I lemuri catta si estingueranno entro 10 anni?

[19 dicembre 2013]

Secondo la sezione del Madagascar dell’Iucn Primate Specialist Group, che ha rivisto la Lista Rossa ed ha spostato lo status dei lemuri dalla coda ad anelli o lemure catta – (Lemur catta) da Near-Threatened (2008) ad Endangered (2012),  quello che è forse il più conosciuto tra gli animali endemici del Madagascarr, si trova ad affrontare un rischio “molto elevato” di estinzione in natura.

I catta – resi ancor più famosi dal film Madagascar della Dreamworks – sono già a rischio di estinzione in alcune aree  del Madagascar a causa della continua perdita di habitat e, più recentemente per il bracconaggio a scopi alimentari o per venderli sul mercato clandestino degli animali esotici. La distruzione ed il degrado degli habitat sono diffusi in tutto il Madagascar e la causa ha un nome: miseria. Nelle foreste pluviali orientali della grande isola, legni preziosi come il palissandro e l’ebano, vengono illegalmente tagliati ed esportati, ma nel sud del Madagascar, dove si concentrano i catta, il più grande pericolo per loro è l’abbattimento delle foreste per farne carbone o per utilizzarlo nelle costruzioni, oppure per aprire pascoli per il bestiame.  Nel sud del Madagascar, date le condizioni aride e l’effetto devastante del global warming,  il tempo di rigenerazione della foresta è lungo e questo rende difficile ai lemuri ri-colonizzare territori estremamente frammentati e disturbati da attività antropiche di sussistenza ma  distruttive. Jacky Youssuff, professore all’Università di Toliara, ed i suoi studenti stanno documentando gli effetti della deforestazione sui catta e nelle aree perturbate hanno notato sia una diminuzione delle loro popolazioni che un aumento delle malattie.

Ma Oltre alla perdita di habitat, i catta devono anche far fronte ad un fiorente commercio di animali domestici: i neonati ed i giovani catturati in natura vengono venduti agli albergatori o direttamente ai turisti. Un catta può valere fino a 5.000 Ariary, più o meno 2 dollari, una cifra che in Madagascar fa la differenza tra l’avere o meno fame.

La biologa e fotografa Marni LaFleur, una specialista dei lemuri catta,  spiega su  Mongbay che «Anche se lemuri catta sono una specie protetta, le leggi della fauna selvatica sono difficili da far rispettare, data la lontananza dei villaggi, la poca conoscenza locale della protezione e, in alcune zone, una completa mancanza di personale delle forze dell’ordine».  Ma c’è un’0altro problema che deriva dal bracconaggio per assecondare la moda degli animali da compagnia esotici:  i lemuri  quando raggiungono la maturità sessuale spesso diventano aggressivi e i proprietari spesso cercano di disfarsene o di rivenderli.

Le forze dell’ordine malgasce stanno confiscando lemuri “domestici” e li affidano all’associazione Reniala a Mangily, una riserva privata vicina a Toliara, il  primo centro del genere realizzato nel sud del Madagascar.  Michelle Sauther, dell’università del Colorado – Boulder, che ha studiato i catta per oltre 25 anni, evidenzia che «Si tratta chiaramente di un problema reale. Confiscare i lemuri  tenuti illegalmente è la cosa giusta da fare e Reniala è da lodare perché cerca di aiutare, ma questo problema non sparirà».

Anche Léa Giraud, project manager di  Reniala, è convinta che la gestione in cattività dei catta confiscati sia solo una soluzione temporanea: «Vogliamo rendere questo centro di conservazione una casa di transito, dove gli individui possono recuperare e poi essere trasferiti in  parchi adatti». Ma il rilascio in natura di molti di questi lemuri potrebbe non essere possibile perché molti di loro non sarebbero in grado di sopravvivere in un ambiente selvaggio e potrebbero potenzialmente trasmettere malattie zoonotiche alle popolazioni selvatiche esistenti.

Anche la caccia per la carne sta minacciando la sopravvivenza dei catta. Fortunatamente molti  gruppi etnici del sud del Madagascar hanno tabù sull’uccisione o il consumo di carne di lemuri, il che fino ad ora aveva salvato i catta dalla pressione venatoria, ma l’aumento dei lavoratori migranti, soprattutto nelle miniere legali e clandestine, sta provocando un crollo dei valori tradizionali ed una quota sempre più grande della popolazione non conosce più le credenze tradizionali, che agiscono come una potente protezione per i lemuri.  LaFleur fa notare che «L’attuale mercato nero delle tartarughe radiate (Astrochelys irradiano), che trasporta segretamente questi animali in pericolo critico, può facilitare il traffico di carne di lemure. Inoltre, la domanda di lusso carni selvatiche è in aumento nelle città del Madagascar ed ora c’è una cash economy in forte espansione nel settore del commercio di animali endemici del sud del Madagascar, tra i quali i  lemuri dalla coda ad anelli. In questi casi, le carcasse di lemuri affumicati si vendono anche circa 5.000 Ariary pari a circa 2 dollari. Il futuro del lemure dalla coda ad anelli è tutt’altro che certo».

Un’altra grande esperta di catta, Lisa Gould, professore all’Università di Victoria, sottolinea che la situazione per questi primati non  è promettente. Dal 2009 lavora con popolazioni di catta che vivono in frammenti piccola foresta e dice che «Queste piccole popolazioni si estingueranno certamente nel prossimo futuro. Purtroppo, mi aspetto che i lemuri dalla coda ad anelli si estingueranno allo stato selvatico in un futuro non troppo lontano, forse anche entro il prossimo decennio».

Anche secondo il piano di azione del Primate specialist group Iucn, “ Lemurs of Madagascar A Strategy for their Conservation 2013–2016”, l’unica maniera per salvare i catta ed altri lemuri è la lotta alla povertà estrema e far crescere nella popolazione malgascia  la consapevolezza ambientale, sono infatti queste le cose essenziali per la sopravvivenza di questi nostri non troppo lontani parenti.