La Sinistra contro Mazzeo e il PD: «Superare vecchie mentalità. Abbracciare visioni ambiziose»

Governo del Parco di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli, è scontro tra Sinistra e Pd

Moschini: «Mazzeo propone di fare il piano del parco a Firenze con soggetti non preposti»

[11 febbraio 2016]

San Rossore

Il 5 febbraio la comunità del parco di San Rossore ha fornito alla regione la rosa dei 4 nomi tra i quali scegliere il presidente.  Renzo Moschini, del Gruppo San Rossore  ha detto che «Ora dopo i tanti “brutti discorsi” come dicono a Volterra è il momento di decidere senza pretesti e scuse. Il parco ha delicati problemi che la stessa regione ha finora in buona misura eluso e rinviato. E non gli serve certo un presidente che sia più amico di tizio o di caio ma un presidente in grado di garantire una continuità che gli permetta di riprende al meglio la sua attività. Vediamo se saprà farlo come in tanti hanno richiesto. Forse non è inutile ricordare che questo compete alle istituzioni».

Moschini probabilmente si riferisce alle dichiarazioni del consigliere regionale e vicesegretario regionale del PD della Toscana, Antonio Mazzeo, che  intervenendo ad un incontro organizzato da Confcommercio Pisa, ha detto: «Prendiamoci un impegno comune: un patto per lo sviluppo del Parco di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli da sottoscrivere, come presidente della commissione per la ripresa economico-sociale della Toscana Costiera, insieme all’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni, ai sindaci e alle associazioni di categoria e da affidare poi al presidente dell’Ente Parco. Coi colleghi del gruppo PD in Consiglio regionale ci siamo impegnati a garantire che i canoni demaniali non fossero alzati e ora stiamo lavorando a un provvedimento “Sblocca-Toscana” che ha come obiettivo una sensibile semplificazione burocratica. Anche il Patto per il Parco deve andare in questa direzione: valorizzare le risorse ambientali, produttive, economiche, culturali e sociali per aiutare da un lato la ripresa economica del nostro territorio e dall’altro, insieme alle nuove leggi su turismo e commercio a cui la Regione sta lavorando, rispondere adeguatamente alle necessità che ci sono state rappresentate dalle associazioni di categoria che operano nella zona».

Secondo Mazzeo, «Il paradigma, insomma, deve cambiare alla radice. Il Parco è una straordinaria risorsa del nostro territorio e per questo dobbiamo vederlo come una opportunità e non come un vincolo. Su questo, lo ribadisco con forza, non possiamo pensare che i vari soggetti interessati agiscano in maniera contrapposta ma dobbiamo andare tutti nella stessa direzione. Di qui l’idea di sottoscrivere un Patto che possa sintetizzare e garantire gli interessi di tutti avendo un obiettivo più grande e ambizioso: fare finalmente del Parco il luogo simbolo della bellezza e della capacità attrattiva del nostro territorio e dell’intera costa toscana».

Le parole di Mazzeo non sono piaciute a Moschini che sulla sua pagina Facebook scrive: «Leggo su La Nazione un articolo molto critico nei confronti del Pd pisano per i suoi inspiegabili silenzio sulla vicenda estremante delicata del rinnovo della presidenza del parco di San Rossore. Critica tanto più giustificata dopo le dichiarazioni di Mazzeo a sostegno di chi considera il parco un intralcio – vessatorio – per lo sviluppo della nostra citta e del suo litorale. Quel Mazzeo che propone di fare il piano del parco a Firenze con soggetti non preposti a questo per poi “affidarlo” al presidente. Insomma un vero innovatore di regole che se infischiamo bellamente della legge. Aggiungo come notazione personale che in questi anni ho sempre partecipato alle vicende del parco ma non avevo mai registrato una così inspiegabile latitanza politica di chi ha responsabilità locali e regionali così determinanti Silenzi che autorizzano a pensa male e cioè che gatta ci cova. Spero proprio di sbagliarmi».

