ha scalato la classifica del cemento illegale, piazzandosi al terzo posto in Italia per l’abusivismo lungo la costa per quanto riguarda il numero di infrazioni (425, quasi il 15% del totale nazionale) e conquistando addirittura la prima posizione per numero di persone arrestate e denunciate, ben 988. Tema che, insieme a quello della bonifica dei siti inquinati, resta tra le priorità che Regione e Ministero devono affrontare».

Ma in Sardegna non mancano le esperienze positive, come il comune di Posada, premiato proprio questa mattina con la consegna delle “5 vele” della Guida Blu di Legambiente e Touring club, comune costiero primo classificato in Italia. Cinque Vele anche per  Villasimius (Ca), Baunei (Og) e Bosa (Or).

Tornando ai prelievi in mare, Serena Carpentieri, responsabile di Goletta Verde, spiega che «la fotografia scattata dal monitoraggio di Goletta Verde riporta certamente un quadro positivo della qualità delle acque regionali ed evidenzia come le seppur poche criticità si riscontrano ancora presso le foci dei fiumi e gli sbocchi dei canali, sebbene la Sardegna goda di una copertura depurativa ben più alta rispetto alla media italiana. In questi giorni del tour sardo di Goletta abbiamo voluto incentrare la nostra attenzione soprattutto sul rischio di nuovi attacchi alle coste e sulla necessità di difendere il Piano paesaggistico regionale da queste nuove spinte speculative. Ci aspettiamo di tornare in Sardegna il prossimo anno testimoniando una nuova stagione di abbattimenti per fermare la spinta dell’abusivismo edilizio che in questi anni è cresciuta notevolmente. Le splendide coste sarde fanno gola e questi sono i risultati. È fondamentale che le autorità competenti agiscano subito per sradicare un fenomeno che rischia di compromettere seriamente gli sforzi fatti sul fronte della depurazione a discapito della salute del mare e dell’integrità dell’ecosistema».

Vincenzo Tiana, presidente di Legambiente Sardegna, ha sottolineato che «la buona performance ottenuta dalla Sardegna non deve far abbassare la guardia su quelli che registriamo come problemi di vecchia da data da affrontare con urgenza e efficacia. Gli splendidi panorami di quest’isola, il suo mare cristallino e i tanti esempi di buone pratiche nel campo della sostenibilità ambientale messi in atto in questi anni non possono soccombere sotto il peso di speculazioni e cemento illegale. Per accrescere il valore reale della Sardegna è, però, necessario arrivare al più presto alla “rete di aree protette”».

E conclude: «Il tempo del rodaggio può dirsi concluso ed è arrivato il momento di convogliare le esperienze raccolte in questi anni e dare inizio ad una nuova fase che possa fungere da volano per l’economia turistica oltre che per la protezione della biodiversità. Solo attraverso il protagonismo delle amministrazioni comunali alla “vita dei Parchi” e la messa in rete delle esperienze positive, a partire da quella dell’area marina protetta di Tavolara, sarà possibile garantire un futuro stabile per la nostra Regione».