In Guyana scoperte decine di nuove specie di anfibi, rettili, piante, insetti, ragni e pesci (FOTOGALLERY)

Una spedizione di Wwf e Gwc nel Kaieteur National Park e nell’Upper Potaro

[22 novembre 2017]

E’ bastato un mese di ricerca scientifica per scoprire oltre 30 specie probabilmente nuove per la scienza – ed endemiche in Guyana – nel Kaieteur National Park (Knp) e nell’Upper Potaro in Guyana. E’ quanto emerge dal rapporto “Biodiversity Assessment Survey of the Kaieteur Plateau and Upper Potaro, Guyana”  pubblicato dal Biodiversity assessment team (Bat)  di Wwf Guianas e Global wildlife conservation (Gwc), il secondo di una serie che punta a mettere in evidenza la biodiversità incredibilmente ricca della Guyana e che rappresenta la più recente valutazione floreale e faunistica su vasta scala in questa regione unica e remota del Sud America.

Le specie recentemente scoperte comprendono una tarantola azzurra, rane, diverse libellule e coleotteri, ma sono solo alcune delle scoperte più significative realizzate dal team di ricerca composto da Wwf Guianas, Gwc, Università e Protected areas commission della Guyana nel Il Kaieteur National Park e nell’Upper Potaro, un territorio ricoperto di foreste n gran parte intatto e di enorme valore per la conservazione a livello mondiale.  La breve spedizione scientifica- che si è svolta nel marzo 2014 –  ha trovato livelli altissimi e sorprendenti  livelli  di endemismo: «Il 15% dei pesci raccolti dal team era endemico del bacino del fiume Potaro – spiegano i ricercatori – mentre molti dei suoi uccelli, anfibi e mammiferi sono ormai ristretti in areali che si trovano solo nelle Guiana Highlands e nel Guiana Shield. Il Knp e l’Upper Potaro ospitano anche specie vulnerabili o in via di estinzione».

Secondo il rapporto, «Più di 30 specie, tra cui 6 specie di pesci, 3 piante, 15 coleotteri acquatici e 5  odonati sono più che probabili nuove per la scienza. Molte specie sono state anche registrate per la prima volta in Guyana». il Kaieteur Plateau – Upper Potaro  è un habitat importante per molte specie carismatiche e minacciate come i rondoni dei Tepui (Streptoprocne phelpsi), il giaguaro (Panthera onca), il galletto di roccia della Guyana (Rupicola rupicola), i pecari labiati (Tayassu pecari) e la rana dorata delle rocce (Anomaloglossus beebei), il simbolo del Knp. Oltre il 50%  degli uccelli, il 40% degli odonati, il 30% dei mammiferi e il 43% degli anfibi che vivono in Guyana si trovano in quest’area.

Per la salvaguardia della biodiversità, la Guyana è uno dei Paesi più importanti al mondo, questo piccolo e povero Paese, stretto tra Brasile, Venezuela e Suriname, ha infatti la seconda più alta percentuale di copertura forestale della Terra, alti livelli di diversità biologica e specie che non si trovano da nessun’altra parte. I ricercatori spiegano che »Storicamente la biodiversità della Guyana era stata naturalmente protetta grazie alla bassa densità di popolazione umana e al fatto che gran parte del Paese era inaccessibile». Nell’ultimo decennio, il Wwf Guianas ha lavorato con le parti interessate a tutti i livelli per affrontare le crescenti pressioni sull’ambiente. La ricerca del Bat è stata condotta in stretta collaborazione con il villaggio di Chenapau e col governo e l’università della Guyana e il rapporto è stato presentato a Georgetown  alla presenza di ministri, comunità diplomatica, ambientalisti e altri stakeholders, compresi i media della Guyana.

Il Biodiversity assessment team ha evidenziato che «Il carattere unico della biodiversità dell’area deriva da diversi fattori tra cui l’integrità degli habitat forestali, fluviali e torrentizi indisturbati, dalla sua topografia e geologia e dall’effetto isolante sulle specie che esercitano le cascate di Kaieteur e la presenza di numerose rapide nel fiume Potaro. Allo stesso tempo, tuttavia, la pressione indotta dall’uomo sul territorio sta crescendo e durante il sondaggio era evidente. Per esempio, i coleotteri acquatici e gli odonati, la cui presenza è indice di una buona qualità dell’acqua, erano completamente assenti in alcune insenature dove si era svolta l’estrazione mineraria. La perdita di qualità delle foreste e delle acque dovuta alle attività minerarie non ha solo un impatto sull’ambiente e sulla biodiversità, ma anche sulle popolazioni locali che si affidano all’area per i loro mezzi di sostentamento, acqua dolce, pesce, selvaggina, legname e altre risorse naturali».

Presentando il rapporto, Aiesha Williams, country manager del Wwf Guianas, ha evidenziato che «Con una così grande importanza per la natura e i mezzi di sostentamento, è quindi estremamente importante che lo sviluppo economico dell’area e dei suoi abitanti si basi sul principio dell’utilizzo delle risorse naturali in un modo ben pianificato e sostenibile. In effetti, il mantenimento dell’integrità su larga scala del territorio, che tenga conto sia dell’altopiano sia del sostegno allo sviluppo di mezzi di sussistenza sostenibili, è essenziale per la conservazione a lungo termine della regione. Speriamo che i risultati della ricerca saranno utilizzati al meglio per guidare la pianificazione dell’utilizzo del territorio a livello nazionale, e daii gestori delle aree protette, in particolare del Kaieteur National Park e dai membri della comunità e ricercatori per capire meglio la biodiversità di questa zona e pianificare per la sua gestione. Mi aspetto che le informazioni raccolte dalla spedizione vengano utilizzate in modo positivo per indirizzare ulteriori ricerche e prendere decisioni informate sull’uso del territorio, su una buona governance ambientale, sulla gestione delle acque dolci e sula gestione sostenibile delle risorse naturali della regione».