Sulla vicenda intervengono con un comunicato congiunto Una città in comune, L’Altra San Giuliano, Rifondazione Comunista di Pisa,  di Vecchiano e della Versilia, ricordando che: «Il Parco sta vivendo momenti delicati. Non è ancora uscito dal grave dissesto economico che due anni fa l’ha portato al commissariamento e in queste settimane si rinnovano il Consiglio e il Presidente; a fine anno anche il Direttore. Contemporaneamente la Regione, guidata da un PD sempre più renziano e neoliberista, assesta fendenti all’area protetta minando la tutela di ecosistemi preziosi e unici. Questo anche perché, a fronte di una crisi economica che mette ferocemente in luce i limiti del nostro sistema di sviluppo, in tanti pensano ai parchi solo come ad un ostacolo alla libera attività economica o come a belle zone da sfruttare per gli scopi più diversi: dalla costruzione di residenze esclusive alla realizzazione di grandi eventi».

Secondo i gruppi della Sinistra, «In linea con questa ideologia sviluppista ormai drammaticamente fallimentare, il consigliere regionale PD Antonio Mazzeo si sgola per dire che il Parco non deve costituire un limite e si affanna a omaggiare gli attori economici che chiedono di ridimensionare i confini del parco o di snaturarne i luoghi (es. la riapertura delle strade bianche). Estremizza così la linea già adottata da Regione Toscana, secondo cui le aree protette debbono diventare economicamente autosufficienti: in base a questa visione San Rossore è già stato trasformato in accampamento per gli scout, fondale per passeggiate di sceicchi e ora potenziale scenario per il G7. Difficile sorprendersi quindi della pur incredibile candidatura alla presidenza di Giuseppe Barsotti, imprenditore edile e rappresentante di interessi industriali: un lupo a guardia del gregge! Mazzeo e il PD mostrano di essere imperdonabilmente ignari del significato e della storia del Parco, nato dallo sforzo di intellettuali di grande prestigio come Antonio Cederna e da un’appassionata e ampia sollevazione di popolo che hanno sottratto questo magnifico lembo di ambiente mediterraneo alla speculazione edilizia. Con la creazione di quest’area protetta è stata scritta una delle pagine più belle della protezione della natura in Italia: una pagina che l’incuria, l’ignoranza e soprattutto gli appetiti economici e politici vogliono evidentemente cancellare».

Per Una città in comune, L’Altra San Giuliano e Rifondazione Comunista,  «Il futuro del Parco è scritto invece nelle sue funzioni statutarie, tanto più importanti in un’area di altissimo pregio naturalistico al centro di un territorio fortemente urbanizzato. Oggi vanno affrontate sfide di conservazione difficili e ambiziose (il controllo degli ungulati, l’erosione costiera, ecc…), ma è anche il tempo di raccoglierne di nuove e avvincenti, come la valorizzazione di una nuova agricoltura compatibile con l’ambiente e lo sviluppo di una economia locale realmente sostenibile, in tutte le sue manifestazioni, turismo compreso. Per vincere queste sfide è necessaria un’ottica completamente diversa da quella di uno sfruttamento scriteriato e incontrollato delle risorse. Migliarino–San Rossore–Massaciuccoli è un’area protetta che può dare tantissimo al territorio, sul piano economico, sociale e ambientale, ma serve una mentalità aperta e coraggiosa, non tornare indietro di sessant’anni!».

La Sinistra conclude: «Invece di mortificare continuamente i parchi con tagli economici e lottizzazione delle cariche, la Regione Toscana deve impegnarsi in un forte investimento in idee e risorse, a partire dalla redazione di un nuovo Piano del Parco. Occorre progettare liberi dal condizionamento di interessi spiccioli e immediati, trovare persone autorevoli, con elevati profili di competenza, appassionate e capaci di visioni ambiziose e di lungo periodo, in grado di coinvolgere tutte le forze positive dei territori. E’ con questo spirito che vanno valutati i candidati alla presidenza, non col miserabile e pericoloso bilancino della rappresentanza dei meno nobili tra gli interessi locali».