I beluga adottano un narvalo sperduto nel fiume St. Lawrence (VIDEO)

Il narvalo, una specie che normalmente vive nell'Artico, nuota con i beluga a 1.000 Km dal suo areale

[11 ottobre 2018]

Da tre anni nel fiume San Lorenzo, in Canada, ha fatto la sua comparsa un insolito visitatore: un narvalo (Monodon monoceros) che sembra si sia perso a più di 1.000 chilometri dal limite sud del suo areale nell’Artico. Ma, come scrive Emily Chung su CBC News, «il narvalo solitario non è solo: sembra che sia stato adottato da una banda di beluga».  Infatti, il narvalo, che si pensa sia un giovane maschio, vista la zanna lunga mezzo metro che esibisce, a luglio è stato filmato mentre giocava in un branco di giovani beluga (Delphinapterus leucas) che si ritiene sia costituito da soli maschi.

Il video, girato dal Groupe de recherche et d’éducation sur les mammifères marins (Gremm), che si occupa di salvaguardia e ricerca sui cetacei, e il presidente e direttore scientifico di questa una ONG del Québec,  Robert Michaud, ha spiegato che il narvalo «Si comporta come se fosse uno dei giovani».

Nel filmato girato dai droni del Gremm  si vede un branco di 9 o 10 beluga che nuotano in superfici, rotolandosi e sfregandosi l’uno contro l’altro. «Sono in costante contatto l’uno con l’altro – ha detto Michaud – E’ come una grande sfera sociale di giovani che fanno giochi sociali e sessuali».

Il narvalo disperso e i beluga interagiscono in una maniera a sembra identica a quanto avviene tra i soli beluga, il che suggerisce che il narvalo sia stato del tutto accettato come parte del gruppo.

Ma i narvali vivono nelle gelide acque dell’Artico che circondano Canada, Norvegia, Groenlandia e Russia e generalmente in Canada non si spingono più a sud della baia Ungava, nell’estremo nord del  Québec e a sud della punta meridionale dell’isola di Baffin, che fa parte dal Nanavut.

Un altro narvalo disperso era stato avvistato nel 2003 dal Department of Fisheries and Oceans del Canada, ma si tratta di avvistamenti abbastanza rari, solitari e sporadici. Per questo, quando il 29 luglio del 2016 i ricercatori del Gremm a bordo della nave dell’ONG, Le Bleuvet, avvistarono un narvalo  in un branco di 60 – 80 beluga rimasero molto sorpresi.

Secondo i ricercatori il giovane narvalo si comporta come i beluga e come loro fa persino di ftanto in tanto delle bolle. Ma all’inizio il narvalo non aveva attirato l’attenzione dei beluga, tranne quella dei uno dei giovani più curiosi.

Lo stesso narvalo – identificato dalle fotografie grazie ai segni unici di cui è ricoperta la pelle – è stato individuato nuovamente nel 2017 e tre volte quest’anno, probabilmente insieme alla stessa popolazione di beluga, alcuni dei quali sono stati da tempo identificati e nominati dal Gremm.

L’ONG canadese segue e studia i cetacei da giugno a ottobre, ma perde le loro tracce in inverno, quando il ghiaccio impedisce alla nave di ricerca Le Bleuvet  di uscire. Michaud aggiunge che al narvalo non è stato dato un nome o una sigla, dato che il Gremm «Non tende a nominare i “vagabondi”, perché non sappiamo quando se ne andranno».

Ma il narvalo come ha fatto a finire nel  San Lorenzo? Michaud ricorda che non è insolito che giovani cetacei nuotino in habitat strani per le loro specie: «Ad esempio, dei giovani, hanno nuotato fino al New Jersey e alla Nuova Scozia«. Alcuni di questi esemplari sono incapaci di ritrovare branchi della loro specie e finiscono per cercare di fare amicizia con le barche e gli umani e per farsi ferire a morte dalle eliche. Quel piccolo narvalo, che ha fatto un simile viaggio, è stato molto fortunato perché ha trovato degli amici quasi normali»

Kristin Laidre, una ricercatrice dell’università di Washington che per quasi 20 anni ha studiato i narvali e altri mammiferi marini, ha detto a CBC News di essere sorpresa che un narvalo sia stato avvistato così a sud e che interagisca così strettamente con i beluga: «Mentre gli habitat del beluga e del narvalo si sovrappongono in molte parti dell’Artico, non si osservano interazioni molto frequenti e tendono a stare in luoghi diversi in momenti diversi, specialmente in estate. I narvali e i beluga, anche se strettamente imparentati, sono piuttosto diversi».

Anche le abitudini alimentari differiscono: i narvali sono buoni subacquei che cacciano pesci in profondità e sono più a loro agio nelle aree di mare coperte di ghiaccio n inverno. I Beluga preferiscono le acque costiere e meno profonde con meno ghiaccio e pesci come il salmone e il capelin che nuotano vicino alla superficie.

Ma ci sono alcune somiglianze: anche se sono noti pochi dettagli sulle loro strutture sociali ,entrambe specie molto sociali e, anche se si sa poco su quanto possa essere simile la loro comunicazione, entrambe le specie emettono una grande varietà di clic e cinguettii (i beluga vengono anche chiamati i canarini del mare)

C’è anche qualche prova che a volte ci siano state interazioni tra i beluga e i narvali.

Al Gremm sottolineano che «Con il cambiamento climatico osservato nell’artico, è possible che queste due specie siano portate a incriociarsi sempre più frequentemente nel corso dei decenni a venire. Stiamo giù osservando questo fenomeno tra altre specie come gli orsi polari e i grizly, tra i quali sono già state osservate delle copulazioni che hanno dato vita a degli ibridi chiamati “glolaires”».

Nello studio “Descriptionof an anomalous monodondtid  skull from West Greenlnd: a possible hybrid?”  pubblicato nel luglio 1993 su Marina Mammal Science, Mads Heide‐Jørgensen  (Greenland Fisheries Research Institute) e Randall Reeves (Okapi Wildlife Associates), descrivevano il cranio di quello che si credevano fosse un ibrido narvalo-beluga, con denti in qualche modo simili a entrambe le specie, un’ipotesi mai confermato con il test del DNA.. Uno degli autori di quello studio,  Reeves, uno scienziato canadese che studia i cetacei da 40 anni, conferma che i beluga e i narvali tendono a rimanere insieme alla loro specie anche quando branchi di questi due cetacei si incontrano d’estate nell’estremo nord.

Ma Martin Nweeia, un ricercatore dell’università di Harvard che per quasi 20 anni ha studiato i narvali  pensa che, viste le caratteristiche sociali di entrambe le specie, sarebbero entrambe capaci di prendersi cura e di di un individuo disperso e di averne compassione.

Nweeia, che ha lavorato con gli inuit nell’Artico canadese e in Groenlandia per raccogliere le loro conoscenze tradizionali sul narvalo e il beluga, racconta che «Esiste una leggenda inuit che mette un narvalo tra i beluga. In questa storia, una donna cade in acqua cacciando i beluga e i suoi capelli si torcono in un corno di narvalo».

Il team di ricerca di Nweeia ha anche visto il contrario;  «Beluga che nuotano tra i narvali nell’ Arctic Bay, Nunavut, nel Nunavut».

Nweeia  conclude: «Non penso che la gente dovrebbe sorprendersi. Penso che questo dimostri … la compassione e l’apertura di altre specie ad accogliere un altro membro che potrebbe non sembrare o non agire allo stesso modo. E forse questa è una buona lezione per tutti».

Videogallery

  • A Narwhal in the St. Lawrence River