I baobab millenari dell’Africa muoiono. Colpa del cambiamento climatico

Scoperta per caso la moria degli alberi più grandi e vecchi dell’Africa

[12 giugno 2018]

Negli ultimi 10 anni, alcuni dei più antichi e grandi baobab africani –  che esistevano già al tempo degli antichi greci – sono improvvisamente morti. Una scomparsa « di un’ampiezza senza precedenti», dicono i ricercatori rumeni, sudafricani e statunitensi che hanno appena pubblicato su Nature Plants   lo studio “The demise of the largest and oldest African baobabs” che individua il cambiamento climatico come possibile causa di questa scomparsa.

Il principale autore dello studio, Adrian Patrut dell’Universitatea Babeş-Bolyai, ha spiegato all’AFP: «E’ scioccante e spettacolare assistere nel corso della nostra vita alla scomparsa di così tanti alberi millenari. Nel corso della seconda metà del XIX secolo, i grandi baobab dell’Africa australe hanno cominciato a morire, ma da 10/15 anni le loro scomparsa è aumentata rapidamente a causa delle temperature molto elevate e della siccità».

Negli ultimi 12 anni 9 dei 13 baobab più vecchi sono parzialmente o totalmente mortie tra le vittime ci sono 3 baobab così simbolicamente legati alla storia delle comunità locali da avere un nome: Panke, nello Zimbabwe, il baobab più vecchio con i suoi 2.450 anni; l’albero di Platland, in Sudafrica, uno dei più grossi del mondo con un tronco di più di 10 metri di diametro; il celebre  baobab Chapman, in Botswana, sul quale  Livingstone incise le sue iniziali e che è un monumento nazionale del Paese africano.

Il baobab è l’albero che fa fiori più grande e più longevo del mondo, vive nella savana africana e al di fuori del continente africano in aree tropicali dove  è stato introdotto. E’  una pianta dall’aspetto strano, con rami simili a radici nodose che si protendono verso il cielo, dandogli un aspetto “capovolto”. Secondo i ricercatori del Kruger National Park in Sud Africa, uno dei principali habitat dei baobab, questi alberi possono vivere fino a 3000 anni e «Nello Zimbabwe, un antico albero di baobab vuoto è così grande che può ospitare fino a 40 persone all’interno del suo tronco», alcuni baobab sono stati utilizzati come negozio, prigione, case, deposito e pensilina.

Il baobab è anche un’enorme riserva d’acqua e produce frutti (ratti morti, come li chiamano gli africani) che nutrono animali e esseri umani e sono importanti siti di nidificazione per gli uccelli. Le foglie del baobab vengono bollite e mangiate come contorno, o usate per preparare le medicine tradizionali, mentre la corteccia viene  intrecciata per farne  corde, ceste, vestiti e cappelli impermeabili.

Il team internazionale di ricercatori ha scoperto la moria dei patriarchi dei baobab per caso: stavano cercando di capire come i baobab riescono a raggiungere le loro enormi dimensioni. Per questo, tra il 2005 e il 2017, Patrut e i suoi colleghi hanno studiato i più grandi (e quindi di solito i più vecchi) baobab africani, più di una sessantina, raccogliendo campioni delle diverse parti degli alberi in Zimbabwe, Sudafrica, Namibia, Mozambico,  Botswana e  Zambia. Sono così riusciti a definire l’età di ogni baobab grazie alla datazione al radiocarbonio e hanno scoperto che il tronco del baobab cresce non da uno solo ma da più “polloni”  centrali.

quando un numero troppo grande di “tronchi” muore, il baobab collassa.  Patrut ha spiegato che «Prima di cominciare le nostre ricerche, eravamo stati informati del crollo del baobab Grootboom in Namibia, ma pensavamo che fosse un evento isolato». Holboom era il titano dei baobab: era alto 30,2 metri e aveva una circonferenza di 35,1 m. Il baobab a cui è stato dato il nome del cacciatore sudafricano James Chapman, che lo vide nel 1852, un albeero che aveva circa 1.400 anni, il 7 gennaio 2016 ha subito il collasso contemporaneo di tutti i sui tronchi ed è morto. Oltre alla morte del baobab più vecchio e del più grande, il team di ricerca ha scoperto che molti altri vecchi baobab erano morti.

«Sospettiamo che questo sia associato all’aumento della temperatura e della siccità . ha detto Patrut a BBC News –  E’ scioccante e molto triste vederli morire».

Eppure, è molto difficile uccidere un baobab, Come spiegano al Kruger Park,, «Possono essere bruciati, o privati ​​della loro corteccia, e formeranno da soli una nuova corteccia e continueranno a crescere. Quando muoiono, semplicemente marciscono dall’interno e collassano improvvisamente, lasciando un mucchio di fibre».

Secondo gli autori dello studio, «Questi decessi non sono stati causati da un’epidemia» e  aggiungono: «Sospettiamo che la scomparsa dei baobab monumentali possa essere associata, almeno in parte, a significative modifiche delle condizioni climatiche che colpiscono in particolare l’Africa australe. Il cambiamento climatico potrebbe aver danneggiato la capacità del baobab di sopravvivere nel suo habitat».

Gli scienziati concludono: «Anche se saranno necessarie altre ricerche per sostenere o smentire questa ipotesi (…) la regione nella quale i baobab millenari sono morti è una di quelle dove il riscaldamento è più rapido in Africa».