I gatti non sono bravi a prendere i ratti (VIDEO)

I gatti rinselvatichiti non sono predatori efficaci dei ratti: sono troppo grossi e pericolosi, preferiscono uccellini e topi

[1 ottobre 2018]

Il nuovo studio “Temporal and Space-Use Changes by Rats in Response to Predation by Feral Cats in an Urban Ecosystem”, pubblicato in uno speciale sul “problema dei roditori” di Frontiers in Ecology and Evolution da un team di ricercatori statunitensi e australiani, ribalta le convinzioni comuni e dimostra che i gatti non sono buoni predatori di ratti. Frontiers spiega che «Lo studio – il primo a documentare le interazioni tra i gatti rinselvatichiti e una colonia di ratti selvatici – dimostra che i ratti evitano attivamente i gatti e registra solo due uccisioni di ratti in 79 giorni».  Risultati che si vanno ad aggiungere alla crescente evidenza che qualsiasi beneficio derivante dall’utilizzo di gatti per tenere sotto controllo i ratti cittadini è superato dalla minaccia che rappresentano per gli uccelli e altri animali selvatici urbani».

E pensare che c’è addirittura qualche buontempone che propone di utilizzare i gatti come alternativa alle operazioni di eradicazione dei fratti dalle isole realizzate con esche avvelenate…

Lo studio, pubblicato, ha scoperto che,  contrariamente all’opinione popolare, i gatti non sono buoni predatori dei ratti.  Il principale autore dello studio, . Michael H. Parsons del Dipartimento di scienze biologiche della , Fordham University, spiega che «Come qualsiasi preda, i ratti sovrastimano i rischi della predazione: in presenza di gatti, adattano il loro comportamento per rendersi meno evidenti e trascorrono più tempo nelle tane. Questo solleva dubbi sul fatto che il rilascio di gatti in città per controllare i ratti valga i rischi che i gatti rappresentano per la fauna selvatica«.

La gente ha a lungo associato i gatti al nemico naturale dei ratti, ma i ricercatori australiani e statunitensi dicono che «I gatti preferiscono prede più piccole e indifese, come gli uccelli e la piccola fauna autoctona, il che rende i gatti una minaccia per gli ecosistemi urbani.» Parsons aggiunge: «I newyorkesi si vantano spesso che i  loro ratti “non hanno paura di nulla” e sono “delle dimensioni di un gatto”. Eppure dei gatti vengono rilasciati normalmente per tenere sotto controllo questa preda relativamente grande, in grado di difendersi e potenzialmente pericolosa».

Un altro autore dello studio, l’esperto di disinfestazione Michael A. Deutsch, della Arrow Exterminating Company Inc, fa notare che «Fino ad ora, nessuno ha fornito dati buoni sul numero di ratti di città  uccisi dai gatti. Ma i dati sono molto chiari i dati sull’effetto dei gatti sulla fauna selvatica autoctona».

Quando i gatti rinselvatichiti si sono insediati in un centro di riciclaggio dei rifiuti di New York, i ricercatori hanno colto l’occasione per raccogliere questo tipo di dati. Il loro team stava già studiando una colonia di oltre 100 ratti che vivevano all’interno del centro mediante microchip e liberando gli animali per studiare la loro life history. Quando i gatti sono entrati nell’area di ricerca, hanno installato videocamere per riprendere i movimenti degli animali e quantificare l’effetto dei gatti sui ratti, studiandolo così per la prima volta in un ambiente “naturale”.

Parsons.spiega ancora: «Volevamo sapere se il numero di gatti presenti avrebbe influenzato il numero di ratti osservati e viceversa. Ci interessava anche sapere se la presenza di gatti avesse effetto su otto comportamenti comuni dei ratti o sui ,loro spostamenti»-

I ricercatori hanno esaminato 306 video girati in 79 giorni e, sebbene ogni giorno accanto alla colonia di ratti fossero attivi fino a tre gatti fossero, hanno registrato solo 20 eventi di inseguimento, 3 tentativi di uccisione e 2 uccisioni riuscite e dicono che «Entrambe le uccisioni hanno avuto luogo quando i gatti hanno trovato dei ratti nascosti; il terzo tentativo è stato un inseguimento all’aperto durante il quale il gatto ha perso interesse».

