Greenpeace: lo spiaggiamento della balena all’Elba in relazione con le esercitazioni Nato?

[11 ottobre 2013]

Leggo con grande tristezza della sorte del cucciolo di balena spiaggiatosi alla Marina e sono francamente incredulo. C’è una nave NATO che aggeggia nei paraggi, e c’è un cucciolo di cetaceo morto.

Leggo che, al riguardo scrivete: «Qualcuno ha messo in relazione lo spiaggiamento con la presenza di una nave della Nato che sta facendo test proprio nell’area di mare dove sembra essere deceduto il cetaceo, ma molto probabilmente si tratta di un cucciolo delle balene che i pescatori elbani stanno avvistando in questi giorni». Non capisco: quali altri cuccioli di balena avrebbero potuto, eventualmente, uccidere le esercitazioni NATO se non quelli che si trovano nei paraggi?

Ricorderete che nel settembre 2010 Greenpeace ha avuto a che ridire riguardo all’autorizzazione concessa dal PNAT a esercitazioni “sonar” (si trattava di droni subacquei guidati da segnali sonori) della NATO in Pianosa. Il PNAT ci consegnò rapidamente una relazione del Nato Undersea Research Center (Nurc) di La Spezia, che in breve sosteneva di aver provveduto a minimizzare gli effetti nocivi sui mammiferi marini delle sperimentazioni che prevedono suoni sottomarini.

Poco dopo, nel febbraio 2011, due rari esemplari di zifio si spiaggiano sulle coste vicino Siracusa mentre è in corso un’esercitazione NATO con uso di apparecchiature sonar: si suppone (spera) che le stesse misure di minimizzazione di cui sopra siano state adottate anche a Siracusa. Delle due l’una: o la NATO conosce misure di mitigazione che non applica oppure le misure non funzionano.

Adesso che si ripropone la “coincidenza” NATO-balene spiaggiate, merita attenta lettura un interessante articolo di Greenreport (il 4/7/2013: Spiaggiamenti di cetacei: anche la Nato ammette che i sonar militari sono dannosi). Si scopre (dopo che per anni ci hanno detto che gli effetti dei sonar sulle balenottere sono trascurabili) che in pratica ne sappiamo pochissimo e, da quel poco che sappiamo, le stesse strutture NATO adesso ci confermano che alcune specie di misticeti (i cetacei “senza denti” ma con i fanoni, per trattenere il krill) sono vulnerabili e presentano evidenti alterazioni comportamentali in risposta a questi stimoli.

Visto che tanti (dal Ministero dell’Ambiente alla Regione Toscana) fanno finta di tutelare il Santuario dei Cetacei di cui il mare dell’Elba fa parte, e visto che i cetacei non sembrano gradire le attività  dei sonar militari, ci aspetteremmo un “motu proprio” che queste operazioni le vieti. Senza protocolli di minimizzazione che pare proprio facciano acqua da tutte le parti. Fatto sta che nessuno si muove e quindi la NATO continua a sperimentare. Cosa sperimenta? Non lo so. Non so nemmeno se l’imbarcazione NATO che opera sul versante settentrionale dell’Elba stia facendo test sonar. Certo è che queste coincidenze mi pare comincino a moltiplicarsi: o le attività militari qualche impatto lo producono oppure portano iella!

di Alessandro Giannì, direttore campagne Greenpeace Italia