Il governo dice sì al Parco Nazionale dell’isola di Pantelleria. Come sarà l’area protetta

Galletti: «Segnale forte contro i piromani. L’ambiente motore del futuro dell'isola»

[21 giugno 2016]

Pantelleria

Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gian Luca Galletti, ha deliberato «l’istituzione, da realizzarsi con Decreto del Presidente della Repubblica, del Parco nazionale e dell’Ente Parco nazionale dell’isola di Pantelleria».

Secondo Galletti, «La deliberazione del Consiglio dei Ministri sullo schema del provvedimento istitutivo del Parco di Pantelleria è la risposta forte, coesa, immediata che le Istituzioni danno al tentativo dei piromani di attaccare le risorse ambientali dell’Isola. Da quando il territorio pantesco è stato devastato dagli incendi dolosi in pochi giorni siamo riusciti ad imprimere l’accelerazione necessaria all’iter per la creazione del parco, affinché la tutela ambientale fosse una replica netta e inequivocabile alle mire criminali sull’isola.  Lo Stato, la Regione, il Comune hanno dimostrato di saper fare fronte comune, di saper essere portatori di valori condivisi, di voler rendere ancora più del passato la risorsa ambiente motore dello sviluppo e del futuro di Pantelleria».

Il governo ha quindi risposto positivamente alla richiesta deli ambientalisti: «La migliore e più forte risposta ai piromani di Pantelleria, agli assassini di bellezza, deve essere l’istituzione del Parco nazionale. Non si perda più tempo. Chi deve dare dei pareri lo faccia subito e si proceda alla sua nascita – aveva detto il 31 maggio Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia – “Non vorrei che la tanta solidarietà e attenzione sull’isola di queste ore non porti a nulla e domani si ricominci nel disinteresse, lasciando nuovamente soli coloro i quali combattono la dura e difficile battaglia per salvaguardare il nostro territorio e i nostri meravigliosi paesaggi. Inoltre, la Regione pensi di organizzare subito le squadre antincendio in Sicilia, l’estate sta iniziando e non si deve aspettare qualche altro disastro per poi magari piangere altre lacrime di coccodrillo».

Disastri che, purtroppo, sono puntualmente arrivati nei giorni d seguenti.

Anche il sindaco di Pantelleria, Salvatore Gabriele  aveva duramente condannato  gli incendiari che hanno distrutto il bosco di montagna Grande mettendo a rischio anche alcune abitazioni : «Faccio appello al buon senso, alle persone per bene, alla dignità di ciascuno di noi perché quest’isola abbia il coraggio di cambiare e di cambiare in meglio. Non saranno questi criminali a bloccare il processo di avanzamento culturale di un territorio che ha bisogno di affrancarsi da queste meschinità. Noi andremo avanti con coraggio e con determinazione con una risposta ferma da parte dell’isola e di tutto lo Stato italiano. Oggi viene colpita tutta l’isola nella propria identità e nella propria dignità. Noi con questo orgoglio ricostruiremo Pantelleria e tutto ciò che in queste ore sta bruciando».

Lo Stato ha finalmente dato una risposta ferma e uno strumento alla gente di Pantelleria per costruire quel futuro sostenibile che fa tanta paura agli incendiari.