Parsons  ha detto a Susan Milius di Science News , che l’uccisione fallita «[Era un] inseguimento molto titubante, come se facessero una danza stop-and-go. Quando il topo si fermava, anche il gatto si fermava»

I video hanno anche rivelato che in presenza di gatti, i ratti passavano meno tempo all’aperto e più tempo spostandosi al riparo. Parsons evidenzia che «La presenza di gatti ha portato ad un minor numero di avvistamenti di ratti lo stesso giorno o quello successivo, mentre la presenza di esseri umani non ha influenzato l’avvistamento di ratti. Al contrario, il numero di ratti visti in un dato giorno non permetteva di prevedere il numero di gatti visti il ​​giorno successivo». Come riportano i ricercatori nel loro studio, un aumento dell’1% del numero di gatti in un dato giorno ha reso 100 volte meno probabile che un ratto facesse scattare le telecamere sensibili al movimento del team.

Ma perché i gatti sono predatori così poco efficienti dei ratti? Parsons risponde: «Sapevamo già che il peso medio dei ratti è di 330 g, molto più dei 15 g di un uccello o dei 30 g di un topo. Quindi, ci aspettavamo un basso tasso di predazione sui ratti. E il nostro studio lo ha confermato». Insomma, se messi davanti alla scelta tra l’attaccare un grosso ratto aggressivo e un uccellino o un topolino, i gatti tendono a optare per la preda meno impegnativa. Deutsch aggiunge: «Non stiamo dicendo che i gatti non siano in grado di eliminare i ratti cittadini, ma solo che perché ciò avvenga le condizioni devono essere giuste: il gatto deve essere affamato, non deve avere alternative alimentari meno rischiose e di solito ha bisogno dell’elemento sorpresa».

Ma gatti e ratti sono più inclini a ignorarsi o a evitarsi l’un l’altro che a impegnarsi in un vero conflitto, Gregory Glass, un ecologo delle malattie dell’Università della Florida che non ha partecipato allo studio, fa notare che «Una volta raggiunta la pubertà, un ratto è troppo grosso e cattivo perché un gatto lo possa affrontare. Si possono vedere un sacco di gatti e ratti, accanto uno all’altro, che mangiano dallo stesso sacco della spazzatura». Inoltre, come scrive Sarah Zhang su The Atlantic, «L’introduzione di gatti rinselvatichiti  in ambienti urbani può sollevare una serie di effetti collaterali non voluti. Le feci feline diffondono una malattia nota come toxoplasmosi, che può causare gravi danni cerebrali o addirittura la morte quando trasmessa da una madre incinta a un feto. I gatti sono anche famigerati assassini di uccelli – uno studio del 2013 ha suggerito che questi animali sono responsabili della morte di 2,4 miliardi di uccelli all’anno, e questo solo negli Stati Uniti».

Eppure, negli Usa organizzazioni animaliste che vanno da Blue Collar Cat di Humane rescue alliance a Washington DC a Cats at Work di Humane Society a Chicago rilasciano regolarmente gatti rinselvatichiti  nella speranza di combattere le infestazioni di ratti urbani. I risultati dello studio potrebbero spiegare perché le persone continuano a rilasciare i gatti come strumenti “naturali” di controllo dei ratti: «Le persone vedono meno ratti e pensano che sia perché i gatti li hanno uccisi – dice Parsons  – mentre in realtà  questo è dovuto al fatto che i ratti cambiano il loro comportamento. I risultati del nostro studio suggeriscono che i benefici del rilascio dei gatti vengono superati di gran lunga dai rischi per la fauna selvatica».

Secondo Parsons, «La chiave per gestire le popolazioni di roditori urbani è la gestione dei rifiuti, non i felini rinselvatichiti. Il bidone della spazzatura attira i topi, quindi, se riversassimo meno immondizia nelle strade di New York e delle altre città. il numero dei ratti sarebbe molto minore».

Il team di ricerca intende continuare a raccogliere dati come parte di uno studio a lungo termine e aggiornerà i suoi risultati non appena saranno disponibili nuove informazioni. Parsons conclude: «Per comprendere meglio il problema dei ratti cittadini, sono necessarie molte più ricerche, Speriamo che i nostri successi costringano gli altri a svolgere studi simili in altri luoghi»

Ma per ora, nella battaglia tra i gatti e i ratti di New York City sembra che stiano vincendo i ratti.

 

Videogallery

  • A rat scurries past a cat in a New York recycling plant (Michael H. Parsons)