Un convegno a Caramanico Terme sulla fauna dei nostri Parchi

Appennino, quale gestione dei grandi mammiferi dopo l’uccisione di orsi e lupi?

[18 novembre 2014]

A Ceramanico Terme si è tenuto un importante convegno nazionale I grandi mammiferi nell’Appennino Centrale. Stato delle conoscenze, programmi di conservazione, prospettive di convivenza con le attività antropiche organizzato da Comune, Ufficio territoriale per la biodiversità di Pescara del Corpo forestale dello Stato e dall’Ente Parco Nazionale della Majella, in collaborazione con  Legambiente, e che  ha visto la partecipazione di  numerosi ricercatori e tecnici esperti di gestione della fauna selvatica, provenienti da diverse esperienze nazionali.

Il tama del convegno è di grande attualità: la convivenza tra animali selvatici ed attività antropiche, sia all’interno che all’esterno delle aree protette e gli organizzatori sottolneano: «Abbiamo favorito la creazione di uno spazio di riflessione sul tema della presenza degli animali selvatici sui nostri territori” spiegano gli organizzatori “in memoria delle attività di studio e ricerca condotte, ormai più di vent’anni fa, dal compianto e stimatissimo Paolo Barrasso, che proprio in questa parte della Majella avviò studi pionieri ed estremamente interessanti sulla fauna selvatica, ed anche in considerazione della necessità di fare il punto sull’evoluzione della coesistenza tra fauna e uomo in Appennino».

Dopo le recenti uccisioni di orsi in Trentino e in Abruzzo, che hanno suscitato grande attenzione e sdegno su media ed i social-network, resta più che mai attuale la  (negletta) tematica della gestione, in molti casi carente, dei danni recati all’agricoltura da parte della fauna selvatica, che periodicamente vengono attenzionati dai mezzi di comunicazione e tornano in evidenza del grande pubblico.

«Caramanico – hanno detto gli organizzatori del convegno – è il luogo dal quale vogliamo riparta una riflessione consapevole ed obiettiva sullo status dei grandi mammiferi appenninici, Orso, Lupo, Cervo, Capriolo, Cinghiale, Lontra, animali che sono pregio delle nostre montagne ed elemento di attrattiva per i nostri visitatori, ma le cui dinamiche vanno studiate e monitorate con più rigore per consentire una corretta ed efficace gestione della loro presenza in un territorio ancora, fortunatamente, caratterizzato dalla presenza delle attività dell’uomo, soprattutto nel settore agricolo e turistico. A Caramanico Terme, sede della storica Riserva Naturale dell’Orfento gestita dal Corpo forestale dello Stato, ed oggi Sede Scientifica del Parco della Majella, va attribuito il merito ed il ruolo di aver ospitato, ormai da 40 anni, riflessioni ed iniziative su questo tema, ed oggi questo ruolo si rafforza, grazie alla discussione che verrà condotta da scienziati, rappresentanti delle istituzioni, gestori, amministratori, riuniti in un focus group che avrà l’obiettivo di tracciare una prospettiva comune per favorire la convivenza tra questi animali e la gente che vive nei Parchi».