Tornando al nuovo Parco Nazionale, in una nota del 12 giugno il Comune di Pantelleria spiegava: «Oggi sta concludendo il percorso, mai interrotto, di istituzione del Parco che presenta una zonizzazione provvisoria concordata tra le istituzioni competenti e che già contiene le importanti modifiche introdotte dal Comune di Pantelleria e accettate dal Ministero: RECUPERO DEI TERRENI EX AGRICOLO AGLI USI TRADIZIONALI usi tradizionali, individuati principalmente nella vite ad alberello (Unesco) e nel cappereto, anche nelle zone di massima tutela, previsione fin oggi ostata dall’Ente gestore della Riserva per l’assenza del Piano di Gestione: RECUPERO DEI DAMMUSI ESISTENTI collegati al recupero dei suoli agricoli, consentendo, in tutto il territorio del parco, il modesto ampliamento degli stessi all’esclusivo scopo dell’obbligatorio adeguamento igienico-sanitario; previsione fino ad oggi ostata sia dall’assenza nell’area di Riserva del Piano di gestione che per il conflitto di valutazioni tra il PTP ed il Piano di Gestione dei SIC/ZPS;  ESTIONE DA PARTE DI UN SOLO ENTE delle procedure autorizzative e delle competenza riguardo alla pianificazione unitaria dei vincoli naturalistici, ambientali e paesaggistici i cui Piani saranno sostituiti dal solo Piano Territoriale del Parco Nazionale; GESTIONE DELLE RETI INFRASTRUTTURALI E DELLA VIABILITÀ’ ORDINARIA gestione delle reti infrastrutturali e della viabilità ordinaria e di quella connessa alle esigenze dei terreni agricoli, delle opere inerenti i servizi primari idrici ed elettrici, nonché delle opere per la valorizzazione delle emergenze vulcaniche e l’utilizzazione delle fonti di energia rinnovabile; Prosecuzione dei lavori forestali da parte del Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali sui terreni concessi allo stesso da parte del Comune di Pantelleria, senza introdurre quindi alcun elemento di discontinuità o di incertezza per il bracciantato forestale; STRUMENTI, AZIONI ED OPPORTUNE FORME DI INCENTIVAZIONE per il mantenimento, il recupero e lo sviluppo dell’attività agricola tradizionale, il recupero dei nuclei rurali e la creazione di nuova occupazione; significativi miglioramenti procedurali e di semplificazione amministrativa della modalità di richiesta e di rilascio delle autorizzazioni».

L’assetto definitivo del Parco Nazionale dell’Isola di Panytelleria dovrà prevedere una suddivisione nelle zone previste dalla Legge 394/91: Zone A di Riserva Integrale, Zone B di riserva generale, Zone C aree di protezione e Zone D aree di promozione economica e sociale, «La cui corretta individuazione  . spiega il Comune – comporta la necessità di studi di dettaglio e di un importante processo di consultazione e partecipazione della comunità residente che condurrà alla redazione ed adozione del Piano del Parco, operazione che dovrà essere conclusa entro 18 mesi dalla istituzione del Parco stesso che verrà sancita con la firma del decreto da Parte del Presidente della Repubblica. Tra le altre cose il piano dovrà prevedere sistemi di accessibilità veicolare e pedonale con particolare riguardo ai percorsi, accessi e strutture riservati ai disabili, ai portatori di handicap e agli anziani oltre che sistemi di attrezzature e servizi per la gestione e la funzione sociale del parco, musei, centri di visite, uffici informativi, aree di campeggio, attività agro-turistiche. Non potranno mancare indirizzi e criteri per gli interventi sulla flora, sulla fauna e sull’ambiente naturale in genere».

Nella fase transitoria iniziata col via libera del Governo è prevista una suddivisione del territorio pantesco in tre aree:

LE ZONE 1 corrispondono sommariamente a quelle che saranno le future zone A e B del parco, ossia zone nelle quali l’ambiente naturale è conservato nella sua integrità. Al momento corrispondono alla preesistente Riserva Naturale Orientata. I livelli di tutela non si modificano rispetto gli attuali ma sarà possibile il recupero degli incolti con forme di agricoltura tradizionale (vite alberello/Unesco – Cappero) coerentemente alle previsioni del Piano di gestione del SIC/ZPS.

LE ZONE 2 contengono di massima le future zone C e D in cui, in armonia con le finalità istitutive ed in conformità ai criteri generali fissati dall’Ente parco, possono continuare, secondo gli usi tradizionali, le attività agro-silvo-pastorali nonché di pesca e raccolta di prodotti naturali. E’ incoraggiata anche la produzione artigianale di qualità nelle aree modificate dai processi di antropizzazione, nelle quali sono consentite attività compatibili con le finalità istitutive del parco e finalizzate al miglioramento della vita socio-culturale delle collettività locali e al miglior godimento del parco da parte dei visitatori.

LE ZONE 3 individuano i Centri Rurali, i Nuclei e Borghi Costieri. Sono altresì incluse le aree delle infrastrutture portuali di Scauri e le caratteristiche infrastrutturazioni turistiche dei borghi costieri. In queste aree si applicano le disposizioni contenute nel Piano Regolatore Generale di Pantelleria.