Greenpeace: troppi pesticidi in Europa, minacciano l’ambiente

«La dipendenza dell’Ue dai pesticidi chimici è più che altro una tossicodipendenza»

[13 ottobre 2015]

Pesticidi Greenpeace

Greenpeace pubblica oggi il nuovo rapporto “Europe’s Pesticide Addiction – How Industrial Agriculture Damages our Environment” (Tossicodipendenza da pesticidi. Come l’agricoltura industriale danneggia il nostro ambiente) nel quale dimostra che «L’agricoltura industriale, con il suo massiccio uso di pesticidi chimici, inquina le acque e i suoli causando la perdita di habitat e di biodiversità. Quasi un quarto (24,5%) delle specie vulnerabili o in via d’estinzione nell’Ue è minacciata dagli effluenti agricoli, compresi pesticidi e fertilizzanti, che mettono a rischio la stessa sopravvivenza delle specie e preziosi servizi ecosistemici come l’impollinazione». Per gli ambientalisti «E’ assolutamente necessario un sostegno politico e finanziario per passare da un’agricoltura intensiva dipendente da sostanze chimiche dannose, a pratiche agricole ecologiche».

Il rapporto ricorda che nel 2015, dopo aver analizzato oltre 800 relazioni scientifiche,  la Task force sui pesticidi sistemici dell’Unione Internazionale per la Conservazione della natura (IUCN), «ha segnalato un catastrofico declino degli insetti in Europa. Gli impatti possono essere devastanti, poiché il 70% delle 124 principali derrate alimentari coltivate per il consumo umano, come mele e colza, dipendono dall’impollinazione, che migliora la produzione di semi, frutta e ortaggi».

Secondo Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura sostenibile di Greenpeace, «La dipendenza dell’Europa dai pesticidi chimici è più che altro una tossicodipendenza», «Le colture sono regolarmente irrorate con diverse sostanze chimiche, di solito applicate più volte su ogni coltura durante l’intera stagione di crescita. Eppure gli agricoltori dispongono già di alternative non chimiche per contrastare le specie nocive, ma hanno bisogno del necessario sostegno politico e finanziario affinché queste diventino il metodo più diffuso».

Il rapporto di Greenpeace esamina la letteratura scientifica disponibile sull’uso dei pesticidi chimici di sintesi in agricoltura. I risultati mostrano che «i pesticidi sono una grave minaccia per la biodiversità, sia perché mettono in pericolo le specie, avvelenandole e alla fine uccidendole, sia perché alterano gli ecosistemi, per esempio provocando il collasso della catena alimentare. Secondo la stessa Unione europea, un quarto dei 471 principi attivi approvati in Europa supera le soglie critiche per la persistenza nel suolo o nelle acque, e 79 di questi oltrepassano i valori critici di tossicità per gli organismi acquatici. Spesso diversi “cocktail” di pesticidi contaminano l’ambiente, anche se di norma gli effetti di questi mix chimici non sono valutati nei processi di autorizzazione effettuati dall’Ue. Inoltre, i pesticidi sono valutati in base ai singoli principi attivi, anziché in base ai reali effetti dei prodotti in commercio, che spesso contengono più sostanze. Il processo di autorizzazione dell’Unione europea, inoltre, non riesce a valutare correttamente gli effetti a lungo termine dell’esposizione a basse dosi dei pesticidi, perché si concentra principalmente sulla loro tossicità acuta».

La Ferrario conclude: «Chiediamo di abbandonare le pratiche agricole dipendenti dalle sostanze chimiche. Serve una forte presa di posizione politica contro l’abuso dei pesticidi e a favore di un’agricoltura ecologica e sostenibile».