La guerra dei tordi nei cieli toscani, umbri e friulani

Le tre Regioni: «Non anticiperemo la chiusura della caccia»

[20 gennaio 2015]

Secondo le Regioni Toscana, Umbria e Friuli Venezia Giulia, la caccia al tordo bottaccio (Turdus philomelos)  e alla  cesena (Turdus pilaris) deve restare aperta fino al 31 gennaio. La dichiarazione di quella che potrebbe essere definita la “guerra dei tordi” sembra destinata ad acuire lo scontro già in corso tra governo, questa volta appoggiato dalle associazioni ambientaliste, e amministrazioni regionali.

Infatti oggi gli assessori alla caccia  Gianni Salvadori  (Toscana), Fernanda Cecchini (Umbria) e Paolo Panontin (Friuli Venezia Giulia) hanno inviato una  lettera alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ai ministeri dell’ambiente e dell’agricoltura.  In una nota la Regione Toscana spiega che «la questione nasce dal fatto che il Ministero dell’ambiente aveva richiesto di anticipare la chiusura del prelievo venatorio a queste specie al 20 gennaio, anziché al 31 come previsto dai calendari venatori di Toscana, Umbria e Friuli Venezia Giulia». I tre assessori ribattono che «i rispettivi calendari venatori sono stati regolarmente approvati nel rispetto della legge nazionale sulla caccia (legge 157 del 1992) che indica espressamente il termine del 31 gennaio per queste specie».

Esattamente quanto contestato da governo e ambientalisti, che richiamano anche le normative europee. Invece Salvadori, Cecchini e Panotin  ribadiscono la correttezza dei  calendari venatori regionali e fanno presente al Governo di «ritenere mancante dei presupposti e sproporzionato un eventuale intervento sostitutivo del Governo stesso» e, in vista della predisposizione dei calendari venatori per la prossima stagione, chiedono  un confronto, «non più procrastinabile» con i ministeri competenti.

Ma perché dedicare tanta energia e andare allo scontro con un governo dello stesso colore politico per allungare di una decina di giorni la caccia a tordi e cesene? Molti ambientalisti malignamente suggeriscono che in Toscana e in Umbria si avvicinano le elezioni regionali, e la lobby dei cacciatori conta ancora molto.