I diavoli di mare in volo nel Santuario dei cetacei [SPETTACOLARE FOTOGALLERY]

[22 luglio 2014]

Nei suoi  oltre 25 anni di attività di ricerca e monitoraggio nelle acque del Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos, l’Istituto Tethys non aveva mai documentato  avvistamenti di interi gruppi di mobule (Mobula mobular), le cosiddette mante mediterranee meglio conosciute come diavoli di mare, anche se durante le crociere, in partenza da Portosole Sanremo, sono stati registrati sporadici incontri di singoli individui. Ma i ricercatori del Tethys a bordo della Pelagos, l’imbarcazione messa a disposizione da Flash Vela d’Altura,  il 16 e 17 luglio si sono imbattuti in due grandi gruppi di mobule, rispettivamente di 10 e 15 esemplari , a 17 miglia a sud di Bordighera e poco più ad ovest. In un comunicato dell’Istituto si legge che «Avevano tutti  un’ “apertura alare” (larghezza del disco) di circa due metri, e si sono esibiti in numerosi e mirabolanti salti. Perché saltino non è ancora chiaro e le cause possono essere tante: display, gioco, osservazione fuori dall’acqua, inseguimento di piccoli pesci vicino alla superficie, un tentativo di liberarsi dai parassiti. Si è trattato di uno spettacolo rarissimo e straordinario, che ha incantato i ricercatori e i fortunati partecipanti, che affiancano i biologi per vivere una vacanza indimenticabile».

Queste grandi razze in realtà non sono mante ma, pur appartenendo alla stessa  famiglia dei Myliobatidae, di cui sono gli unici rappresentanti nel Mediterraneo,  si distinguono dalle vere mante perché hanno la bocca posta nella parte inferiore rispetto al capo ed i denti su entrambe le mascelle. Con kle loro grandi pinne pettorali  possono arrivare a  5 metri di larghezza, anche se la maggior parte degli adulti sono tra fra i 3,5 e i 4 metri. All’Istituto Thetys fanno notare che «Si tratta di uno “squalo piatto” che si nutre in prevalenza di zooplancton. In Mediterraneo predilige gli stessi crostacei di cui si alimentano anche le colossali balenottere comuni e infatti lo si incontra per lo più in area pelagica. Per via della sua rarità, endemicità (presente solo in Mediterraneo e forse nelle acque dell’Atlantico nordorientale) e basso tasso riproduttivo, la Mobula mobular è minacciata dalle catture accidentali nelle reti pelagiche derivanti, tuttora impiegate illegalmente in Mediterraneo, e da attività stagionali di cattura diretta al largo della Striscia di Gaza. Pertanto, la specie è elencata come “in pericolo” nella Lista Rossa dell’Iucn»