Questa volta è toccata al giovane M2

I bracconieri uccidono un altro orso in Trentino [VIDEO e PHOTOGALLERY]

[1 ottobre 2013]

Il Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento ha confermato che l’esemplare di orso bruno trovato morto il 28 settembre in località Polinar. nel comune di Rabbi, è stato ucciso da un bracconiere. «Il  soggetto risulta ucciso mediante impiego di un’arma da fuoco – spiegano i forestali trentini – È stato identificato come il giovane maschio di 5 anni di età denominato M2».

M2 era un orso bruno che da un paio di anni frequentava un’area tra la val di Sole e la val Rendena e che nel luglio del 2012 era stato catturato e dotato di radiocollare per monitorarne gli spostamenti, dopo che aveva attaccato alcuni animali domestici di grossa taglia.

Dopo essere stato allontanato dal personale del Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento, M2 non aveva più causato danni e si era tenuto a debita distanza dagli uomini. Evidentemente qualche bracconiere ha voluto fare il giustiziere ferendo a morte l’orso e consegnandolo a quanto pare ad una lunga agonia proprio mentre stava preparandosi al letargo invernale.

Su quanto accaduto sono attualmente in corso indagini da parte Corpo Forestale del Trentino, che ha interessato della vicenda la Procura della Repubblica., ma le preoccupazioni in Trentino aumentano anche per gli altri orsi bruni presenti nella provincia, come quello che il 27 settembre  è stato catturato dal personale del Servizio Foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento sul monte Bondone. Un maschio adulto di 207 kg che è stato dotato di radiocollare GPS e VHF per monitorarlo. «L’identità precisa dell’animale sarà nota nel giro di un paio di settimane grazie alle analisi genetiche – dicono al Servizio Foreste e Fauna trentino – L’operazione è avvenuta nei boschi posti tra la malga di Mezzavia e la località di Sant’ Anna, a seguito degli episodi di predazione, anche a carico di animali di grossa taglia, registrati in zona la scorsa estate. Si ritiene infatti che l’orso catturato sia proprio l’esemplare che gravita in zona da tempo, benché all’interno di un areale ben più vasto. In ogni caso il radiocollare consentirà di ampliare le conoscenze sul comportamento di questo plantigrado e sulla specie in generale, nonché di effettuare in maniera più efficace gli interventi di dissuasione (spari con munizioni di gomma, interventi con i cani da orso) che dovessero eventualmente rendersi necessari. La cattura è avvenuta grazie ad una trappola tubo  munita di esca; l’animale è stato sedato, monitorato, munito di radiocollare e liberato nello stesso sito nella prima parte della mattinata. Il rilascio è avvenuto anche in questo caso facendo inseguire l’orso dagli appositi cani, in modo di aumentare ulteriormente il timore del plantigrado nei confronti dell’uomo».

Un grande lavoro e molti soldi spesi (anche europei) che pochi criminali rischiano di mandare in fumo.

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  • Orso su grattatoio - Luglio 2013