I canguri grigi sono rifugiati climatici. Le tattiche di sopravvivenza in Australia

Come sono sopravvissuti alla frammentazione degli habitat

[22 luglio 2015]

canguri grigi orientali

La scoperta di un gruppo geneticamente distinto di canguri grigi orientali (Macropus giganteus), getta luce su come questi animali sono riusciti a sopravvivere ai cambiamenti climatici che hanno provocato la contrazione del habitat di praterie.

Tre biologi, Brett Coghlan, Anne Goldizen e Vicki Thomson, e una genetista, Jennifer Seddon, tutti dell’università del Queensland, hanno studiato una popolazione isolata di canguri grigi orientali della Sunshine Coast, nel Queensland, formatasi dopo che una popolazione più grossa si è frammentata a causa dei cambiamenti climatici e, nello studio  “Phylogeography of Eastern Grey Kangaroos, Macropus giganteus, Suggests a Mesic Refugium in Eastern Australia” che hanno pubblicato su PLoS One, sottolineano che «Studi filogeografici di tutto il mondo hanno identificato i rifugi dove la fauna è stata in stati in grado di persistere durante i periodi climatici non idonei, in particolare durante i periodi di glaciazione. In Australia gli effetti del Pleistocene oscillazioni climatiche su taxa di foresta pluviale sono stati ben studiati, ma si sa  meno circa gli effetti sulla fauna dell’habitat Mesic,  come il canguro grigio orientale ( Macropus giganteus ). Il canguro grigio orientale è un grande mammifero comune e diffuso in tutta l’Australia orientale, preferendo l’habitat Mesic secco, piuttosto che la foresta pluviale».

Lo studio dei pollini  evidenza i cicli di espansione dell’habitat Mesic, con la contrazione e poi l’espansione delle foreste pluviali, avvenuti nell’Australia centro-orientale  (sud-est del Queensland e nord del New South Wales) durante i periodi glaciali e interglaciali. I ricercatori dell’università del Queensland  ipotizzano che la distribuzione del canguro grigio orientale sia stata condizionata queste oscillazioni climatiche che potrebbe aver isolato alcune popolazioni in refugia nei quali sopravvivevano habitat adatti.

Hanno quindi esaminato il DNA dei canguri grigi orientali e «L’analisi filogenetica ha identificato due cladi in Queensland, uno dei quali è stato recentemente identificato e limitato ad una piccola regione costiera nel sud del Queensland a nord di Brisbane, conosciuta come la Sunshine Coast. La distribuzione geografica relativamente limitata di questo clade geneticamente isolato suggerisce la possibilità di un refugium  dell’habitat Mesic formatosi durante l’espansione della foresta pluviale durante i cicli di clima più umido. Altro potenziali, anche se meno probabili, ragioni per l’isolamento genetico del clade altamente distinto includono barriere geografiche, espansioni settentrione indipendente e forte adattamento locale».

La Seddon, principale autrice dello studio, spiega che i canguri della Sunshine Coast «Non sono una specie  diversa. Non hanno un aspetto diverso e possono ancora incrociarsi, anche se in loro ci potrebbe essere qualcosa di adattivo e diverso».

Gli habitat erbosi che tanto piacciono a questi canguri si espansero durante le ere glaciali, ma si sono ridotti con il riscaldamento del clima che ha permesso a comunità vegetali come la foresta pluviale di prendere il l sopravvento. Gli scienziati si sono sempre chiesti come i canguri siano riusciti a resistere a questi giganteschi cambiamenti, le ipotesi e che si siano spostati da un’altra parte o che si siano ritirati in habitat sempre più risoitti, in attesa di tempi migliori. Lo studio da argomenti solidi a questa ultima ipotesi e l’espansione della foresta pluviale avrebbe impedito ai canguri della Sunshine Coast, nel sud-est del Queensland, di  mischiarsi con quelli sopravvissuti nel resto del Queensland.

La Seddon spiega ancora su ABC Science: «Una piccola parte di loro sarebbe rimasta intrappolata in un’enclave. Diventando isolati dal  resto. I canguri sono riusciti a sopravvivere in piccole sacche di habitat adatto. Anche se questo può essere di buon auspicio per la loro sopravvivenza futura, la frammentazione degli habitat erbosi causata dallo sviluppo urbano è ormai un’altra minaccia che gli orientali grigi devono affrontare. Per loro sta diventando più difficile trovare quegli habitat adatti per cercare rifugio».