“Habitat oscuri” del Mediterraneo, un piano d’azione per salvarli

Ue e Paesi del Mediterraneo devono proteggere grotte, montagne e gole sottomarine

[4 luglio 2013]

Oceana, l’organizzazione internazionale che si dedica esclusivamente a proteggere gli oceani del mondo,  ha partecipato alla redazione del Piano d’Azione per la conservazione degli habitat di profondità mediterranei sottoscritto da esperti di differenti istituzioni scientifiche.

L’Ong chiederà l’adozione di questa road map ai paesi mediterranei e all’Unione Europea, che sono riuniti fino al 5 luglio a Rabat per l’11esima riunione sulle Aree Protette e sulla Biodiversità della Convenzione di Barcellona.  La Convenzione di Barcellona è lo strumento  dell’Onu per la protezione del Mar Mediterraneo dalla contaminazione e, attraverso i suoi protocolli, regola le zone protette e la conservazione della diversità biologica, gli scarichi da terra, la contaminazione prodotta delle imbarcazioni, le prospezioni offshore e la gestione integrata delle zone costiere.

Le conclusioni della Conferenza di Rabat, insieme agli apporti di altri protocolli, verranno presentate alla sessione plenaria delle Parti contraenti, che si riuniscono ogni due anni, che si terrà i primi di dicembre.

Perciò, secondo Oceana, «questa  approvazione del Piano d’azione è imprescindibile per far sì che la Convenzione di Barcellona, organismo appartenente alle Nazioni Unite, decida di conservare questi fragili habitat in occasione della sua riunione di fine anno».

Gli habitat marini di profondità e le grotte sottomarine, conosciute anche come “habitat oscuri”, sono ambienti in cui la luminosità è estremamente debole o addirittura inesistente, impedendo in questo modo lo sviluppo di piante o alghe. «Questo fatto – sottolinea Oceana – li rende unici dal punto di vista biologico, dato che favoriscono lo sviluppo di specie molto caratteristiche come i coralli d’acqua fredda o le spugne di profondità. Dipendono da fattori come le correnti, il sollevamento di nutrienti e, in alcuni casi, la luce prodotta per chemiosintesi e non direttamente. Sono inoltre importanti zone di riproduzione o vivai di altre specie, molte delle quali di interesse commerciale».

Nel Mediterraneo ci sono diversi  tipi di habitat oscuri: grotte, montagne, gole sottomarine, sorgenti fredde, vulcani di fango, ecc.. Ricardo Aguilar, direttore ricerche di Oceana in Europa, che ha partecipato alla redazione del documento, spiega: «Gli habitat di profondità sono centrali nel ciclo di vita di molte specie e, ciò nonostante, non esistono quasi misure per la loro conservazione. Per questo motivo, già da anni stiamo documentando il loro stato a bordo del Oceana Ranger. L’approvazione del Piano d’azione è un primo passo per fare in modo che questi importanti habitat siano presenti nelle agende politiche nazionali e internazionali. Data l’allarmante situazione del Mar Mediterraneo, è ora che anche tra i Paesi esista lo stesso consenso già esistente tra i ricercatori».

Il piano d’azione ha tre obbiettivi principali: la conservazione dell’integrità e della funzionalità degli habitat profondi, facilitare il loro recupero nelle zone degradate; migliorare la conoscenza scientifica. In questo senso vengono proposte una serie di azioni, tra le quali istituire aree marine protette e realizzare programmi di informazione per rendere consapevole l’opinione pubblica dell’importanza biologica di questi habitat e della loro estrema vulnerabilità.

Pilar Marín, ricercatrice marina di Oceana, evidenzia che «gli habitat delle profondità svolgono un ruolo estremamente importante nel funzionamento degli ecosistemi profondi e maggiormente coincidono con delle strutture geologiche come montagne e fosse sottomarine. Per questo, già da vari anni lavoriamo con Oceana MedNet, su una proposta di rete delle zone marine protette per il Mediterraneo focalizzata sulla protezione di questo tipo di habitat».