Blitz di Greenpeace Romania: proteggete le ultime foreste vergini dell’Ue (VIDEO)

In 10 anni scomparso il 38% delle foreste vergini rumene

[14 settembre 2016]

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Ieri Greenpeace România ha fatto un blitz davanti al ministero dell’ambiente acque e delle foreste di Bucarest per consegnare un messaggio alla ministro Cristiana Pașca Palmer firmato più di 20.000 persone in tutto il mondo sulla necessità di agire con fermezza e con urgenza per salvare le ultime foreste vergini d’Europa.

Greenpeace România chiede che «Il Ministero dell’ambiente, acqua e foreste avvii e coordini  un inventario nazionale per identificare tutte le foreste vergini e in Romania», per includerle immediatamente nel Catalogul Național al Pădurilor Virgine și Cvasivirgine  richiesto per l’inclusione nella lista del patrimonio mondiale dell’Uneco. Gli ambientalisti chiedono anche di «Imporre una moratoria su qualsiasi tipo di intervento in queste foreste». Alcuni boschi di faggio rumeni sono candidati ad entrare nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco, un riconoscimento che potrebbe rafforzare l’attrattiva della Romania come destinazione per gli escursionisti che cercano luoghi selvaggi e gli appassionati di fauna selvatica, alla ricerca di lupi e orsi.

Valentin Sălăgeanu, coordinatore della campagna foreste e biodiversità di Greenpeace România, che ha consegnato alla ministro e una fotografia scattata in una delle foreste mappate da Greenpeace ad agosto nei Monti Făgăraș, spiega «Purtroppo il destino delle foreste vergini in Romania è triste, perché fino a poco tempo fa nessuno riconosceva il loro valore. Sono state ignorate e distrutte al riparo di una legge indifferente. Ora abbiamo uno strumento giuridico per proteggerle ed è tempo che il ministero dell’ambiente, acqua e foreste si assuma la responsabilità di salvarle. Le foreste vergini si sono conservati sui fondovalle, nelle aree rocciose, vicino ai territori alpini. Si tratta di foreste difficili da raggiungere, forse è per questo che sono state salvate».

A agosto, per 3 settimane, decine di attivisti di Greenpeace provenienti da 14 Paesi europei hanno mappato 845 ettari di foreste antiche nella contea di Arges nei Monti Fagaras. Il censimento di  Greenpeace dimostra anche che negli ultimi dieci anni sono andati distrutti 985 dei  2.575 ettari delle foreste vergini rumene, il 38,3% e che le foreste vergini rimaste sono ancora in pericolo, in gran parte a causa del disboscamento.

Gli ambientalisti hanno prodotto un inventario dettagliato di 15 aree campione su 141,9 ettari nella valle Cumpăna, nei Monti Făgăraș: hanno misurato ogni albero e determinato le specie, annotando le peculiarità del  biotopo dove vivono  e le caratteristiche particolari, come alberi cavi, nidi di picchio o fori. Sono stati misurati anche gli alberi morti,  tenendo conto dei vari stadi di decomposizione. In totale, 3.960 alberi vivi  con  616 alberi con un diametro di 50 centimetri al fusto. Inoltre  sono stati documentati 197 alberi morti ancora in piedi e 357 caduti a terra. Greenpeace ha documentato due aree, le valli di Cumpănița e di  Mușeteica, per un totale di 845 ettari di foresta che hanno le caratteristiche per entrare nel Catalogo.

A Greenpeace România spiegano che «Un gran numero di vecchi alberi vivi e la quantità e qualità del legno morto sono importanti indicatori  di un ecosistema intatto. Le informazioni raccolte saranno analizzate per evidenziare il valore ecologico di questa foresta. Nonostante il fatto che ci sono stati tagli di alberi, anche queste cosiddette foreste quasi-vergini sono molto importanti per il clima e la biodiversità».

La Pașca Palmer ha risposto a Greenpeace che il ministero dell’ambiente ha già rivisto a gestione delle foreste, rafforzato il ruolo delle guardie forestali e imposto multe salate per chi tagliato alberi o commercia ceppi illegalmente. Il ministero ha anche lanciato l’app “Ispettore forestale” che dovrebbe permettere ai cittadini di monitorare il trasporto legname e per la prima volta, ha assegnato fondi per aiutare i piccoli proprietari privati a proteggere le loro foreste, un obbligo di legge che molti non possono permettersi.

La  Pasca Palmer ha sottolineato il ruolo di un sistema di tracciatura elettronica che controlla i registri in ogni fase, dal taglio al cancello della fabbrica: «Questo è super-importante perché credo che in futuro sarà solo attraverso questo monitoraggio elettronico che potremo ridurre il disboscamento illegale».

Ma Greenpeace ha documentato che le licenze di taglio continuano ad essere concesse anche nelle poche foreste vergini rimaste.  «Purtroppo negli ultimi dieci anni si è avuta uno sfruttamento forestale legale i nelle foreste vergini, perché queste non sono state protette da una  qualsiasi legge o prassi di gestione forestale.  La mancanza di visione e di responsabilità ha fatto sì che la Romania, e quindi, l’Europa, abbia perso quasi la metà delle foreste vergini esistenti dieci anni fa», conclude Sălăgeanu.

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  • Tabăra Greenpeace pentru protejarea pădurilor